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martedì 20 dicembre 2011

Buon Natale!



Il nostro Albero di Natale che troneggia nell'atrio della nostra scuola!


Auguri sinceri di Sereno Natale, che non sia riciclato come questo albero!

"Ho perso le parole..."

Ok, non so cosa scrivere ma nel vero senso della parola. Non solo qui nel blog ma anche "altrove". Ogni tanto vengo assalita da mille pensieri, vorrei scriverli, trasformarli in un racconto, in qualcosa di più ma non ci riesco.

Ci si può improvvisare scrittori?

Non ho la costanza, la perseveranza, la capacità di rimanere su di un punto e svilupparlo fino ad arrivare alla fine. Introduzione, svolgimento e conclusione... le so insegnare ai bambini, riesco a fargli scrivere cose bellissime... ma io non vado più in là di un'introduzione!

mercoledì 14 dicembre 2011

14 Dicembre... tanti anni fa nascevo

Non sono qui per decantare il mio compleanno, per urlare al mondo che è la mia festa  o per festeggiare.  Giornata normale a scuola, ho ricevuto gli auguri e qualche pensiero davvero dolce da chi mi vuol bene, ho portato un paio di piccole torte per condividere con i colleghi e le colleghe e tutto il personale della scuola: per la prima volta mi sono sentita tranquilla, senza nessuna voglia di festeggiare come una ragazzina ma pronta, ormai, ad accettare che la vita, per fortuna, va avanti, sono serena e fortunata perchè sono circondata dai miei affetti e non dimostro affatto l'età che ho ( e sono taaanti, Dio mio, ma dove sono finiti gli altri?).

In tutto questo, ho trascorso tutta la giornata di ieri a pensare a quello che è accaduto a Firenze, a quello str... razzista e idiota che ha distrutto quelle vite di uomini coraggiosi e dignitosi e non ha nemmeno avuto il fegato di affrontare la vita dopo, troppo vigliacco per vivere, troppo vile per esistere ancora e chiamarsi uomo.

Stanno accadendo cose terribili ultimamente, la speranza sembra proprio svanita. Non riesco a togliermi dalla mente quella mano, con quelle dita lunghe e magre, quella bella mano nera che usciva da quel lenzuolo pietoso...
La tua mano

la tua mano

il tuo corpo

la tua anima

la tua mano

che ha parato i colpi della vita

che ha parato gli insulti

che ha parato sguardi offensivi

che ha parato odio

che ha accettato strette di mano sincere

che ha offerto aiuto

che ha lavato via offese e pregato

il tuo corpo

che ha viaggiato

che ha abbandonato gli affetti

che si è posato sul materasso stanco e triste

che ha sofferto la nostalgia

che ha desiderato il calore di un amore

la tua anima

che ha sempre veleggiato in alto

osservato da lontano il tuo dolore

per l'abbandono della tua terra e dei tuoi amori

che ti ha visto piangere e ridere

e che con te ha pianto e riso

che ora si libra serena

mentre il tuo corpo è coperto a malapena da un lenzuolo

e la tua mano

con dita lunghe e magre,

la tua giovane mano forte

giace inerte

tutte vittime di un'altra mano

ma vile e sporca come i mali del mondo

tutte vittime: mano, corpo, anima!

(Rookia)

Dedicato alle vittime di Firenze e non solo...



lunedì 12 dicembre 2011

Non so...

My mom è partita e questi ultimi giorni prima della sua partenza sono stati piuttosto frenetici. Per fortuna non è partita sola, ma con una mia zia: era divertente vederle insieme, mia mamma che le dava consigli e suggerimenti su come vestirsi, cosa portare, cosa fare:  "per carità, non vorrei partire con quei pantaloni! No, ti presto io una gonna un po' lunga, tu sei più bassa di me, ma questa mi sta un po' corta quindi dovrebbe andare bene..." "Noo, ma come hai fatto la valigia, aspetta, ti do un'altra borsa così ci metti i regali" e così via... Beh, io stavo per scoppiare al posto di mia zia e un paio di volte mi sono messa in mezzo per riprendere mamma che trattava zia come una bambina! Non mi piace per niente questo suo aspetto: è così piena di rigidità, di regole e conformismo... A volte, mi accorgo che le assomiglio molto e questa è una parte di me che non mi piace, appunto!

Poi le cose si sono sistemate, mia zia si è lasciata guidare anche perchè era molto preoccupata per il viaggio e non aveva voglia di discutere. Ovviamente, anche se il volo era alle 18 e dovevamo essere all'aeroporto per le 16, mia madre e zia erano pronte alle 14.20! Così non c'è stato altro da fare che recarci all'aeroporto dove siamo giunte in poco tempo perchè non c'era traffico nè per strada nè al check in e alle 15.30 sono state subito prese dall'assistente per andare al gate... Non c'è verso, l'ansia la divora quando deve partire. Per fortuna il volo è stato tranquillo e sono arrivate a destinazione sane e salve. Ieri abbiamo parlato e l'ho sentita davvero contenta: spero proprio che vada tutto bene.

Ieri eravamo talmente inebetiti io e Pao che dopo aver sistemato alla bell'è meglio casa, ci siamo altalenati tra il divano, il computer e viceversa... E ancora non siamo riusciti a fare il nostro albero di Natale o a decorare la porta di ingresso!

Quando mia madre parte, questa casa diventa silenziosa e deserta: sono tornata dal lavoro e mi sono subito messa a ritirare i panni, a piegare quelli che avevo lasciato nello studio, ad avviare la cena, controllare la posta, fare un paio di telefonate ad amiche che non sentivo da tempo e ad organizzare qualcosa per sabato per festeggiare il mio prossimo compleanno... ed ora sono qui, un po' triste per questa solitudine che mi accoglierà nei prossimi mesi quando rincaserò dal lavoro anche se a volte l'ho desiderata, per poter raccogliere i pensieri e rilassarmi.  Mi riabituerò e mi riapproprierò dei miei tempi e dei miei spazi e forse potrò finalmente fermare su dei fogli, quel flusso di pensieri che spesso si affolla nella mia mente.

venerdì 9 dicembre 2011

9 Dicembre

Giornata uggiosa: è nuvoloso, cupo e buio e mi sento così anche io. Non sono in piena forma ma va beh, non posso lamentarmi ogni santo giorno, passerà e ci sono giorni su, giorni giù, basta andare oltre e non pensarci poi tanto.

Ieri poi siamo riusciti ad andare alla fiera del libro: super affollata tenendo conto che era anche festa. E' stato impossibile girare tra i banchi che esponevano libri, una folla lenta, egocentrica e distratta. Io, come sempre in questi casi, ero in carrozzina e, anche se i libri stavano proprio a portata di naso e occhio, davanti a me c'era un muro invalicabile di persone, che non vedono e non sentono, pensano solo a muoversi come enormi bradipi, o a fermarsi in mezzo al corridoio a parlare, crendo muri su muri. Ero snervata e confusa, mi girava la testa come una trottola.

Ad un certo punto, mentre arrancavamo verso l'ascensore per andare al piano superiore, vedo una vecchia conoscenza... Michi, una collega di un corso d'inglese di anni fa, con la quale ero diventata amica e con la quale avevamo anche passato delle vacanze insieme, quando ero "zitellina". Non ci siamo più sentite, circa cinque anni fa ho interrotto i rapporti dopo che mi aveva risposto in malo modo diverse volte, all'ultima non ho retto e non l'ho cercata più ( anche lei del resto).  Beh, avrei potuto fare a meno di fermarla, perchè non mi aveva vista, ma io non riesco a fare finta di niente. Ci siamo salutate, scambiato i soliti convenevoli e poi le ho presentato mio marito. Ci siamo congedate e lei mi ha detto di chiamarla se avevo ancora il suo numero che le faceva piacere avermi rivista. Mah, non so se lo farò...

Comunque dopo siamo andati al piano superiore a sentire una conferenza alla quale partecipava una mia amica scrittrice: "Figli di due patrie", alla quale erano presenti altri scrittori ( una francoalgerina, un italosiriano e un altro scrittore giornalista mi pare algerino) che parlavano della loro esperienza, appunto, di figli di due patrie e della loro vita. La mia amica ha parlato di un paio di episodi, al confine di due mondi e di due tradizioni così diverse. Un po' la mia esperienza di vita, sempre in bilico tra due mondi; quello italiano e quello somalo. Pur avendo una mia identità, una mia personalità frutto di queste mie origini e radici, le persone tendono sempre a darti una loro etichetta, sia da una parte che dall'altra ed entrambi i mondi vogliono sottolineare la mia appartenenza al loro: "Ehi, ma dai, ormai sei italiana tu, hai sempre vissuto qui, parli italiano meglio di me! ( non ci crederete ma queste parole le ho sentite anche da una collega insegnante!)" mentre l'altro mio mondo mi dice: " Tu sei somala e devi comportarti da tale, parlare la tua lingua madre!" Eccetera... Ed io? Qualcuno di loro mi ha mai chiesto chi sono davvero? Mi ha mai chiesto: "Ma come ti senti tu?"

Ebbene, io mi sento Rookia, una donna con mondi meravigliosi dentro, con una propria identità, frutto di due meravigliose patrie, ricca e soddisfatta di quello che ha potuto raccogliere da questa esistenza, tra due mondi, che alla fine è sempre uno!

 

 

mercoledì 7 dicembre 2011

7 Dicembre

Domani è la giornata dell'Immacolata, non andremo da nessuna parte perchè tra due giorni my mom parte. Questi sono giorni frenetici per noi, anche se sono molto stanca e anche preoccupata per il mio braccio che mi fa male da due settimane e da due settimane precise non vado in piscina per non aggravare la situazione. Insomma la cuffia dei rotatori è andata, ma ci sarà anche qualcos'altro e dovrò sbrigarmi ad andare dal dottore, prima che sia tutto irreparabile! Appena mamma è partita, provvederò.

Per ora tengo duro e corro dietro a lei; fai questo, compra quello, sistema quell'altro, metti da parte quest'altro, e via dicendo. Esci ed entra, avanti ed indietro come una trottola. In tutto questo bisogna anche lavorare: ieri colloquio con i genitori e, come sempre, io e la mia collega siamo state le ultime a lasciare la scuola, in pratica l'abbiamo chiusa, perchè abbiamo sforato di due ore il colloquio e siamo uscite alle 8,00! E' mai possibile? Quando riusciremo a dedicare il tempo necessario ad ogni genitore? Ma come si fa? Si può stare con l'orologio davanti mentre si parla di bambini? Mentre si cerca di far capire ad una mamma che la sua bambina non ha assolutamente problemi se non l'ansia che lei le trasmette? Oppure, come far a capire ad un'altra che suo figlio non vuole lavorare da solo e che ha grossi problemi di linguaggio che necessiterebbero una terapia logopedica? Come si può parlare con 17 genitori in poco più di due ore? Io non sono capace e a quanto pare nemmeno la mia collega! Così ieri sera sono tornata distrutta, ho mangiato pochissimo, mi sono fatta un bel bagno caldo e via, a letto!

