Translate

martedì 20 dicembre 2011

Buon Natale!



Il nostro Albero di Natale che troneggia nell'atrio della nostra scuola!


Auguri sinceri di Sereno Natale, che non sia riciclato come questo albero!

"Ho perso le parole..."

Ok, non so cosa scrivere ma nel vero senso della parola. Non solo qui nel blog ma anche "altrove". Ogni tanto vengo assalita da mille pensieri, vorrei scriverli, trasformarli in un racconto, in qualcosa di più ma non ci riesco.

Ci si può improvvisare scrittori?

Non ho la costanza, la perseveranza, la capacità di rimanere su di un punto e svilupparlo fino ad arrivare alla fine. Introduzione, svolgimento e conclusione... le so insegnare ai bambini, riesco a fargli scrivere cose bellissime... ma io non vado più in là di un'introduzione!

mercoledì 14 dicembre 2011

14 Dicembre... tanti anni fa nascevo

Non sono qui per decantare il mio compleanno, per urlare al mondo che è la mia festa  o per festeggiare.  Giornata normale a scuola, ho ricevuto gli auguri e qualche pensiero davvero dolce da chi mi vuol bene, ho portato un paio di piccole torte per condividere con i colleghi e le colleghe e tutto il personale della scuola: per la prima volta mi sono sentita tranquilla, senza nessuna voglia di festeggiare come una ragazzina ma pronta, ormai, ad accettare che la vita, per fortuna, va avanti, sono serena e fortunata perchè sono circondata dai miei affetti e non dimostro affatto l'età che ho ( e sono taaanti, Dio mio, ma dove sono finiti gli altri?).

In tutto questo, ho trascorso tutta la giornata di ieri a pensare a quello che è accaduto a Firenze, a quello str... razzista e idiota che ha distrutto quelle vite di uomini coraggiosi e dignitosi e non ha nemmeno avuto il fegato di affrontare la vita dopo, troppo vigliacco per vivere, troppo vile per esistere ancora e chiamarsi uomo.

Stanno accadendo cose terribili ultimamente, la speranza sembra proprio svanita. Non riesco a togliermi dalla mente quella mano, con quelle dita lunghe e magre, quella bella mano nera che usciva da quel lenzuolo pietoso...
La tua mano

la tua mano

il tuo corpo

la tua anima

la tua mano

che ha parato i colpi della vita

che ha parato gli insulti

che ha parato sguardi offensivi

che ha parato odio

che ha accettato strette di mano sincere

che ha offerto aiuto

che ha lavato via offese e pregato

il tuo corpo

che ha viaggiato

che ha abbandonato gli affetti

che si è posato sul materasso stanco e triste

che ha sofferto la nostalgia

che ha desiderato il calore di un amore

la tua anima

che ha sempre veleggiato in alto

osservato da lontano il tuo dolore

per l'abbandono della tua terra e dei tuoi amori

che ti ha visto piangere e ridere

e che con te ha pianto e riso

che ora si libra serena

mentre il tuo corpo è coperto a malapena da un lenzuolo

e la tua mano

con dita lunghe e magre,

la tua giovane mano forte

giace inerte

tutte vittime di un'altra mano

ma vile e sporca come i mali del mondo

tutte vittime: mano, corpo, anima!

(Rookia)

Dedicato alle vittime di Firenze e non solo...



lunedì 12 dicembre 2011

Non so...

My mom è partita e questi ultimi giorni prima della sua partenza sono stati piuttosto frenetici. Per fortuna non è partita sola, ma con una mia zia: era divertente vederle insieme, mia mamma che le dava consigli e suggerimenti su come vestirsi, cosa portare, cosa fare:  "per carità, non vorrei partire con quei pantaloni! No, ti presto io una gonna un po' lunga, tu sei più bassa di me, ma questa mi sta un po' corta quindi dovrebbe andare bene..." "Noo, ma come hai fatto la valigia, aspetta, ti do un'altra borsa così ci metti i regali" e così via... Beh, io stavo per scoppiare al posto di mia zia e un paio di volte mi sono messa in mezzo per riprendere mamma che trattava zia come una bambina! Non mi piace per niente questo suo aspetto: è così piena di rigidità, di regole e conformismo... A volte, mi accorgo che le assomiglio molto e questa è una parte di me che non mi piace, appunto!

Poi le cose si sono sistemate, mia zia si è lasciata guidare anche perchè era molto preoccupata per il viaggio e non aveva voglia di discutere. Ovviamente, anche se il volo era alle 18 e dovevamo essere all'aeroporto per le 16, mia madre e zia erano pronte alle 14.20! Così non c'è stato altro da fare che recarci all'aeroporto dove siamo giunte in poco tempo perchè non c'era traffico nè per strada nè al check in e alle 15.30 sono state subito prese dall'assistente per andare al gate... Non c'è verso, l'ansia la divora quando deve partire. Per fortuna il volo è stato tranquillo e sono arrivate a destinazione sane e salve. Ieri abbiamo parlato e l'ho sentita davvero contenta: spero proprio che vada tutto bene.

