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lunedì 23 luglio 2012

Odio la polvere!

Sto diventando fobica, non sopporto la polvere e d'estate purtroppo ce n'è a mucchi! Poi, abitando al primo piano, con un giardino di fronte e una stradina non asfaltata, dovrei spolverare un giorno si e uno no!

Oggi, complice la pioggia, ho lavato tutti i davanzali ( per fortuna sotto di me non c'è nessuno!) e il balcone grande... con la pompa ho annaffiato e lavato tutto! Non ne potevo più di vedere il balcone così, anche se mercoledì, appena tornati dalla montagna Pab li ha spazzati e lavati tutti e due! Se sapesse che mi sono messa a lavare fuori, dopo che ieri abbiamo fatto le pulizie di casa! Beh, non sarò certo io a dirglielo!

Un'altra settimana è iniziata; siamo già oltre la metà di luglio... veloce passa il tempo, velocemente invecchiamo e attendiamo qualcosa che ancora non arriva. Ma non voglio pensare nè parlare di ado, ora tengo la mente occupata ad altro: leggo tantissimo, ora mi sono immersa nel terzo libro di Murakami Haruki; ho letto Norwegian Wood, 1Q84 ( che mi ha lasciata perplessa, perchè non si sa che fine fanno i protagonisti, e soprattutto i Little People!) ed ora sono quasi al termine di Kafka sulla spiaggia. I suoi libri sono davvero belli, come descrive minuziosamente i personaggi, le storie personali, gli eventi; c'è sempre molta solitudine, quasi alienazione, nelle sue storie; ci sono situazioni irrisolte con i genitori, rapporti difficili con loro; c'è molta profondità ma anche sogno: sono storie impregnate di sogni, ma allo stesso tempo così reali! Ho come l'impressione che i suoi romanzi continuino anche dopo averli letti; nel senso che lui non dà una vera fine alle storie, esse continuano da sole, da qualche parte, non scritte, ma forse, essendo anche molte oniriche, nella mente dell'autore o di chi legge. Insomma, ognuno, volendo potrebbe continuarle. Mah! Mi sto facendo influenzare.

Anche io, nel mio piccolo, cerco di continuare a scrivere; a volte mi soffermo a pensare a come continuare ciò che sto scrivendo; a volte mi blocco perchè ho bisogno di alcune informazioni che solo mia madre o qualcun altro della famiglia potrebbe darmi... In qualche modo farò.

Ieri sera sono andata a  letto pensando che dovevo fare qualcosa oggi, andare in qualche posto ( che so, farmacia, dove  devo ritirare un medicinale da una settimana; oppure dal parrucchiere, perchè ho la ricrescita bruttissima dei miei capelli grigi), ma sono andata a dormire senza ricordarmi bene cosa dovevo fare e dove dovevo andare. Poi stamattina pioveva e così ho rinunciato a fare tutto. Starò a casa, cercando di scrivere, di trascorrere questa giornata in modo utile e preparando una buona cenetta per Pab stasera.

 

venerdì 20 luglio 2012

La nostra piccola fuga in montagna per l'anniversario è già finita. Avrei voluto non tornare più indietro, anche se lì non ho dormito granchè bene, stavo bene comunque. Ero rilassata, tranquilla, e in buonissima compagnia. Non abbiamo fatto molto, qualche giro nei dintorni, pace e vita domestica. Nella casa c'è un balcone bellissimo che si affaccia sui monti; il giorno è pieno di sole ed io mi sdraiavo, a leggere o a guardare il panorama. Mi sono accorta di quanto è bello il silenzio, cioè l'assenza dei rumori e dei suoni che noi umani emettiamo; c'era solo il suono della natura ed una sera siamo rimasti sorpresi a guardare il volo di tante rondini: che meraviglia! Qui in città non si vedono molto, ma lì era pienissimo!

Beh, ora siamo tornati alla routine quotidiana, ma quella tranquillità e le nostre chiacchiere mi hanno dato nuove idee. Ho ripreso a scrivere qualcosa, spero avrà una fine e un completamento. Vedremo!

mercoledì 11 luglio 2012

Elogio della lentezza?

Non è una giornata particolare, se non che da noi è la festa del Patrono, San Benedetto e quindi è tutto chiuso. Giornata tranquilla quindi; mi sono alzata presto come sempre ultimamente e alle 8 ero già in piscina. Poichè i giorni passano lenti in attesa di tanto movimento con gli amici che vengono da Londra tra una settimana, cerco di prenderla con calma e lentezza. Mi dedico pochissimo alla scrittura e questo è un cruccio ma ora va così. Mi curo della casa, di me, di Pao, di niente e di tutto: mi sono oziosamente isolata ma sto bene. Il rumore del mondo a volte è insopportabile e quindi va bene che stia da sola; non mi sento sola ma tranquilla e intanto mi riempio la testa di idee che ogni tanto fermo con la penna in un block notes. Del resto con questo caldo, meno si fa e meglio è. Mi sento un po' come una tartaruga che trasporta il suo carapace lentamente, placida.

Tra qualche giorno sarà il nostro anniversario, 4 anni di matrimonio! Siamo proprio dei "pischelli" come si dice da queste parti. Andremo come sempre in montagna sul Terminillo e mangeremo al nostro solito rifugio. Ma soprattutto staremo lontani da qui: dalla lentezza delle mie giornate, dal vociare pomeridiano e notturno dei" nuovi barbari" che assediano il giardino di fronte alle nostre finestre, dal caldo e dalla polvere che entra dalle finestre. Ci farà bene cambiare aria per qualche giorno, sì, ci farà davvero bene!

venerdì 6 luglio 2012

Si va, si torna, l'importante è tornare...

Sono giorni che apro il blog e lo richiudo. Cosa scrivere se non riesco a scrivere altro? Passo i giorni tra il nuoto, la casa, le faccenduole e i pensieri. Sto bene, cerco di rilassarmi e godermi questi "freschi" giorni di riposo e passo mooolto tempo a riflettere. Ho tante idee che ronzano nella mia testa, in ogni momento della giornata, ma quando accendo il pc rimango inebetita a navigare di qua e di là. Sono proprio stupida! Ma forse ho solo bisogno di tempo per consolidare meglio le idee e poi scrivere qualcosa di concreto.

Qualche settimana fa ho trovato un ciuccio vicino alla macchina e... questo è ciò che uscito dalla mia penna:

IL CIUCCIO
Era lì a terra
Accanto alla ruota dell’automobile
Forse caduto da un balcone?
Forse caduto dall’ incerta mano di un bimbo?
Forse perso da una mamma indaffarata e distratta?
Ma era lì
Accanto alla ruota dell’automobile
Sporco di terra
Consumato dal sole cocente
Di gomma morbida, marrone
Con i segni di un uso continuo
Di un succhiare e mordere con le gengive
Di un bisogno di certezze e consolazioni.
Era lì a terra
Accanto alla ruota della mia automobile
L’ho visto subito
Appena scesa dal gradino
Era lì a terra
Come un segno fausto
Come una speranza che non deve cessare
Come un vuoto che non c’è più.
Ma la mano che stringe
La mia, a letto, dopo una giornata di lavoro,
è la mia sicurezza
la mia consolazione
e riempie tutti i vuoti che avevo nel cuore
anche quello del ciuccio che non è mai passato
dalla mia mano alla bocca di un bambino.

R.N.