Ma ora ho qualche giorno di break e domani mi piacerebbe tanto andare alla fiera dei libri all'Eur, "Più liberi, più libri", che fu galeotto cinque anni fa quando ci andai con il mio Pao che ora è mio marito.... Proprio lì scattò qualcosa tra noi... Che ricordo meraviglioso, anche se pioveva a dirotto, anche se era così affollato e caotico...

Deciso!

Non sono brava nel prendere decisioni definitive, sono sempre titubante, indecisa, cambio idea per poi tornare indietro finchè, alla fine, decido d'impulso! Ebbene, oggi ho finalmente detto addio ad una persona falsa, ipocrita e approfittatrice; l'ho congedata per sempre e, purtroppo, ho dovuto anche io abbassarmi al suo livello e fare la falsa. Ma non c'era altro modo per liberarci di lei, anche se io credo sempre alla buona fede degli altri e mi si manipola con facilità perchè non amo le discussioni e per quieto vivere mi sottopongo a dure prove. Ma è finita, ora siamo liberi e respiriamo a pieni polmoni!

Anche riguardo al blog, grazie al mio bravissimo maritino, mi sono fermata qui su altervista e lui è riuscito a importare il mio vecchio blog da splinder.

Grazie amor mio!

giovedì 1 dicembre 2011

About my mom

Mia madre è spesso al telefono con amiche e conoscenti lontane e la sento parlare della sua terra, del suo paese natio, delle persone e dei fatti che le sono accaduti in gioventù quando viveva in Somalia.

Ora questa sua “madre terra” è dilaniata da vent’anni di guerra civile, da cambiamenti sociali e religiosi al limite dell’estremismo e lei desidera tornare laggiù con tutte le sue forze, infatti tra una settimana parte per il Kenia e poi da lì andrà in Somalia. Io e Pao non è che siamo tranquilli, anzi, ci preoccupa tutto ma cosa possiamo fare? Qui lei si sente sola, anche se ci siamo noi; è una solitudine profonda che la sta scavando dentro e le porta malesseri generali e non voglio proprio che si trasformi in una depressione senza rimedio. Preferisco vederla serena e gioiosa all’idea di partire; sentire come lo grida allegramente alle amiche al telefono anche se per noi sarà dura all’inizio.

Mi chiedo quale idea abbia di questo meraviglioso e distrutto paese perché dai suoi racconti, dai suoi ricordi, non c’è alcuna somiglianza con quello che mi narra. Ma forse siamo troppo diverse in questo, io conosco bene solo l’Italia, paese che mi ha accolta e cresciuta e mi accorgo che, più passano gli anni, più mi allontano dalla “somalità”, dalla storia, dalle tradizioni, dalla lingua… E’ un bene o un male? Me ne pentirò prima o poi?

Confusione

Si, sono confusa da morire. Sto aprendo blog su blog ed entro sempre più in un circolo vizioso senza via d'uscita. Sono talmente in tilt che non so più cosa scrivere e sto perdendo di vista i miei pensieri!

Alla fine, se l'unico modo per avere il mio vecchio blog è rimanere qui, non ho molto scelta. Spero che con il passare del tempo potrò capire meglio altervista e anche quello che mi sta accadendo in questi giorni.

 

mercoledì 30 novembre 2011

Welcome!

Bene, piano piano cerco di capire come funziona altervista, per ora mi sto solo bruciando gli occhi e snervando per trovare le varie funzionalità... Blogger è più immediato e semplice, ma se altervista (wordpress) è l'unico modo per non perdere il mio vecchio blog... ebbene, così SIA!

sabato 26 novembre 2011

Cambio Blog

Dopo tanti anni, tra alti e bassi, confidenze e chiacchiere varie e felici incontri, il nostro Splinder chiude e quindi sono costretta a traslocare anche io.... Mi dispiace moltissimo perchè ho scoperto Splinder in un momento particolare della mia vita; dopo aver tenuto un diario di carta avevo deciso di scrivere su di un blog e i primi tempi sono stati eccitanti, strani, buffi e consolatori. Era così strano ricevere commenti sui miei stati d'animo, sui miei pensieri, le mie considerazioni e i miei personali eventi; era strano ma bello! Ho incontrato tante persone virtualmente e mi sentivo meglio quando potevo raccontare e sapere che c'era qualcuno/a che mi leggeva, anche se a volte era davvero imbarazzante. Quando poi decisi di renderlo privato, durò poco, perchè un "amico" mi fece capire che il bello era proprio quello, aprirsi agli altri, anche se non si conoscevano; c'era comunque la possibilità di scambiarsi opinioni e anche di scontrarsi con chi era in disaccordo con noi.
Ora non so come continuerà questa avventura virtualblog, spero solo di poter salvare quello che in questi anni ho raccolto qui.
Splinder, ti prego fai in modo che non si perdano inutilmente questi anni e queste mie pagine!

giovedì 3 novembre 2011

Mannaggia a me!


Settimana corta, cortissima tenendo conto del ponte che abbiamo avuto. Al lavoro ho programmato delle attività di poesie e filastrocche e, mai come quest'anno, l'ho trovato difficile! Questi bambini tecnologici, poveri lessicalmente, deconcentrati, disattenti e divoratori di tempo e di cose, non hanno ancora capito quanto è bella la lingua scritta, quanto è bello riuscire ad esprimersi attraverso la poesia o una semplice e corta filastrocca. O molto probabilmente sono io che non sono riuscita a trasmettergli questa gioia! Ma come si fa se è un continuo distrarsi, se anche la mia collega di sostegno ha le sue proposte ed io non so come dirle "no, guarda, io avrei pensato a questo lavoro e ho preparato questa filastrocca"? Mannaggia a me e alla mia paura di dire no, di deludere o offendere! Diventa così arduo lavorare quando c'è lei in classe, mentre quando c'è l'assistente riesco a fare tutto e senza tanta fatica.... Uffa! Io lo so che lo fa per aiutarmi, lo so che mi è di enorme aiuto, soprattutto con quei bimbi in difficoltà, ma devo imparare a gestire la situazione in sua presenza e ad essere più sicura di me. Gli altri anni non ho mai avuto problemi del genere e riuscivo a FAR NASCERE PAROLE DI POESIA anche ai più duri e turbolenti... Prima o poi riuscirò anche con questi miei pupilli, sono ancora così piccoli!

Tornata dal lavoro, mentre aprivo il portone del mio palazzo mi è venuta alla mente un'immagine: " Entravo con lui/lei e parlavamo della giornata a scuola e dicevo " Poi lo diciamo anche a papà!" e sembrava tutto così vero, così reale e tangibile... Ma perchè cavolo mi faccio del male da sola?

mercoledì 2 novembre 2011

E adesso?2

In questi giorni non ho avuto tempo di annotare una cosa che mi è accaduta venerdì. Forse ho voluto tralasciare per poi raccontare in modo più distaccato e tranquillo, perchè i giorni seguenti allo scorso venerdì sono stati pieni di pensieri, preoccupazioni e sonno agitato con sogni al limite dell'incubo.
Ebbene, abbiamo ricevuto la telefonata dei Carabinieri e la richiesta di un appuntamento qui a casa. Venerdì torno trafelata dal lavoro, non ho nemmeno il tempo di bere un bicchiere d'acqua che suonano al citofono: erano loro. Dopo pochi minuti si presentano alla porta un giovane e distinto carabiniere in uniforme ed un altro in tuta, dimesso e cupo nello sguardo ( ma cosa pensava, di fare il duro? O forse era solo giù di corda, infatti zoppicava leggermente, forse era infortunato). Ci sediamo e il giovane distinto inizia a fare le domande di rito; di chi è la casa, di quanti vani è composta, che lavoro facciamo, quanto guadagniamo e così via. Tutto nella normalità, del resto il tribunale lo vuole sapere e a domanda rispondo. Poi il giovane carabiniere ( secondo me troppo giovane!) mi chiede dei miei suoceri e il loro recapito e lì rimango un po' sconcertata perchè nella domanda mio marito ha scritto che per ora non li abbiamo informati della nostra decisione e non vorrei dargli queste informazioni, ma non ci riesco e gliele do anche se lui mi assicura che non verranno chiamati... Devo essere sincera, sono entrata un po' nel panico, perchè non voglio che lo vengano a sapere in questo modo, vorrei che fosse Pao a dirglielo... Ma per ora non se la sente. Il percorso è così lungo che c'è ancora molto tempo per informarli.
Poi il carabiniere mi chiede del mio stato fisico, vede le stampelle, la carrozzina vicino al divano e domanda
  come avrei fatto ad accudire un bambino nelle mie condizioni ( avrei potuto anche risentirmi di questa domanda, ma tanto, la gente non vede oltre il proprio naso) e gli ho risposto  " e se lo avessi partorito? Che facevo non lo tenevo per paura di non farcela?" e poi ho solo le gambe che non funzionano ed ho mio marito, mia madre, i miei suoceri, non sono sola... Ma guarda che domanda! Non deve essere il giudice o i servizi sociali a dire se sono idonea o no? e aggiungo che non sono sola in questo, c'è mio marito, mia madre, i miei suoceri, mia cognata ecc.... E aggiungo che sono 18 anni che lavoro con i bambini e se non fossi stata in grado di fare il mio lavoro non avrei avuto nemmeno l'idoneità fisica per seguire 20/25 bambini!!
E così finisce l'incontro, una specie di interrogatorio freddo e distaccato a parte quest'ultima inopportuna domanda...
Però, è giusto essere trattati così, come porcellini d'india da esaminare e controllare, come delle persone poco pulite moralmente? Abbiamo solo messo la nostra disponibilità di coppia ad accogliere un bambino sfortunato, per potergli dare il meglio che possiamo: Amore, Sicurezza, Comprensione, una Casa, un'Educazione e la possibilità di crescere il più serenamente possibile. A volte è davvero dura e questo, lo so, è solo l'inizio. Mi spaventa tutto il resto!

martedì 1 novembre 2011

Dedicato ad una terra meravigliosa, a chi è rimasto e a chi l'ha vissuta...


Sera di Liguria
Lenta e rosata sale su dal mare
la sera di Liguria, perdizione
di cuori amanti e di cose lontane.
Indugiano le coppie nei giardini,
s'accendon le finestre ad una ad una
come tanti teatri.
Sepolto nella bruma il mare odora.
Le chiese sulla riva paion navi
che stanno per salpare. 
      
Vincenzo Cardarelli



 

giovedì 29 settembre 2011

Cosa succede adesso?

