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lunedì 14 gennaio 2008

"Il bianco e il nero"

biancoenero     Questo è il film che ho visto ieri con la mia metà, "bianca"....
Sarebbe stato un film davvero valido se avesse trattato, con lo stesso tono ironico e leggero, di problematiche legate alla diversità culturale e di colore delle persone, di un immaginario reale presente in Italia da tempo, e non SOLO DI UNA STORIA DI CORNA tra due persone sposate e con prole. Perchè scomodare la multiculturalità, il razzismo, gli stereotipi e quant'altro? Al di là di tutto questo, le corna sono fastidiose e intollerabili comunque e non possono essere giustificate nemmeno se lei assomiglia ad una dea africana!
Comunque non voglio essere del tutto negativa: alcune cose sono davvero godibili e divertenti...

giovedì 3 gennaio 2008

Esercizio di scrittura 2

 

 

La signora delle buste



 

Come ogni giorno, anche oggi si è svegliata alla stessa ora. Non ha bisogno della sveglia, ormai ha il suo orologio interno, fatto di scadenze, di momenti e azioni quotidiane.



 

Scende da quel letto alto, duro come un macigno nonostante gli anni e le persone che vi hanno dormito. Va al bagno, si lava velocemente con movimenti sempre uguali, precisi al secondo; ora è in cucina e mette su la caffettiera grande. Due cucchiaini di caffè, massimo tre: ama il caffè leggero ma lungo. Lo beve bollente mentre mangia una rosetta del giorno prima.



Ecco, è pronta, vestita, il letto già rifatto: è facile perché dorme sola, perché dorme senza muovere un muscolo, sempre nella stessa posizione e senza spostare le coperte.



 

Si incammina verso la metropolitana leggera che la porterà vicino al lavoro e poi, una mezz’ora di cammino ed è arrivata.



 

Quando entra nella casa, la signora presso cui fa i servizi, è pronta anche lei per recarsi al suo di lavoro. Due saluti, un po’ di convenevoli e la solita lista di cose da fare: la spesa, il pranzo da cucinare, le camicie del marito da stirare, le pulizie… ma lei pensa già al suo pranzo, al ritorno a casa e alla stanchezza che l’avvolgerà; al secondo lavoro, alla fatica e ai soldi che anche oggi guadagnerà. Ma, soprattutto, penserà alle sue solite buste di cose che riuscirà a portare a casa: qualche rosetta fresca in più, un po’ di parmigiano grattugiato, del prezzemolo o del basilico e un po’ di verdura.



 

Ogni giorno, immancabilmente, se passate dalle sue parti, la vedrete incedere alta e magra, con i suoi scialli colorati svolazzanti, consumata dal lavoro e dal bisogno, con le sue due solite buste di plastica che raccolgono i “tesori” della sua giornata.

mercoledì 2 gennaio 2008

Si cambia

 


Si gira pagina, cambia la motivazione, la ragione dello scrivere. Perché scrivere poi? Cosa raccontare?



Non è importante se ciò che si scrive piace o no, se è condivisibile o no… è importante scrivere, esprimersi più che si può. È importante aprirsi, lasciarsi andare ed essere sinceri il più possibile. È importante avere una costanza, attenersi all’impegno che si è scelto e portarlo a termine, fino in fondo, senza preoccuparsi se quello che si è scritto viene letto o meno. Perché quello che ci ha fatto iniziare era la voglia di raccontare, la voglia di scrivere senza paure e remore, la voglia di “parlare con se stessi” e di conoscersi un po’ di più, attraverso le proprie parole.



 


 


 

Si cambia

Esercizio di scrittura


 

Il caffè


 

Il caffè si trovava in una galleria, una piccola galleria con un corridoio lungo e abbastanza largo, tanto che c’erano diversi tavolini dove sedersi tranquilli a gustare una bevanda o un gelato.



 Era un caffè che dimostrava l’appartenenza ad un’età passata: mobili vintage anni 50 o 60, forse anche le tazze e i piattini erano dell’epoca: pieni di vecchie macchie e consumati dall’uso.



Non doveva esser stato un semplice caffè, dentro era spazioso, con un grande soppalco ed una sala interna pieni di tavolini. Forse era stato un luogo di ritrovo per la gente bene della zona, un luogo di appuntamenti per coppie in cerca di tranquillità, incontrarsi, sorseggiare un aperitivo e chiacchierare amabilmente.



Ma ormai aveva perso tutto questo, rimaneva isolato ai più e zona di passaggio per turisti spersi che, a volte, lo sceglievano come tappa per riposarsi dalle lunghe camminate in cerca di monumenti.



A chi, come me, ci passava di rado, dava un senso di vuoto e di tristezza, di luogo per cuori solitari e vecchie anime dal passato glorioso.