Ieri eravamo talmente inebetiti io e Pao che dopo aver sistemato alla bell'è meglio casa, ci siamo altalenati tra il divano, il computer e viceversa... E ancora non siamo riusciti a fare il nostro albero di Natale o a decorare la porta di ingresso!

Quando mia madre parte, questa casa diventa silenziosa e deserta: sono tornata dal lavoro e mi sono subito messa a ritirare i panni, a piegare quelli che avevo lasciato nello studio, ad avviare la cena, controllare la posta, fare un paio di telefonate ad amiche che non sentivo da tempo e ad organizzare qualcosa per sabato per festeggiare il mio prossimo compleanno... ed ora sono qui, un po' triste per questa solitudine che mi accoglierà nei prossimi mesi quando rincaserò dal lavoro anche se a volte l'ho desiderata, per poter raccogliere i pensieri e rilassarmi.  Mi riabituerò e mi riapproprierò dei miei tempi e dei miei spazi e forse potrò finalmente fermare su dei fogli, quel flusso di pensieri che spesso si affolla nella mia mente.

venerdì 9 dicembre 2011

9 Dicembre

Giornata uggiosa: è nuvoloso, cupo e buio e mi sento così anche io. Non sono in piena forma ma va beh, non posso lamentarmi ogni santo giorno, passerà e ci sono giorni su, giorni giù, basta andare oltre e non pensarci poi tanto.

Ieri poi siamo riusciti ad andare alla fiera del libro: super affollata tenendo conto che era anche festa. E' stato impossibile girare tra i banchi che esponevano libri, una folla lenta, egocentrica e distratta. Io, come sempre in questi casi, ero in carrozzina e, anche se i libri stavano proprio a portata di naso e occhio, davanti a me c'era un muro invalicabile di persone, che non vedono e non sentono, pensano solo a muoversi come enormi bradipi, o a fermarsi in mezzo al corridoio a parlare, crendo muri su muri. Ero snervata e confusa, mi girava la testa come una trottola.

Ad un certo punto, mentre arrancavamo verso l'ascensore per andare al piano superiore, vedo una vecchia conoscenza... Michi, una collega di un corso d'inglese di anni fa, con la quale ero diventata amica e con la quale avevamo anche passato delle vacanze insieme, quando ero "zitellina". Non ci siamo più sentite, circa cinque anni fa ho interrotto i rapporti dopo che mi aveva risposto in malo modo diverse volte, all'ultima non ho retto e non l'ho cercata più ( anche lei del resto).  Beh, avrei potuto fare a meno di fermarla, perchè non mi aveva vista, ma io non riesco a fare finta di niente. Ci siamo salutate, scambiato i soliti convenevoli e poi le ho presentato mio marito. Ci siamo congedate e lei mi ha detto di chiamarla se avevo ancora il suo numero che le faceva piacere avermi rivista. Mah, non so se lo farò...

Comunque dopo siamo andati al piano superiore a sentire una conferenza alla quale partecipava una mia amica scrittrice: "Figli di due patrie", alla quale erano presenti altri scrittori ( una francoalgerina, un italosiriano e un altro scrittore giornalista mi pare algerino) che parlavano della loro esperienza, appunto, di figli di due patrie e della loro vita. La mia amica ha parlato di un paio di episodi, al confine di due mondi e di due tradizioni così diverse. Un po' la mia esperienza di vita, sempre in bilico tra due mondi; quello italiano e quello somalo. Pur avendo una mia identità, una mia personalità frutto di queste mie origini e radici, le persone tendono sempre a darti una loro etichetta, sia da una parte che dall'altra ed entrambi i mondi vogliono sottolineare la mia appartenenza al loro: "Ehi, ma dai, ormai sei italiana tu, hai sempre vissuto qui, parli italiano meglio di me! ( non ci crederete ma queste parole le ho sentite anche da una collega insegnante!)" mentre l'altro mio mondo mi dice: " Tu sei somala e devi comportarti da tale, parlare la tua lingua madre!" Eccetera... Ed io? Qualcuno di loro mi ha mai chiesto chi sono davvero? Mi ha mai chiesto: "Ma come ti senti tu?"

Ebbene, io mi sento Rookia, una donna con mondi meravigliosi dentro, con una propria identità, frutto di due meravigliose patrie, ricca e soddisfatta di quello che ha potuto raccogliere da questa esistenza, tra due mondi, che alla fine è sempre uno!