Ebbene, oggi tornata dal lavoro ho trovato una grande busta marrone sul tavolo in sala da pranzo... Mia madre aveva ritirato la posta dalla cassetta e me l'ha lasciata lì. La bustona era girata dalla parte opposta e quindi non potevo sapere da dove provenisse. Non ho nemmeno pensato ad andare al bagno a lavarmi le mani, come faccio appena entro a casa; nonostante la fame da lupo che avevo non mi sono nemmeno diretta in cucina a cercare qualcosa da mettere sotto i denti: mi sono lanciata sulla busta, l'ho girata e la dicitura diceva " TRIBUNALE DEI MINORENNI DI ROMA!"... Il mio cuore ha fatto un tonfo: oddio, e adesso? Ho aperto la busta quasi impaurita e scettica allo stesso tempo: dentro un misero foglio che ci comunica i numeri di riconoscimento della nostra pratica e il fatto che la nostra domanda di adozione è stata segnalata all'Asl di competenza, ai servizi sociali competenti e alla caserma dei carabinieri.... Ebbene, e ora? Quanto dovremo ancora attendere perchè tutto abbia inizio??

7a2fa8e0ea1bae30317520cb29707f9a_big                                                                            immagine presa dal Web

mercoledì 28 settembre 2011

"DONNA" no, donna si?

Ma una donna, è donna solamente se ha dei figli? E perchè certe donne vengono considerate "DONNE" anche se non hanno figli, mentre altre sono considerate meno "DONNE" per la stessa ragione? Cosa rende una donna "PIU' DONNA"  di un'altra?
Queste domande me le pongo quando vedo, al lavoro, tra amiche o conoscenti, un atteggiamento differente a seconda di chi c'è davanti...
Prima di sposarmi, da single o meglio "zitella", ero considerata una ragazzina anche se ero una giovane quasi quarantenne; ora che sono sposata, sono una donna sposata ma ancora ragazzina  perchè non ho figli... BOH! Forse sto delirando, ma non mi sembra che sia cambiato molto e mi sento sempre sottovalutata o presa per scontato, anche se il matrimonio mi ha cambiata tanto e sono più posata, rilassata e quindi meno lunatica.
A parte questi pensieri pseudofilosofici, giornata tranquilla al lavoro: mentre ieri è stato faticoso e poco producente, oggi abbiamo fatto tante cose e siamo riusciti a comporre due poesie collettive sull'autunno anche se, i 30 gradi giornalieri, il caldo soffocante dell'aula soleggiata e i vestiti ancora estivi, tutto fanno pensare, meno che siamo entrati nell'autunno da qualche giorno! E' stato difficile far ricordare ai bambini che cos'è l'autunno quando la natura è ancora ingannata dal caldo e dal sole. Ma alla fine ci siamo riusciti e ne sono contenta perchè ho lavorato da sola con loro, senza interruzioni o chiacchiericci delle colleghe di classe ( sono tanto care ma a volte ho bisogno di raccoglimento e di stare sola con i bambini per fargli uscire pensieri e considerazioni, sono più concentrati se siamo da soli!).
Dopo la scuola ho mangiato un'insalata veloce e sono corsa in piscina! Questa cosa mi rende gioiosa, perchè mi sento normale, perchè posso fare quasi tutto quello che fanno gli altri, perchè sto nel mio elemento, perchè faccio tanta ginnastica senza accorgermi del peso del mio lento corpo, perchè dopo sono stanca ma soddisfatta e spero di riuscire a sentirmi così per taaaaaanto tempo ancora!


Nonostante tutto questo brulicare di attività e di soddisfazioni, se stringo gli occhi dell'anima, vedo in un angolo buio del mio cuore un piccolo scrigno, quasi nascosto, poco visibile se si guarda l'insieme, ma è lì in quell'angolo lontano dove nascondiamo i segreti più reconditi, i silenzi dell'anima... è la paura sottile che tutto quello che abbiamo fatto per presentare la domanda d'adozione risulterà inutile perchè nessuno mai ci dirà che siamo idonei ad accogliere un bimbo/a...



martedì 27 settembre 2011

Per ridere un po'... CHEER UP!




  1. Pensando ad una coppia di amici che hanno adottato due bellissimi bimbi di origine keniota e alle nostre avventure quando mi è capitato di trovarmi con loro e i due bimbi...


    BARZELLETTE ( dal sito "adozioni + giuste")

    Una bambina di colore, poco dopo l'arrivo in famiglia adottiva, si scotta col caffè sul viso. Qualche giorno dopo si riforma la pelle nuova, in un primo momento rosea. Una signora incontra mamma e bambina a passeggio, guarda incuriosita e dice: "Signora, ha visto? Con l'aria di qua, si sta già schiarendo!"





  2. Un signore ad una bambina di colore adottata: "Mi ca-pi-sci - se - par-lo - len-ta-men-te?". Immediata risposta spontanea della bimba: "Sì, ma La capisco molto meglio se Lei parla normalmente!!".





  3. Una bambina adottata (di origine etiope) ed i suoi genitori sono in spiaggia al mare. Un bimbo li scruta, prima da lontano, ... poi a distanza ravvicinata. Alla fine si decide ad avvicinarsi e chiede alla bimba: "Ehi tu, bambina, ... ma quella è tua madre? ". E lei, avendole indicato sua madre, risponde: "Sì, è la mia mamma". Replica lui: "Ma lei è bianca!!!". E la bimba, spontaneamente: "Per forza, siamo appena arrivati, ... ma poi si abbronza!!!"



domenica 25 settembre 2011

OGGI:
Ieri sera sono andata a letto pensando di andare a nuotare il giorno dopo. Così ho fatto, sono andata in piscina e mi sono ritrovata con la mia amica/collega/vicina di casa che ci va da un anno ormai. Lei faceva acquagym, io nella corsia vicina ho nuotato tutto il tempo, senza fermarmi, con la musica assordante dell'istruttrice di acquagym e i suoi comandi al suo gruppo!
La struttura dove vado quest'anno è bellissima non c'è che dire, ma perchè devono riempire ogni angolo del centro sportivo con la musica a tutto volume? Non riesco nemmeno a sentire i miei pensieri!! Anche nello spogliatoio la musica va di continuo: è davvero snervante! Se almeno mettessero qualcosa di soft e rilassante....
Comunque sono molto contenta: posso andare a nuotare spesso nella settimana senza paura di scivolare o cadere perchè finalmente ho una carrozzina da piscina e trovo sempre chi mi aiuta! Questo mi rende davvero contenta! Finalmente qualcosa di positivo, oggi, perchè ieri non è stato granchè....
IERI:
Ieri sono andata a fare spese con mia madre e al supermercato, mentre attendevo fuori, ho incontrato una mia collega, G, ( la collega di sostegno che lavora con me) con il suo piccolo di tre anni. Abbiamo parlato un poco e poi mi ha raggiunto mia madre, saluti e baci e ognuno per la sua strada... Perchè racconto questo episodio? Perchè dopo un po' che eravamo in macchina, mia madre è tornata all'attacco: "Tesoro, perchè non chiamiamo quel dottore di Firenze, magari lui puoi aiutarvi ad avere un bimbo vostro"... Mi ci è voluta tutta la pazienza di questo mondo e tutto l'amore per lei per non urlare la mia rabbia, delusione, tristezza .... Con pazienza le ho spiegato per l'ennesima volta le nostre ragioni, le difficoltà che ci sono quando si intraprendono certe strade, i costi, i dolori, le sofferenze. Alla fine si è lasciata convincere, ma sono sicura che tra qualche tempo, mi farà la stessa richiesta. PERCHE' PERCHE' NON ACCETTA LE COSE COME SONO? NON CAPISCE CHE MI ADDOLORA TREMENDAMENTE QUANDO MI PARLA COSI'? NON CAPISCE CHE ABBIAMO LAVORATO  TANTO SU DI NOI  PER ACCETTARE QUESTA NOSTRA SITUAZIONE? CHE HO PIANTO TANTO IN SOLITUDINE E CON PAO, CHE HO SOFFERTO E A VOLTE ANCORA SOFFRO ALL'IDEA CHE NOI NON AVREMO MAI UN NOSTRO CUCCIOLO?


Ma questo era IERI,  OGGI  sono contenta....

venerdì 23 settembre 2011


Finalmente è venerdì! Queste due settimane non abbiamo avuto i turni, quindi abbiamo lavorato t"utti insieme appassionatamente": la mia colleghina ha avuto da fare per organizzare gli orari, parlare con la vicepreside per l'organizzazione e le mille beghe che venivano fuori da un momento all'altro; l'altra mia collega invece era sempre fuori classe per altre beghe gestionali riguardo il sostegno e le assistenti educatrici... insomma, il più delle volte me la sono cantata e suonata da sola, o quasi! Per fortuna ogni tanto avevo le assistenti con me, ma a volte è meglio stare da sola perchè c'è meno confusione e i bambini riescono a concentrarsi un pochino di più!
Lunedì inizia il tempo pieno e quindi avremo gli orari definitivi e speriamo di riuscire  ad iniziare gli obiettivi programmati...

In questi ultimi giorni ho anche risentito mio padre, in giro per l'Europa, tra una visita e l'altra a questo figlio o a quell'altro... Nella sua vita di uomo superficiale ed egoista, ora cerca di pagare i suoi debiti di padre.
Anni fa, scoprimmo che aveva un'altra figlia, ora adolescente e che, abbiamo scoperto, malata di leucemia... Povera piccola!
Purtroppo in tutti questi anni non è stato possibile contattarla perchè anche la madre era stufa di mio padre e ha cercato di seminarlo a tutti costi. Ora però non si può stare indifferenti e l'abbiamo cercata un po' tutti e finalmente ho potuto parlarle. Sta meglio, si sta curando e pare che il peggio sia passato, meno male! Ma mi dispiace molto per lei, avere una famiglia così grande e non conoscerla.. non che siamo un bel guadagno, ma quando ci si può sostenere a vicenda!
Accidenti, certo che siamo una famiglia ben strana, lingue e culture diverse: chi parla olandese, inglese, italiano ecc... Mah! Ma come possiamo pretendere di capirci qualcosa? Uno ci prova, ma se ogni volta spunta fuori un nuovo fratello/sorella??? Io sono un po' stanca di ricominciare ogni volta un nuovo rapporto, tenendo conto che con quelli con cui ho trascorso quasi tutta la vita, ci siamo allontanati e ora cerchiamo di ricucire dei rapporti incerti e fragili: tranne con la "streghetta" con la quale ho proprio chiuso a causa della sua estrema cattiveria e invidia!
lingue

giovedì 22 settembre 2011

Breve riassunto...

