Due cifre ed una vita intera, si, la mia.
A cinque anni non sai nulla del mondo, non sai quale lingua parli, in quale paese ti trovi. Sai quello che vedi, la tua famiglia, la tua casa che è solo una baracca, non una vera casa in mattoni, ma a te sembra il posto più bello di tutti; a cinque anni tutto è grande, enorme: gli adulti sono dei giganti, sanno tutto e comandano su tutto ciò che ti riguarda; la strada che costeggia la tua casa, sabbiosa e piena di sassi, sembra un'autostrada ai tuoi occhi, anche se non sai nemmeno cosa sia un'autostrada, non ancora almeno.
A cinque anni fai presto a dimenticare i visi cari: la tua mamma è partita da un paio d'anni e tu l'hai già dimenticata, sai come si chiama perché tutti la nominano, ma tu non la chiami più col nome del cuore, non è più un'immagine, ne' una fotografia perché nessuno ne ha una da mostrarti.È solo un nome che tutti ripetono per raccontarla. Lei è lontana, partita per lavoro. Ma tu cosa puoi saperne? Sai solo, con la memoria del cuore, che prima c'era una persona che ti accoglieva tra le sue braccia, ti coccolava, ti cercava e ti faceva sentire il centro dell'universo. In un secondo momento, c'è solo il vuoto: niente più braccia ad avvolgerti, niente più paroline per consolarti, niente più attenzioni amorevoli, solo indifferenza e gesti pratici.
Non sai cosa è successo, ma negli anfratti del tuo cuore, sai che ti manca qualcuno, quel nome che rimbalza da una bocca all'altra, quella persona di cui parlano ma nessuno si toglie la briga di dirti che è la tua mamma e che un giorno forse vi rivedrete. Ti lasciano al tuo pavimento di terra battuta, al tuo sgambettare come una incapace nella sabbia, al tuo poco valore di falsa orfana!
A cinquant'anni ti giri intorno e ti chiedi come è possibile che tutti questi anni siano passati! Dov'eri? Ti guardi allo specchio e ti accorgi di quanto tu sia cambiata, in parte in meglio, in parte no.
Sei una figura asimmetrica, come la tua colonna vertebrale che non ne vuole sapere di tenersi dritta, preferisce le curve, come se sapesse che la vita di una persona non è mai rettilinea ma è spesso piena di curve improvvise, di cambiamenti di rotta. La tua schiena lo sa benissimo, nonostante queste curve, queste vertebre stanche e artrosiche, lei è rimasta in piedi come un fusto, pronta a controbattere ai colpi duri della vita, non si è mai piegata, ha tenuto duro! Lo fa ancora nonostante la stanchezza e i dolori, cos'altro dovrebbe fare?
Non ti sei mai guardata allo specchio con vanità, raramente si ti può essere capitato, quelle poche volte in cui ti sei sentita a tuo agio; ma la maggior parte ti sei guardata con fretta, sistemata i capelli, qualchevolta ti sei truccata, ma non è una prassi quotidiana per te.
Ti guardi il viso sfuggevolmente, arrivi fino al busto, più giù non vai, solo prima di uscire e, anche lì non ti soffermi molto: non vuoi vedere se il tutore si intravede dai pantaloni, non vuoi vedere il tuo sedere africano mostrarsi con prepotenza.
Avresti sempre voluto passare inosservata, ma non è mai stato così! Ti notano sempre tutti, vuoi per la carnagione color cioccolato, vuoi per le stampelle, insomma c' è sempre un motivo che ti mette in luce. C'è qualcuno che dice anche perché sei una bella donna. Si, forse anche per quello. Puoi anche non amare molto te stessa a volte, puoi anche odiare questi anni che iniziano a segnare il tuo corpo, ma rimane il fatto che il tuo viso sia privo di rughe, che la tua pelle sia liscia come quella di un bimbo, che tu abbia una luce che emana dal profondo del tuo animo per illuminare il tuo viso.
Ti guardi allo specchio ora e ti accorgi di essere cambiata: sei più tonda, viso, busto, gambe, braccia, hanno accumulato grasso; è normale, con gli anni ci si arrotonda e chi ti ha lasciato a vent'anni, magra come uno stecco, ora rimane interdetto, ma perché? Non si cambia tutti? È importante l'aspetto fisico? Gli anni sono importanti se li hai vissuti bene, con dignità e rispetto per se stessi e gli altri. Non tirandosi indietro davanti alle difficoltà ma affrontandole con coraggio. Le rughe o il vissuto sul proprio corpo sono le nostre medaglie d'onore.
TO BE CONTINUED...