 

 

mercoledì 7 dicembre 2011

7 Dicembre

Domani è la giornata dell'Immacolata, non andremo da nessuna parte perchè tra due giorni my mom parte. Questi sono giorni frenetici per noi, anche se sono molto stanca e anche preoccupata per il mio braccio che mi fa male da due settimane e da due settimane precise non vado in piscina per non aggravare la situazione. Insomma la cuffia dei rotatori è andata, ma ci sarà anche qualcos'altro e dovrò sbrigarmi ad andare dal dottore, prima che sia tutto irreparabile! Appena mamma è partita, provvederò.

Per ora tengo duro e corro dietro a lei; fai questo, compra quello, sistema quell'altro, metti da parte quest'altro, e via dicendo. Esci ed entra, avanti ed indietro come una trottola. In tutto questo bisogna anche lavorare: ieri colloquio con i genitori e, come sempre, io e la mia collega siamo state le ultime a lasciare la scuola, in pratica l'abbiamo chiusa, perchè abbiamo sforato di due ore il colloquio e siamo uscite alle 8,00! E' mai possibile? Quando riusciremo a dedicare il tempo necessario ad ogni genitore? Ma come si fa? Si può stare con l'orologio davanti mentre si parla di bambini? Mentre si cerca di far capire ad una mamma che la sua bambina non ha assolutamente problemi se non l'ansia che lei le trasmette? Oppure, come far a capire ad un'altra che suo figlio non vuole lavorare da solo e che ha grossi problemi di linguaggio che necessiterebbero una terapia logopedica? Come si può parlare con 17 genitori in poco più di due ore? Io non sono capace e a quanto pare nemmeno la mia collega! Così ieri sera sono tornata distrutta, ho mangiato pochissimo, mi sono fatta un bel bagno caldo e via, a letto!

Ma ora ho qualche giorno di break e domani mi piacerebbe tanto andare alla fiera dei libri all'Eur, "Più liberi, più libri", che fu galeotto cinque anni fa quando ci andai con il mio Pao che ora è mio marito.... Proprio lì scattò qualcosa tra noi... Che ricordo meraviglioso, anche se pioveva a dirotto, anche se era così affollato e caotico...

Deciso!

Non sono brava nel prendere decisioni definitive, sono sempre titubante, indecisa, cambio idea per poi tornare indietro finchè, alla fine, decido d'impulso! Ebbene, oggi ho finalmente detto addio ad una persona falsa, ipocrita e approfittatrice; l'ho congedata per sempre e, purtroppo, ho dovuto anche io abbassarmi al suo livello e fare la falsa. Ma non c'era altro modo per liberarci di lei, anche se io credo sempre alla buona fede degli altri e mi si manipola con facilità perchè non amo le discussioni e per quieto vivere mi sottopongo a dure prove. Ma è finita, ora siamo liberi e respiriamo a pieni polmoni!

Anche riguardo al blog, grazie al mio bravissimo maritino, mi sono fermata qui su altervista e lui è riuscito a importare il mio vecchio blog da splinder.

Grazie amor mio!

giovedì 1 dicembre 2011

About my mom

Mia madre è spesso al telefono con amiche e conoscenti lontane e la sento parlare della sua terra, del suo paese natio, delle persone e dei fatti che le sono accaduti in gioventù quando viveva in Somalia.

Ora questa sua “madre terra” è dilaniata da vent’anni di guerra civile, da cambiamenti sociali e religiosi al limite dell’estremismo e lei desidera tornare laggiù con tutte le sue forze, infatti tra una settimana parte per il Kenia e poi da lì andrà in Somalia. Io e Pao non è che siamo tranquilli, anzi, ci preoccupa tutto ma cosa possiamo fare? Qui lei si sente sola, anche se ci siamo noi; è una solitudine profonda che la sta scavando dentro e le porta malesseri generali e non voglio proprio che si trasformi in una depressione senza rimedio. Preferisco vederla serena e gioiosa all’idea di partire; sentire come lo grida allegramente alle amiche al telefono anche se per noi sarà dura all’inizio.

Mi chiedo quale idea abbia di questo meraviglioso e distrutto paese perché dai suoi racconti, dai suoi ricordi, non c’è alcuna somiglianza con quello che mi narra. Ma forse siamo troppo diverse in questo, io conosco bene solo l’Italia, paese che mi ha accolta e cresciuta e mi accorgo che, più passano gli anni, più mi allontano dalla “somalità”, dalla storia, dalle tradizioni, dalla lingua… E’ un bene o un male? Me ne pentirò prima o poi?

Confusione

Si, sono confusa da morire. Sto aprendo blog su blog ed entro sempre più in un circolo vizioso senza via d'uscita. Sono talmente in tilt che non so più cosa scrivere e sto perdendo di vista i miei pensieri!

Alla fine, se l'unico modo per avere il mio vecchio blog è rimanere qui, non ho molto scelta. Spero che con il passare del tempo potrò capire meglio altervista e anche quello che mi sta accadendo in questi giorni.