Quasi alla fine della seconda settimana di scuola: i bimbi sono bellissimi, confusionari, disordinati, distratti, giocosi e molto legati tra loro, anche nelle birichinate! Dai test d'ingresso, non è cambiato molto da giugno; fanno gli stessi errori ma forse leggono peggio di prima, non essendosi esercitati tutta l'estate. Mi preoccupa uno in particolare perchè sembra molto stanco, non riesce ancora ad abituarsi al ritmo scolastico ed è sempre distratto; ogni attività bisogna spiegargliela due o tre volte, anche la più semplice... Eppure so che i genitori sono molto attenti e che va a letto molto presto la sera. Mah! Forse, una volta iniziato il tempo pieno, sarà meglio?!
Ancora non so bene se quest'anno sarò graziata e potrò rimanere solo nella mia classe o andare in un' altra a fare inglese... Boh! Lo scoprirò nei prossimi giorni.
Tutta questa confusione, questa disorganizzazione, mi ha fatto trascorrere delle settimane frenetiche, piene di nervosismo e insonnia. Non riesco a dormire bene la notte; fatico ad addormentarmi e quando ho dormito un paio di ore, mi sveglio all'improvviso ed è uno stress fino al mattinoe, quando sto quasi per crollare,  la sveglia mi trilla nelle orecchie come lo scampanio di cento chiese!
Il nervosismo è latente e si presenta più vivo che mai a scuola, ma faccio training autogeno per non dare in escandescenze, ma non ne posso davvero più di avere il mio team ( la mia collega, le due assistenti meravigliose e la collega di sostegno) creare caos mentre sto lavorando con i bimbi: come posso pretendere che si concentrino, se fanno confusione proprio loro? Ne va anche della mia di concentrazione; mi preparo tutto il lavoro delle mie ore, poi perdo la bussola e non so più che fare. Vedremo se la prossima settimana tutto sarà a regime e ci sarà meno dispersione di persone e attività. Forse tutti questi cambiamenti mi stanno destabilizzando... Ho bisogno delle mie sicurezze per rendere al meglio: mi manca Patti e vorrei che le cose tornassero come prima. Ma credo proprio che NIENTE sarà più come prima e avrei voglia di andarmene anche io per non assistere a tutto questo sfacelo.
Ogni giorno andiamo al lavoro e ogni giorno c'è una brutta notizia, una cosa da risolvere o da aggiustare a livello organizzativo. Poi ci si mettono anche genitori pazzi che pretendono che tutto sia loro dovuto perchè hanno agganci e soldi! Insomma, sta venendo fuori il peggio di tante persone e a volte mi sembra che quello che succede nel nostro piccolo, sia solo un esempio degli avvenimenti sociali e politici e giudiziari della nostra povera Italia... che amarezza!

Unica consolazione: finalmente ho preso il coraggio a due mani e mi sono iscritta in piscina. Ho cambiato centro sportivo e in questo mi hanno assicurato assistenza per accedere in acqua e per andare dallo spogliatoio alla piscina e viceversa. Oggi sono andata con M. ad iscrivermi e insieme siamo andate a lezione di acquakickboxing ( ma quante ne inventano!) per provare ( ma io amo il nuoto libero). La lezione è durata 50 minuti pieni ed io avevo una fame da lupo! Dalla colazione del mattino avevo mangiato solo una banana! Comunque niente male come lezione. Non mi sono fermata nemmeno un minuto e, anche se non potevo fare tutti i movimenti dell'istruttore, ho fatto tanta ginnastica in acqua e mi sento meravigliosamente stanca!Spero solo di fare una buona notte di sonno!

martedì 20 settembre 2011

The pursuing of... nothingness!


Ci sono, sono qui
ma la mia testa e il mio cuore dove sono?
Non sono cosa cerco e quindi non trovo nulla.
Ho mille pensieri, ho voglia di raccontare, parlo con me stessa,
mi intrattengo con mille discorsi,
ma poi, davanti allo schermo del pc,
la mia mente è ferma,
il mio cuore tace,
i mille discorsi si infrangono nel muro del nulla:
è una continua ricerca...
del niente.

venerdì 16 settembre 2011

Per chi ha intrapreso un lungo cammino in cerca di un figlio/a


Una donna che diventa madre
d'un bambino nato da un'altra donna
è come acqua che evapora e si fa nube,
volando in cielo per portare acqua
a un albero nel deserto

Madre Teresa

mercoledì 14 settembre 2011

Sospesa


Sono sospesa,
non sono in me
e trascorro questi giorni senza anima,
senza condimento,
assente
e pur presente con chi mi è accanto.
Tutto questo avviene soprattutto al lavoro dove l'incertezza, la confusione e i cambiamenti mi lasciano inebetita. Per fortuna
divento me stessa
solo con i bambini
che sono tornati pieni di sonno,
abbronzati,
cresciuti,
bellissimi,
lenti ma esuberanti nelle loro corse sfrenate per il cortile,
gioiosi nei loro giochi,
felici di essersi ritrovati,
ridanciani alle mie battute,
tesi ma anche assenti durante le attività...
Se non ci fossero loro, forse non sarei semplicemente sospesa, ma depressa!

mercoledì 7 settembre 2011

Il pensiero nascosto


Il pensiero nascosto è questa lunga e snervante attesa perchè il percorso burocratico dell'adozione inizi davvero e, soprattutto termini nel migliore dei modi. Il pensiero nascosto è anche la paura di questo nuovo iter che inizierà: gli incontri con lo psicologo e l'assistente sociale, le visite mediche, l'analisi minuziosa della nostra vita, del lavoro, della nostra famiglia ecc... So che ci attende un lungo e tortuoso cammino; ne ho affrontate di ostacoli e difficoltà nella mia vita, ma questa ennesima montagna da scalare mi spaventa moltissimo! Una cosa è contare sulle proprie forze e le proprie capacità  e limiti, un'altra è dover DIPENDERE da persone che non sempre sono obiettive e giuste e "open-mind"...

Per chi segue il mio percorso o è quasi al termine, accludo un interessante articolo sull'ATTESA nel processo di adozione.

 



PSICOLOGIA E ADOZIONE



 



Da due a … tre



 



Un’attesa da riempire 



 



Di Monica Arcadu



 



“Le ore in cui si aspetta non hanno la durata del tempo quotidiano. La loro misura non è quella di un pendolo che oscilla regolare, ma quella di un cuore che batte, a spasmi e inciampi. (…) Il tempo dell’attesa ti circonda, ti avvolge interminabile.



È come navigare in un mare di cui non si vede la fine.



Chi sto aspettando? Che importanza ha…



L’importante è che io ora vivo in questa parte dell’universo, nel pianeta dell’attesa, separato e diverso dal pianeta di chi non aspetta nulla e nessuno. E la mia ansia, il mio cuore, i miei pensieri impazziti non si calmeranno…



Si può aspettare qualcuno che ha bisogno di noi o che noi crediamo abbia bisogno di noi, oppure di cui in fondo abbiamo bisogno.



È  tempo perso questo aspettare? O è il tempo più necessario e prezioso, il prezzo che dobbiamo pagare all’affetto, alla cura, alla fratellanza?



Chi aspetta davvero è vivo, aspetta sempre con amore… “



(Stefano Benni)



 



 



Sembra che il tempo dell’attesa sia immobile, vuoto, sospeso.



In realtà l’attesa è uno stato dinamico, di movimento, di tensione verso qualcosa e per questo pieno di energia da utilizzare.



Attendere fa parte della vita in molte situazioni: l’attesa di una casa, di un lavoro, del risultato di un esame. Tutti abbiamo sperimentato l’attesa, è una condizione della vita. Passiamo in continuazione da uno stato di attesa ad un altro. La vita stessa è fatta di un’attesa dopo l’altra e sono proprio questi momenti a darci l’opportunità per crescere e migliorare. Penso alle parole della canzone di Niccolò Fabi che dice: “…ma tra la partenza e il traguardo/ nel mezzo c’è tutto il resto/ e tutto il resto è giorno dopo giorno/ e giorno dopo giorno è silenziosamente costruire…”. La vita non è solo fatta di grandi momenti, di scoppiettanti occasioni. La vita sta anche nell’attesa, ed è proprio in essa che c’è la possibilità di costruire quello che servirà domani.



Nell’universo adozione l’attesa comincia all’alba, nel momento in cui la coppia decide di voler formare una famiglia adottiva. Spesso questa attesa è stata preceduta da altre attese: quella di avere un figlio biologico che poi non è arrivato e quella legata ai successivi tentativi di procreazione assistita non andati a buon fine.



Il tempo dell’attesa riguarda la coppia che aspira all’adozione, ma riguarda soprattutto i bambini che aspettano di essere adottati, attesa di cui non sono nemmeno consapevoli, attesa di qualcosa di sconosciuto.



Ogni fase del percorso adottivo è permeato da essa, ma il momento più difficile è quello che va dal conferimento del mandato all’arrivo del bambino. Spesso le coppie, in questa fase, vivono un vissuto di abbandono speculare a quello del bambino.



Questa attesa non è uno spazio solo temporale, si tratta di uno stato emotivo ed affettivo, caratterizzato da aspettative e progetti ma anche da paure e dubbi.



Fatica, ansia, rabbia, ma anche desiderio, speranza sono le emozioni più comuni e significative del tempo dell’attesa. C’è l’entusiasmo per quello che arriverà, ma a volte la speranza può vacillare per il tempo che passa.  C’è chi si nasconde dietro un apparente disinvestimento, accantonando il pensiero adottivo fino al momento dell’abbinamento, e chi si trova in uno stato di trepidazione continua che paralizza, e in cui le coppie sospendono tutte le altre attività.



Con il dilatarsi dell’attesa si corre il rischio di percepire una sensazione di vuoto che inevitabilmente comporta rabbia e frustrazione e anche quelle coppie, consapevoli dal punto di vista cognitivo, potrebbero chiudersi nei loro bisogni e perdere di vista quelli del bambino, che dovrebbero essere sempre al centro. A questo proposito la funzione principale che può assolvere questo tempo è proprio quella di approfondire, ampliare le competenze e sintonizzarsi maggiormente con la realtà dei bambini. Può aiutare a coltivare e rafforzare il desiderio del figlio per prepararsi all’incontro. É un periodo di trasformazione dove il tempo  offre l’opportunità di cominciare un percorso per entrare in contatto con i propri sentimenti e questo può avere effetti maturativi e rappresentare un tempo di vera crescita e fertilità psicologica finalizzato ad una migliore e più profonda preparazione della vita in comune.



Diventare genitori non è un evento, ma è un processo che si sviluppa nel tempo e nella relazione. Il primo passo da fare in questo lungo cammino è costruire uno spazio mentale che possa accogliere il bambino reale con le sue risorse, le sue difficoltà, i suoi bisogni. Questo spazio mentale non deve essere invaso dai propri bisogni e dalle proprie aspettative, affinché sia possibile entrare in contatto con i bisogni del figlio. Il bambino non può e non deve essere chiamato a colmare i bisogni ed i desideri degli adulti.



Il tempo dell’attesa serve come un allenamento emotivo: una coppia che riesce a tollerare in modo sano ed equilibrato l’attesa, riuscirà a non avere fretta con il figlio e sarà in grado di darsi il tempo per conoscerlo e nello stesso tempo di dargli il tempo di fidarsi ed affidarsi.



 



“L’attesa è una ginnastica del cuore quando fa da palestra ad un grande amore.”

martedì 6 settembre 2011

Entusiasmo, dove sei?


Dunque… il lavoro è ripreso e, quest’anno, l’entusiasmo e la voglia di fare ancora non si mostrano … Mi sento un robot, mi alzo, mi preparo, faccio colazione, mi vesto e scappo al lavoro per arrivare in orario alle riunioni caotiche e piene di parole inutili; parlo con le colleghe, ma mi sento spaesata e inconcludente… Le cose sono ancora poco chiare, non abbiamo insegnanti a sufficienza per coprire le classi e ci manca un’insegnante per coprire l’inglese. La mia unica certezza è che dovrò fare lezione in un’altra classe e forse anche in una seconda classe, ma tutto sarà più chiaro nei prossimi giorni.
Di solito, nonostante le difficoltà e i problemi iniziavo sempre con tanto entusiasmo e tante idee e progetti, ma a tutt’oggi mi sento apatica e passiva. Ma non voglio fare la lamentosa e ingrata; amo il mio lavoro, amo stare con i bambini e scoprire nuove cose con loro; forse ho solo bisogno di un po’ più di tempo.

lunedì 29 agosto 2011

Uno squillo di telefono e PUF!

Insomma, anche se ho cercato di evitare il brutale ritorno alla realtà, anche se mi sono "nascosta" non cercando nessuno, stamattina la realtà ha bussato alla porta, anzi ha squillato al telefono! Alle ore 9.08, la mia colleghina che non si era fatta sentire per tutta l'estate, mi ha chiamata per aggiornarmi sui fatti di scuola. "Brutta notizia mia cara", io, che mi spavento facilmente e per me "brutta notizia" è sinonimo di " disgrazia", quella alla quale non c'è rimedio alcuno; beh, mi sono spaventata!!! Invece, per fortuna, non è morto nessuno, ma purtroppo una collega è riuscita ad ottenere l'assegnazione provvisoria e cambia scuola, si avvicina al marito e alla sua nuova vita in Abruzzo. Io non sono altro che contenta per lei, ha ottenuto ciò che desiderava e noi, niente, rimaniamo nelle pesti... Senza di lei è più dura per me che per le altre, ma non sono dispiaciuta... Sono solo inc.....ta, perchè per un'altra settimana volevo rimanere nell'oblio, dimenticare che mi aspettava un altro anno duro e faticoso e ricordare la mia super vacanza; ritornare con la memoria ai momenti buffi e divertenti trascorsi insieme; alle difficoltà linguistiche e alle scoperte di luoghi e situazioni inaspettate... Invece, con uno squillo di telefono, tutto mi è stato cancellato! Perchè, ogni anno, diventa sempre più difficile riprendere il lavoro? Perchè mi sento sempre più intollerante, spazientita, pessimista e cupa, di anno in anno?

venerdì 26 agosto 2011

Addio Liguria!

Bene, ultimo giorno di questa splendida vacanza... Questa settimana ho potuto davvero godermi il sole, il caldo e soprattutto delle meravigliose nuotate, solitarie, ma uniche! E' stato stupendo, un mare pulito e pieno di pesci che nuotavano con me. Ciao pesci, ciao mare, ciao sole... Spero di rivedervi il prossimo anno! Sono grata alla spiaggia e allo staff, i bagnini sono stati gentilissimi e disponibili, con la sedia "da regina" con la quale mi accompagnavano in acqua e mi riportavano sulla sdraio, risollevando il mio Pao da ulteriori fatiche... Grazie!

giovedì 25 agosto 2011

Piano piano

Lentamente, la mia mente si apre alla realtà e a ciò che mi aspetta "back home"... un passo alla volta ricordo le difficoltà e gli ostacoli che dovrò affrontare al lavoro... Ma non oggi, aspettate problemi, lasciatemi godere questi ultimi giorni di vacanza, di nuotate, di lentezza, di pesci che nuotano nel fondo e si lasciano guardare...

pesci                        Immagine presa dal Web

martedì 23 agosto 2011

A sort of perfect moment!


23 Agosto '11, ore 14,30 circa
 
Momento perfetto: sono sotto l'ombrellone a leggere, dal mare arriva un venticello leggero. Non è soffocante come ieri, si sta bene per ora; intorno a me è tranquillo; la gente riposa o chiacchiera con tono basso o forse è solo tutto attutito dalla risacca.
Pao è a "casa", forse a disegnare o al pc, a godersi un po' di "quiete" lontano dalla spiaggia affollata e dal sole rovente e questo rende serena anche me, nonostante mi manchi e lo vorrei vicino... ma lo capisco.

Stamani siamo venuti in spiaggia un po' più tardi, verso le dieci; la notte non si dorme molto e inizio a dormire profondamente solo verso tarda notte: il nostro monolocale dà sulla strada ed è un continuo via vai di macchine, moto e motorini, bus e il trenino turistico che va al borgo... così il sonno tarda ad arrivare. C'è più silenzio a casa nostra...
Comunque, dicevo, momento perfetto perchè sto bene, sono tranquilla e il libro che sto leggendo, in questo preciso momento è davvero bello! Uno dei protagonisti, Gary ( " Gli scoiattoli di Central Park sono tristi il lunedì" della Pancol, ultimo libro della sua trilogia) è a New York e dopo un inizio duro, ora sta bene. Si sta facendo degli, può suonare il piano da un vecchio venditore di strumenti che lo ascolta in silenzio e ad occhi chiusi; ha una ragazza e a me sta insegnando quale musica ascoltare e quali pittori scoprire, come ad esempio un certo Gustave Caillebotte e il suo "Rue de Paris- Temps de Pluie"... La Francia torna ancora, dopo la nostra avventurosa vacanza.
In questo momento sono contenta, non oso dire "felice"  e le lacrime si affacciano, lacrime di commozione. Non voglio pensare a nient'altro, solo inebriarmi di questo dolce momento e la sua breve durata che cancella tutte le tristezze della vita e del Mondo, egoisticamente... Ma è solo un brevissimo attimo, lasciatemelo. Poi passa lo so, ma è così la Vita!


gustave_caillebotte_la_place_de_europe_temps_de_pluie                                                           Temps de Pluie- G. Calleibotte  ( immagine presa dal Web)

domenica 21 agosto 2011

Mare, profumo di mare!

21 Agosto '11
Eccomi qui, sotto l'ombrellone, su di una sdraio vicino al mare calmo e BLU BLU della Liguria.
Fa molto caldo, del resto i tg di tutta Europa lo avevano detto, anche in Francia gli ultimi giorni sono stati davvero soffocanti. Pao è in giro a sistemare un po' di cose, d'altronde non resiste a stare qui al caldo senza far nulla; non è il tipo da sdraio e lettura, è il tipo attivo, preferisce la montagna e le camminate. Ma si sacrifica per me.
Ci siamo fermati ad uno stabilimento che abbiamo scoperto molto costoso ( e anche snob, le persone non fanno altro che guardarmi, che p...e!!) ma anche qui passano i venditori ambulanti: cocco fresco! il venditore di oggetti in argento, le alte e scure donne nigeriane con i loro bottini da vendere, i loro uomini magri e dinnocolati con altre mercanzie; è un via vai variopinto e io mi sento sempre in imbarazzo quando mi passano vicino: io in vacanza che si rilassa e loro in giro per le spiagge d'Italia per sbarcare il lunario. Veniamo dallo stesso continente ma cosa ci accomuna? Mi guardano con curiosità e chissà cosa passa per la loro testa? Posso mai sentirmi in colpa per una colpa che non ho? Non devo sentirmi a disagio, veniamo da storie diverse e da momenti diversi, quando l'Italia e l'Europa non era protagonista della massiccia immigrazione odierna ed io ero sempre l'unica bambina nera della scuola e avevo solo compagni italiani, nemmeno di altre origini...
In Francia non mi sono sentita mai a disagio, ci sono persone di tutti i colori perchè la Francia è stata una grande potenza coloniale ( non di che esserne felici certo) e sono abituati ad avere persone di origine africana, araba, orientale: la televisione è testimone di questa multietnicità, ci sono speakers di varia etnia ed è bello da vedere!
Comunque in quello stabilimento mi sono sentita un fenomeno da baraccone: chi passava mi guardava come un animale strano, nemmeno fossi stata dietro delle sbarre! Solo perchè andavo in giro in carrozzina ( l'estate faccio più fatica a camminare e il caldo non mi aiuta affatto) e devo dire la verità, sono un po' stufa di vedermi gli occhi di tali persone addosso... Anche se ci sono state persone carine ( una signora mi ha portato dell'acqua fresca in un secchiello per rinfrescarmi). Quando poi Pao ha preso l'altra carrozzina ( la Sole-Mare) per entrare in acqua, allora si che abbiamo attirato la curiosità di tutti!! Però lì non me ne è fregato più nulla, finalmente era ora di entrare in acqua senza far affaticare l'amore mio come l'anno scorso. Eh si, quest'anno siamo organizzati bene, abbiamo ben due mezzi: uno per andare in giro senza fatica ( solo quella di mio marito che però mi deve trasportare per salite e discese non vuole che faccio da sola, per non farmi distruggere le braccia, che anche quelle non sono poi così in forma) e uno per entrare e uscire dall'acqua!!  
Così mi sono potuta fare una bella nuotata e che goduria ragazzi! Peccato che ho nuotato in solitaria, perchè come dicevo Pao odia tutto quello che è mare! Ma è stato bello e l' acqua piacevolmente fresca. Siamo stati in spiaggia fino al pomeriggio, con lui che ogni tanto andava o per una commissione o a fare una camminata. Io leggevo e mi sorbivo le chiacchiere snob dei miei vicini di ombrellone snob... Poi, mentre ero lì a leggere, è passato un tale e si è messo a canticchiare... " faccetta nera..." stavo per mandarlo al diavolo ma ho solo detto " pezzo di idiota" e non sottovoce! Ma non ci voglio pensare, di idioti, ne è pieno il mondo!


venerdì 19 agosto 2011

Concludendo in Provenza!

Brignoles, 19 Agosto ‘11Concludendo in Provenza!
Ultimo giorno di vacanza in Francia, domani si parte per la Liguria. La vacanza si conclude con il SOLE, un cielo di un LIMPIDO BLU, come quello dei quadri di Cèzanne e dei suoi amici impressionisti, il CALDO del sud della Francia, uguale a quello soffocante nostro e la visita ad una deliziosa cittadina: BRIGNOLES, sede dei Conti di Provenza  (la famiglia D’Angiò, se non erro).
Pensare che avevamo scelto questa cittadina come tappa solo per avvicinarsi un po’ di più all’Italia e alla nostra meta in Liguria, ma è stata una scelta davvero ottima! E’ una cittadina medievale, si inerpica anch’essa un po’, ma le stradine sono talmente ben pavimentate che siamo riusciti ad arrivare fino in cima. Inoltre siamo capitati nel weekend della Festa Medievale ed è pieno di personaggi vestiti in costume d’epoca, che vendono oggetti legati al Medio Evo, musici, giocolieri, artigiani; sembra davvero di aver fatto un salto nel tempo. Credo che se avessimo voluto pianificare davvero tutto, non saremmo riusciti a sorprenderci con tanto piacere e gioia.
Da Avignone siamo scappati nonostante sia davvero bella, con il bel Rodano che la attraversa, i battelli e le mura che la circondano completamente! Il palazzo dei Papi è stupefacente e possente, sovrasta la città, ma mentre cammini per le viuzze non ti aspetti certo di trovartelo davanti, imponente e brillante e sembra dirti “ Sono potente ed inespugnabile”, non fa altro che esprimere la paura del Papa di allora in fuga da Roma, la paura dei nemici e il desiderio di un rifugio sicuro. Avignone, come dicevo, è attraversata dal Rodano ( Rhone), il terzo fiume che abbiamo incontrato nell’attraversare questo sorprendente paese; c’è una bellissima passeggiata lungo il fiume e il famoso Ponte d’Avignone che non raggiunge l’altra riva, distrutto da un’ inondazione.
Purtroppo la città è stupenda ma c’è troppo caos, troppa gente e siamo scappati quasi subito. L’albergo era centrale, anche troppo, la stazione era attaccata all’hotel e parcheggiare era costoso. Non c’era altro modo che andare via e mentre raggiungevamo Brignoles, siamo passati per Aix en Provence, città simbolo di Paul Cèzanne. Vale la pensa attraversare la via Mirabeau, un po’ come la nostra via del Corso, ma più suggestiva: solo che mi dava l’aria di essere in una via di Rimini o Milano Marittima… peccato, perché è una bella cittadina.
Dopo un bel giro ad Aix, abbiamo fatto tappa a St Maximin de la Sainte Baume, dove c’è la chiesa che ospita la cripta di Maria Maddalena… la cittadina è famosa proprio per questo e, anch’essa, è meta di pellegrinaggi, considerata il terzo simbolo della cristianità. Da vedere, solo che la basilica era piena di operai che preparavano un palco per un Festival musicale… non c’era possibilità di un momento di raccoglimento o di tranquillità.

Concludendo in Provenza!




Insomma, la nostra vacanza francese volge al termine, siamo partiti dalla bella Aosta e non ho avuto modo di raccontare quei pochi giorni trascorsi in Val d’Aosta. Attraversare parte dell’Italia è bello perché vedi le differenze organizzative di ogni regione. Purtroppo raccontare a ritroso non è così facile ma non posso dimenticare quelle montagne così immense, niente paragonato al Terminillo. Lì ti senti davvero un microbo davanti al Gran Paradiso, siamo arrivati fino a Valnontey, dove abbiamo pranzato con una deliziosa polenta ai funghi porcini (si va bene eravamo in agosto ma lì in alto era freddino). Per fortuna, sapendo che avremmo attraversato latitudini diverse, eravamo coperti abbastanza. Ma la sorpresa l’abbiamo avuta quando, invece di prendere il Tunnel del Monte Bianco per entrare in Francia, abbiamo pensato di attraversare il valico del Piccolo San Bernardo… ragazzi! Sarà suggestivo, bello, fantastico, ma ho avuto una paura tremenda!!! Dalla parte francese non c’è nemmeno il guard-rail, quindi io, che ero al lato passeggero, vedevo solo gli strapiombi… è stato spaventoso ed eravamo entrambi tesi come due corde di violino. Ma quando abbiamo cominciato a scendere e a vedere il panorama alpino francese, ci siamo sentiti molto meglio. Diciamo che il brutto tempo ci ha seguiti per buona parte del viaggio al Nord; da quando siamo arrivati in Provenza c’è un caldo bestiale.
Ma è stata una vacanza meravigliosa, sorprendente e irripetibile, proprio perché nata sull’idea di un momento e, anche se pensavamo di raggiungere Londra ( visto quello che stava succedendo abbiamo rinunciato), è stata unica! Ci portiamo dietro tanti ricordi, situazioni buffe ( come quella volta che ho confuso” les pommes (mele)” con “pommes des terres (patate) e stavo ordinando due fette di torta alle mele per cena!), sorprese, nervosismi ( non trovare l’indicazione di una località, quando per tot chilometri te la indicava; girare a vuoto per un raccordo cittadino senza riuscire ad uscire dalla città) oppure non essere sicuri di quello che ordinavamo nei locali e poi, possibile che per ogni cosa che ordini ti rifilino l'insalata e ci mettano sempre un uovo sodo o il pollo? Non ne posso più di mangiare insalata, e si che mi piace tantissimo!
Insomma, torniamo a casa con tantissime cose da raccontare e mostrare ad amici e parenti. Ma non è finita perché ora ci aspetta una settimana di sole e di mare in Liguria e, siccome so che non sarà facile come qui trovare una connessione wifi, concludo qui questo diario vacanziero.

 

mercoledì 17 agosto 2011

16 Agosto Le Puy en Velay e St-Etienne


Mi trovo “parcheggiata” sulla Rue Raphael, di fronte alla ripidissima salita che porta alla cattedrale di Notre Dame de Puy, la Madonna Nera, meta di pellegrinaggi e uno delle tappe del Cammino per Santiago di Compostela… ma come mai, due tipi come noi si trovano in posti ricercati dai fedeli? Un agnostico e una pseudo-cristiana-sufi e chissà cos’altro?
Questo nostro viaggio è proprio strano, prima a Nevers ed ora qui a Le Puy… per non contare le varie visite a chiese e riflessioni e preghiere lasciate a Santa Teresa ( patrona di Francia) e alla Madonna…
Qual è il senso profondo di tutto questo? Io me lo chiedo da giorni.
Mi piacerebbe andare su fino alla cattedrale: c’è anche la “pietra delle febbri”, che pare sia miracolosa, ma è impossibile arrivare fino a lassù, oltra alla salita ripidissima ci sono anche 134 scalini!!! Pao lo sta facendo per me e io lo amo tantissimo, così tanto che ora mi viene da piangere e non so perché!

16 Agosto Le Puy en Velay e St-Etienne Notre Dame Le Puy, immagine presa dal Web

domenica 14 agosto 2011

Nuvole cupe, ma è solo il tempo!

14 Agosto 2011 Nevèrs, Francia
Una vigilia di Agosto grama, in un albergo più che gramo con un tempo anch’esso gramo ( la temperatura è mite ma ci sono nuvoloni minacciosi e a volte piove). Siamo a Nevèrs, in Borgogna; questa città ha ospitato Bernadette in un convento e noi siamo andati a vedere l’Espace Bernadette. Vi si trova il convento, la chiesa dove è sepolta e una ricostruzione della grotta di Lourdes. È impressionante vedere il corpo di Bernadette: una bimba, perché il corpicino è minuto e il suo viso è intatto; dopo tre esumazioni, in periodi diversi, l’hanno sempre trovata intatta. Piccola Santa!
Questa cittadina è bagnata dalla Loira e siamo andati verso il lungofiume, in un sentiero che lo costeggia per diversi chilometri. Tutto molto bello e curato; ci siamo fatti una piccola camminata e scattato qualche foto. Con questo tempo c’è sempre paura che da un momento all’altro arrivi una pioggia torrenziale!
Purtroppo a parte questo, c’è davvero poco da raccontare; è tutto deserto, è domenica e i negozi sono chiusi, per di più domani è ferragosto e anche qui è festa. Ma domani ci incamminiamo verso il Sud,  andiamo a St-Etienne e poi, dopo aver visitato Le Puy en- Verlay ( salvo imprevisti) andiamo ad Avignone! E poi verso la Liguria dove ci aspetta una settimana di mare e riposo.
L’albergo questa volta non è per niente il massimo, anzi è davvero pessimo! Ma non abbiamo trovato di meglio, era quasi tutto pieno. L’hotel si chiama ETAP, dista pochissimo dal centro ma il servizio non è granchè e il bagno è diviso in pezzi: in camera c’è il lavandino, poi il gabinetto è diviso da una porta ed è claustrofobico; poi c’è la doccia che dà sulla camera comunque…. Il personale lascia a desiderare come il resto, ma almeno è silenzioso.  Per fortuna domani ce ne andiamo.
 

venerdì 12 agosto 2011

"THE SMILING ANGEL" (REIMS)

12 ago. 11
Stamattina ci siamo svegliati e il cielo era grigio e coperto. Usciti dall’albergo pensavamo che fosse freddo, ma l’aria era tiepida, nonostante il sole non volesse proprio fare capolino dal cielo grigiastro. Siamo andati alla nostra solita “brasserie” per la colazione; la “nostra” cameriera del mattino, Laetitia ci ha accolto col suo sorriso come se fossimo già clienti di vecchia data, invece era solo la seconda volta che ci vedeva. Questa volta ho chiesto la cosa giusta, non “ cafè avec le lait” ma “ deux grande creme” e due croissant. Laetitia ci ha risposto che avevano finito i croissant ma che c’era una brasserie lì vicino che li vendeva; le ho chiesto se potevamo mangiarli lì da lei dopo, e lei mi ha risposto “ OUI, BIEN SUR”; non potevamo credere alle nostre orecchie! Detto fatto, Pao è andato ed è tornato con due favolose brioches e ce le siamo gustate con il nostro caffe latte.
Terminata la colazione siamo andati alla macchina e via, verso la bellissima Reims che dista da Epernay solo una trentina di km. Arrivati a Reims, una deliziosa cittadina, anch’essa tranquilla e deserta: secondo me i francesi sono tutti da noi in vacanza e qui ci sono solo pochi e rari turisti. Non c’era per niente traffico ed era pieno di posteggi; abbiamo parcheggiato sul viale che porta alla Cattedrale di Reims e Pao mi ha condotta attraverso i marciapiedi della cittadina fino alla cattedrale: maestosa, immensa, stupenda! Con le sue guglie riccamente decorate; gargoyles e santi; sacro e profano…  siamo entrati e siamo rimasti ancora più stupefatti dall’immensità dell’interno; dalle vetrate decorate e colorate, una di queste create da Chagall e si vede la sua mano e la sua tecnica. Purtroppo nello stupore di questa magnificenza, non mi sono ricordata che fuori dal portale c’era la statua dell’Angelo sorridente! Accidenti, ci tenevo così tanto a vederlo!
La cattedrale di Reims ha festeggiato proprio quest’anno il suo ottocentesimo anniversario: qui 25 Re di Francia sono stati incoronati ed è stata anche testimone della riconciliazione Franco Tedesca nel 1945, resa ufficiale da De Gaulle e Adenauer nel 1962.
Abbiamo fatto una camminata per la città, seguendo la mappa dei luoghi caratteristici come la Porta di Marte, una delle porte di accesso alla città in epoca romana ( non dimentichiamo che qui Giulio Cesare è stato padrone e conquistatore), la promenade e poi siamo andati a vedere la Basilica di San Remi ( poco accessibile, poiché l’entrata disabili era chiusa e, una signora che lavorava lì, poco gentile, non ha minimamente tentato di aprirla) che è all’ opposto della cattedrale, tutta gotica, mentre questa tutta in stile romanico, ma bellissima anche lei.
Sembra quasi, più che una vacanza, una specie di pellegrinaggio atipico il nostro. Domani ripartiamo e andiamo a Nevers, dove Bernadette si era ritirata dopo il miracolo di Lourdes, e dove è morta: un altro luogo di pellegrinaggio per molti fedeli di Lourdes…  e a quanto pare anche per noi, involontariamente!Insomma, stiamo attraversando mete di pellegrinaggi diversi: amanti dello champagne e dei vigneti, amanti dell'arte e fedeli cristiani.
Beh è una vera avventura questa vacanza: organizzare i vari spostamenti con la mappa alla mano, cercando di scegliere le strade più tranquille e soprattutto non a pedaggio; trovare da dormire e poi da mangiare; ogni volta sistemare la valigia e i panni. Per fortuna abbiamo trovato una lavanderia a gettoni e ho potuto lavare i panni e anche asciugarli!! Quindi sono anche semistirati.
Tutto questo con il pensiero ai nostri genitori, soprattutto a mia madre che è rimasta sola soletta a casa e in più la lavatrice ha deciso di esalare il suo ultimo respiro proprio due giorni dopo la nostra partenza!
Ma non voglio pensare troppo a quello che mi aspetta una volta tornata a casa. Ora mi sembra di vivere lontano migliaia di miglia dalla cruda realtà di ogni giorno, anche se notizie di quello che succede a "casa" ci arrivano e chissà cosa riusciranno a fare i nostri cari governanti per salvare il salvabile, mentre l'Europa intera guarda all'Italia in attesa che faccia davvero qualcosa di serio.
Pensavamo anche di raggiungere Londra ma dopo quello che è successo con le rivolte, abbiamo lasciato perdere e forse è meglio così, sarebbe stato uno stress non indifferente. Dobbiamo già fare tantissimi km solo per tornare verso il confine con l'Italia...

giovedì 11 agosto 2011

Girovagando per la Francia

10/11  Agosto 2011, Epernay ( Francia)
Ci troviamo nella regione della Champagne- Ardenne. Stamattina siamo partiti con estrema calma da Digione dove abbiamo trascorso tre giorni ( due notti) in un albergo poco fuori della città. Il personale dell’albergo è stato molto gentile e, senza che lo chiedessi ci ha dato una camera per persone disabili: comoda e accessibile, ma gelata! Non so come mai, ma qui 16 gradi equivalgono ai 25 nostri e accendono l’aria condizionata come se fossero in un forno. Io, naturalmente, non ho fatto altro che spegnerla subito!!!
Digione è bella, tranquilla e da visitare.
Poiché a Pao non piacciono le guide, né scritte né parlate, muniti di una mappa della Francia, stiamo girando per questo grande paese un po’ all’avventura, senza un preciso itinerario di luoghi da visitare, solo l’ obiettivo di vedere il più possibile. Quindi a Digione siamo arrivati senza sapere cosa avremmo trovato; ci siamo recati all’ufficio turistico, preso una mappa e andati a zonzo per il centro città. La mappa non spiegava assolutamente la storia dei luoghi, ma solo gli itinerari. Siamo passati per “Les Halles”, che è il mercato coperto della città; per Notre Dame, la cattedrale della città e, mentre camminavamo, notavo che per terra c’era un percorso rappresentato da piccole civette che conducevano nei posti caratteristici della città; all’esterno della cattedrale c’era una piccola civetta di alabastro, consumata dalle “ carezze e dai desideri” delle migliaia di turisti. Noi  guardavamo i turisti che si fermavano accanto a lei, si fotografavano e la accarezzavano, ma non sapevamo perché; poi abbiamo scoperto che è un gesto di portafortuna, accarezzandola si spera che esaudisca un desiderio….
Ovviamente, non ho potuto NON comprare un po’ di mostarda da portare a casa! La famosa senape di Digione!
Stamattina, invece di buona lena, ci siamo preparati e via, verso Troyes e Epernay! Questa volta abbiamo preferito fare la strada nazionale e non l’autostrada: primo, costa parecchio, ci sono troppi pedaggi e, in secondo luogo, con le strade interne si attraversano villaggi e  paesini autentici! Ho guidato anche io ed è stato piacevole. Sono strade larghe, pulite e ben tenute, anche le toppe sono fatte a regola d’arte! La velocità deve essere sostenuta, sui 70 km orari, ma quando si passa nelle cittadine bisogna scendere a 50 o meno, come è la regola anche da noi, con la differenza che qui la rispettano davvero! Io però, chiacchieravo e non mi ero accorta che stavamo entrando in una cittadina e andavo un po’ troppo sopra i 50 e il misuratore di velocità che da noi ci dice solo a quanto andavamo, qui in Francia oltre a dirti a quanto vai ti fa pure le “faccine” e a me ha fatto la “faccina triste”! come ci sono rimasta male! Da quel punto in poi sono stata attentissima!!! 
Durante il tragitto siamo passati per villaggi deliziosi, curatissimi, pieni di fiori e abbellimenti vari; ci siamo chiesti perché da noi non è così! Eppure basterebbe così poco per vivere in cittadine decorose e funzionanti: basterebbe un vero senso di civiltà e amore per il prossimo, perché il “prossimo siamo noi”!!
La maggior parte dei paesi è sulla Senna e quindi riportano tutti il nome del fiume: uno di questi si chiama  Chatillon sur Seine: delizioso! La Senna poi, un piccolo fiume ma di una limpidezza unica; certo di strada ne deve fare per diventare il grande fiume di Parigi…
Ora ci troviamo a Epernay, l’albergo sè al centro della città e qui ci fermeremo ancora qualche giorno; poi ci aspetta Reims e forse Parigi…
Intanto ci troviamo nel cuore del DOM PERIGNON, del PERRIER, del MOET ecc…  terra di vigneti, cantine e famosi champagne! Solo che noi non siamo grandi amanti del vino né, men che meno, dello champagne: che figura!
EPERNAY è una cittadina che è diventata famosa proprio grazie allo champagne: ci sono vigneti e vini rinomati nel mondo; Winston Churchill venne qui e, passeggiando per il viale della Champagne disse che era il “viale più gustoso al mondo!”  Per noi due poveri incompetenti, Epernay è una cittadina troppo tranquilla e poco affollata… forse i turisti sono tutti in giro per cantine e degustazioni dei vari vini. Ci rifaremo a Reims!

martedì 2 agosto 2011


Mi sto preparando per la partenza e oggi sono uscita per fare qualche commissione. Sono passata anche in direzione per sistemare una pratica e la collaboratrice di turno, dopo un po' che ero là a parlare con la vicepreside, mi fa " Ah, le devo dare una brutta notizia", io mi sono preoccupata, ma dal tono un po' sarcastico avevo capito che non era una cosa gravissima ma sicuramente dolente per me. Infatti Pat,  una delle nostre collaboratrici scolastiche ha perso il posto, dovrà andare in un'altra scuola...  Dopo tanti anni passati insieme. Una persona valida sotto ogni punto di vista: conosce bene i bambini, i genitori, i nostri pregi e i nostri difetti.... E' una perdita incolmabile, anche se verrà a trovarci, non sarà la stessa cosa. Per me è stata un sostegno non indifferente: sempre disponibile e attenta e di una pazienza infinita. Mi rendo conto che sarà davvero dura, per me, per noi e soprattutto per la sua collega....Sono rimasta talmente inebetita che non ho quasi reagito: non riuscivo a crederci! A giugno sembrava tutto tranquillo, sembrava che le cose si fossero sistemate, invece... Che tristezza! Di lì a poco è arrivata proprio Pat: non ho fatto altro che abbracciarla forte... Mannaggia! Un altro colpo della cura Enterogelmini: che possa marcire... ok, niente maledizioni... ma vorrei che si mettesse nei panni di tutte quelle persone che a causa della sua politica del cavolo( sua e dei suoi amici) sta passando le pene dell'inferno!
 Ora mi sembra del tutto superfluo gongolare per la mia prossima vacanza...

venerdì 29 luglio 2011

La cultura non è un abito che si indossa ma uno stato mentale!

A  chi ama criticare gli altri per come vivono, si comportano o disattendono alcune tradizioni, vorrei semplicemente dire che la "CULTURA" ( intesa qui come l'insieme di usanze, tradizioni ecc) non è un abito che si indossa ma uno stato mentale!

Purtroppo proveniendo da un paese diverso da quello che mi ha accolta, pasciuta e educata e mi ha dato la possibilità di essere la persona di oggi, spesso vengo criticata perchè sono troppo "occidentale", moderna e non mi adatto con facilità alle usanze, alla religione, alle tradizioni del mio paese di origine e della mia famiglia di origine. Pur rispettando tutto ciò sopra scritto, io o chi come me (vedi mia nipote ad esempio, classica ragazzona americana!) viene aspramente criticato e quindi non rispettato.
Sono molto arrabbiata con quella che è una "sorella" (avendo in comune lo stesso padre) ròsa dall'invidia ( di che?) e ammalata di senso di inferiorità ( ma oserei dire, malata di stupidità) e che su FB ha commentato l'insofferenza di mia nipote ( tra le altre cose anche SUA NIPOTE)  per il modo di vivere dei nostri famigliari.
Certi commenti mi fanno davvero salire una rabbia incontenibile, soprattutto quando sono fatti a sproposito e su persone che nemmeno si conosce e non si frequentano.
Scusate lo sfogo di zia!


Mannaggia a te Splinder! Avevo scritto un post e nel cambiare font mi è saltato tutto! Uffa!


Ricomincio... ma da dove? Va beh, va!

Ieri sera Pao è tornato più tardi del solito dal lavoro; io avevo già cenato così mi sono seduta accanto a lui mentre mangiava. Abbiamo parlato del più e del meno: amici che sono partiti per le loro vacanze, la sua giornata lavorativa, la mia giornata trascorsa poi con una carissima amica che è venuta a trovarmi col suo bellissimo e dolcissimo bimbo, ecc... Poi, ad un certo punto mi dice con estrema nonchalance che ha preparato un itinerario da fare con la macchina per raggiungere Londra! Io rimango a bocca aperta... come? Avevamo parlato spesso ultimamente di andare a trovare i nostri amici a Londra, ma avevamo accantonato l'idea quando abbiamo visto il costo del biglietto aereo ( a meno che non si scelga la ryanair). Invece lui si è messo lì a costruire un viaggio in auto passando per Aosta, Francia e da lì via Eurotunnel... Beh, io sorridevo sotto sotto: è sempre stato un mio desiderio viaggiare in auto per l'Europa... Ma ho paura che sia solo un'idea e nulla più anche perchè sarebbe costoso anche via auto... Uffa, ho già l'acquolina in bocca anche se so che è stancante e costoso... Mah, sarà la mia anima nomade, un richiamo ancestrale che mi fa desiderare di muovermi e viaggiare e già la tristezza si è volatilizzata e una sottile emozione mi sta invadendo la mente e il cuore...

mercoledì 27 luglio 2011

E’ una giornata che assomiglia un poco al mio stato d’animo: cupo, giù di corda, pioggia torrente e nuvole scure. Altro che Luglio, sembra l’inizio dell’autunno. Stamattina mia nipote è partita, ed è ancora in volo verso casa sua. Non abbiamo dormito affatto, alle due di notte mia madre, frenetica e ansiosa com’è quando parte qualcuno, era già in piedi! Eppure dovevamo essere all’aeroporto massimo alle 5, il volo era verso le 6,20; quindi per stare tranquilli bastava arrivare alle 4,30 e da casa nostra arrivare a Fiumicino, in piena notte, ci vuole nemmeno mezz’ora senza traffico…. Ma lei alle due era in giro per casa, alle 2,40 ha iniziato a chiamare dicendo che erano le 3!!!
Ieri sera prima di andare a letto, sono stata con mia nipote, abbiamo chiacchierato un po’, le ho dato qualche raccomandazione da zia saggia e premurosa ed è stato dolce sentire il suo abbraccio, vedere le sue lacrime da tenerona scenderle giù da quel viso paffutello e liscio come seta. Non me la aspettavo: sembrava così dura, così sicura di sé, ma ha un cuore dolce ed è affettuosa. Spero non mi dimentichi, come io non dimentico nessuno di loro, adorati nipoti lontani. Spero tanto che si ricordi di chiamarmi ogni tanto, di scrivermi, di raccontarmi della sua vita. Lei sta iniziando un  nuovo cammino, la sua vita sta prendendo una nuova piega, verso l’essere un vero adulto responsabile, con i suoi impegni, i suoi obiettivi… La mia vita invece ha preso il verso della donna matura, stanca del lavoro, degli impegni, di vedere i propri obiettivi cambiare o annullarsi… Ma sono stanca anche dei rimpianti, delle recriminazioni: ho bisogno di tranquillità e sicurezza; ho bisogno di capire cosa voglio davvero dalla mia maturità di over 40; ho bisogno che gli altri capiscano che quello che sono e come vivo è tutto ciò che ho e non voglio cambiare molto di tutto questo.
Ho visto il film della Roberts, “Prega, ama, mangia” (più o meno) a pezzetti; una parte ieri e una parte oggi. Mi è piaciuto molto, tantissimo anzi. Lei è bravissima e il tema del film profondo e niente affatto superficiale. Non mi va di raccontarlo, ma  lo consiglio a tutti, soprattutto a chi è in cerca di un “equilibrio” interiore ed esteriore. Non è affatto un film saccente; è il semplice racconto di una parte di vita di una donna come tante, in crisi con se stessa e con il suo matrimonio… Anche la colonna sonora è bellissima! Mi ha fatto molto ridere e mi ha anche rubato qualche lacrima. E’ quel genere di film da vedere sole o con una cara amica; non avendone una a portata di mano, l’ho visto da sola. A volte si può essere amiche di se stesse con serenità, commentare e riflettere con il proprio io-amico…
Beh, si vede che sono sola, vero? In effetti è così, non mi cerca nessuno, il mio telefono non squilla mai a meno che non sia qualche call center di qualche ditta, o qualche parente che cerca mia madre.   
Non voglio aprire questo capitolo, meglio lasciar perdere…

venerdì 22 luglio 2011


Eccomi, ho aperto splinder, il mio blog e la pagina per scrivere un nuovo post. Sono qui, davanti al pc ma non ho idea di cosa scrivere. Ne avrei tante di cose da dire: fatti, pensieri, sensazioni, situazioni, ma... Ho paura ad aprirmi troppo, a dire quello che davvero viaggia nella mia mente e si ferma lì, inespresso. Mi trascino per casa, metto a posto, mangio qualcosa, poco ma la pancetta non accenna a diminuire nemmeno di un grammo e questo mi fa sentire grassa e brutta; leggo, mi rilasso al sole del balcone e penso che dovrei occupare il mio tempo libero in modo migliore, scrivendo, preparando qualche progettino per settembre; penso al mare, vorrei andarci ma solo l'idea della folla, della sabbia, del viaggio in macchina ecc, mi passa tutta la voglia.
Mia nipote è tornata ieri; stressata e arrabbiata per aver sprecato due settimane della sua vita in mezzo a persone che non conosce e delle quali non le importa un fico secco ( pur essendo suoi zii, cugini, ecc); mia madre invece è arrabbiata e delusa da lei per il suo modo di comportarsi: è stata trattata da tutti come una principessa e lei ha ripagato tutti con la sua scontrosità e mettendo su il muso; ma mia madre è stata felice di aver trascorso due settimane con i suoi parenti ed è tornata soddisfatta. Oggi mia nipote ha dormito fino alle 3 del pomeriggio, ha trascorso buona parte della notte a chattare con amici disturbando pure il nostro sonno.
Non so cosa farà stasera, non mi ha detto nulla e non mi ha chiesto nulla e io NON HO VOGLIA DI FARE ASSOLUTAMENTE NIENTE DI NIENTE! Non è che mi sto deprimendo? Ci sono pensieri tristi che aleggiano dentro di me, non li esprimo ma sono lì e mi guardano con occhi torvi. Stanotte ho avuto anche un incubo, mi sono svegliata angosciata e agitata... Mah!

mercoledì 20 luglio 2011

Ognuno è figlio del suo tempo


Ancora qualche giornata tranquilla: domani tornano mia madre e mia nipote e già so che mi aspettano giorni imprevedibili e impegnatissimi. Mia nipote ha solo un'altra settimana con noi e dovrò intrattenerla il meglio possibile, HO BISOGNO DI SUGGERIMENTI! Come far divertire una diciasettenne americana, amante del pc tanto da soffrire quasi di astinenza se non ci passa qualche ora al giorno? Stamattina ho ricevuto un sms dalla Svezia deluso, triste e arrabbiato da lei: " I should've just stayed with u, besides seeing Harry Potter I have done nothing for 2 weeks, just have been shuffled from house to house, seeing people i don't even care about..." ecc, su questo tono rabbioso e frustrato.
Mi dispiace moltissimo ma cosa posso fare? Suo padre e mia madre hanno deciso per lei, pensando di fare bene. E così ho dovuto mediare tra lei e mia madre, spiegare ad una le ragioni dell'altra. Due generazioni a confronto, 50 anni di differenza di età, pensieri, abitudini, idee, ed io in mezzo.
Infatti sono proprio in mezzo, perchè comprendo mia nipote e la mentalità del suo tempo e comprendo mia madre ma sono lontana da entrambe. Ho anche io il mio modo di vedere le cose diverso dal loro, ma allo stesso tempo riesco a capire entrambe: mia madre attaccata ai suoi familiari, le feste e le chiacchiere e le tradizioni che ama; mia nipote che non accetta quel modo di vivere così lontano dalla sua vita e dalla sua famiglia. Anche io non mi trovo a mio agio con i miei familiari, perchè anche io sono figlia del mio tempo, di questo paese che mi ha accolta e cresciuta e mi ha dato un'identità, a volte traballante, a volte sicura...
Così sono tornata dalla nostra minivacanza in questa tempesta di differenze, di incomprensioni e insoddisfazioni. Meno male che siamo stati fuori e ci siamo isolati nel silenzio e nella pace della montagna; abbiamo ripreso il nostro ritmo di serenità e vicinanza che qui a volte viene spezzato dalla routine e dagli "invasori" esterni! Grazie amore mio!


Ognuno è figlio del suo tempo                                            Una bella panoramica da Leonessa (Rieti)
                                                                   Terminillo

venerdì 15 luglio 2011

Finalmente è venerdì?!


Un paio di giornate oziose... Sono sola, mio marito va al lavoro tutti i giorni e torna a casa stanco e un po' disilluso. Ma come tutti gli uomini si tiene tutto dentro, e io, come tutte le donne, cerco di far finta di nulla e di mantenere un'atmosfera leggera e serena. Almeno siamo soli, lui si può godere la tranquillità della casa e io, nonostante il caldo, posso abbracciarlo e fargli sentire che 
"SI, CI SONO". A volte le parole non servono e i nostri silenzi dicono moltissimo.
Domani partiamo per un paio di giorni e, come ogni anno, allo scadere del nostro anniversario di nozze, andiamo in montagna, nel posto dove il nostro amore è cresciuto sempre più, nel nostro rifugio fresco e luminoso. Non vedo l'ora: voglio riempire questi occhi stanchi e irritati dalla congiuntivite, di verde, di luce e montagne. Voglio staccare la spina e stare con lui senza pensare ai problemi del lavoro, alla domanda per l'adozione, a mia nipote che sta vivendo giorni di noia mortale in Danimarca al seguito di mia madre che, invece, gode della compagnia dei suoi parenti...
Domani...

mercoledì 13 luglio 2011

Ozio...


Il caldo è sfiancante, non sono più abituata, sarà l'età che avanza ma mi sento debole e cerco di fare il meno possibile.
Mia nipote e mia madre sono partite e si trovano nelle fresche terre scandinave, così ho avuto tutto il tempo di rilassarmi e terminare due libri! La lettura è la mia occupazione preferita in questo periodo: solo in estate me la posso godere tutta!
Per il resto sono quasi in un "blocco" psicologico: non ho ancora fatto nulla per raccogliere la documentazione necessaria per il TDM e la nostra richiesta di disponibilità all'adozione. Cioè, ho solo provveduto ai documenti del casellario. Non lo so, sono titubante ma nello stesso tempo pronta a fare tutto per concludere questo passo. Per ora mi prendo questi giorni di riflessione e la prossima settimana cercherò di chiudere il cerchio e inoltrare la domanda...
Nel frattempo ho rivisto mio padre:non abbiamo parlato molto del come e del perchè o delle due streghe; ci siamo rivisti come se non fosse successo nulla. Ora starà fuori per qualche mese, quindi non avrò modo di dilungarmi in vane chiacchiere. Ma mi sento in pace con me stessa: ho altro da fare che colpevolizzarmi o piangere sul passato. Questo è il padre che la vita mi ha dato, volente o nolente, è mio padre. Punto e basta.


pausa    Immagine presa dal web (wwf/BeEnergia)