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lunedì 19 marzo 2007

Domenica, 18 Marzo 2007

 

A volte, la mattina, quando non devo correre al lavoro, quando posso prendermela comoda e assaporare il tempo e la sua disponibilità, mi capita di fare due chiacchiere sul passato con mia madre. Forse è l’età, ma lei sembra molto legata agli eventi del passato e ora come non mai, me ne fa partecipe e i racconti vengono snocciolati senza remore, senza paura di poter recare dolore o rimpianto. Segue ciò che le detta il cuore ed io divento spettatrice involontaria di cose che ho vissuto anche io, ma che da bimba di 3, 4 anni, non potevo assolutamente capire.

Stamani è stato il ricordo di quando mi ha dovuta lasciare dalla nonna, ad appena 3 anni per partire e venire qui. Era così fragile e tenera nel ricordare, nel raccontare come i bambini non possono capire davvero cosa gli si dice, almeno non in un’età così piccola: “ mamma deve andare, ma quando torna ti porterà un bel vestito!” “si, un bel vestito” risposi. Passarono quasi tre anni prima che ci potessimo rivedere e fui io a raggiungerla….

Mi lasciò dai nonni e da mio padre ed io ho immagini di quel periodo, come di istantanee, senza sentimento né coinvolgimento, immagini di una bimba magrissima, incapace di correre e camminare, alla mercè di altri bambini, fratelli, vicini di casa, amici che scappavano da tutte le parti, correvano e giocavano, mentre io gattonavo vicino casa e li osservavo. Non ricordo molto di allora e forse è meglio così perché credo che sarebbe doloroso e lacerante e un po’ lo è il solo “osservare” quelle istantanee mentali.

Certo che anche per mia madre è stato lacerante lasciarci così ed affrontare un mondo sconosciuto alla sua giovanissima età, ingenua e speranzosa come solo i giovani possono esserlo. Ma ora, possiamo dire di essercela cavata tutti e tre, mia madre, io e mio fratello, in modo egregio nonostante la durezza e l’asprezza della vita e delle situazioni che abbiamo affrontato. E’ stato come camminare contro il vento tutto il tempo, con queste spinte a trascinarci indietro: si faceva un passo ed ecco che si tornava indietro di due, di tre…

venerdì 16 marzo 2007

Ieri, prima di andare a letto, una grande tristezza mi ha invasa… mi sono infilata sotto il piumone, accaldata e con il mal di testa: sembrava quasi avessi la febbre. Poi, la mia testa ha iniziato a “rimuginare”, a ricordare, a sfogliare immagini di momenti passati, momenti lontani e momenti di un passato recentissimo. Allora la malinconia si è affacciata, la nostalgia anche. Avrei voluto averti accanto a me, vicino a me solo per un po’, per stringere la tua mano, per poggiare la testa sul tuo petto e sentire il battito regolare del tuo cuore, il ritmo tranquillo del tuo respiro e lasciarmi andare, lasciarmi cullare, con la certezza della tua vicinanza.

 

 

Mi manchi molto. Davvero.      

martedì 13 marzo 2007

 


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Umbria: 10 Maggio 2007


E' importante dove si arriva o da dove si parte? Non so, non importa in fondo. Ciò che importa è lasciare libero il cuore, lasciare spazio per ricevere e dare tutto ciò che vogliamo. Ciò che importa è non partire soli ma sapere di poter condividere ogni attimo, ogni panorama, ogni sapore, con qualcuno... e per me è stato meraviglioso poter trascorrere ogni momento con te!

lunedì 5 marzo 2007

Io, tu, la luna e l'amicizia


eclissi


L’eclissi non è il semplice allineamento di pianeti, a volte è anche il semplice incontrarsi di pianeti “umani”, di mondi di persone diverse che percorrono le strade dello stesso pianeta. Senza conoscersi, senza sapere nulla  degli uni e degli altri.

Mi è capitato di conoscere i suoi amici più cari e quello che è successo dentro di me è stato alquanto strano: ho sentito P. attraverso i suoi amici: l’affetto che li lega, il mondo di esperienze vissute insieme, la comprensione, il gioco, l’ironia  e tutta la profondità dei sentimenti che li unisce. Questo mi ha fatto sentire ancora di più attratta da P. Ho sentito questo sentimento che provo per P. crescere ancora di più perché ho percepito quanto i suoi amici lo amino, quanto lui sia importante per loro… Credo che non capiti spesso di “sentire” l’amore nell’aria come l’ho sentito io l’altra sera. E di certo non è stata colpa o merito dell’eclissi lunare! Forse è solo suggestione la mia, forse no, ma sono tornata a casa contenta, felice di aver potuto condividere dei momenti così semplici e tranquilli con P. e i suoi amici. Grazie luna!

venerdì 2 marzo 2007

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Cosa c’è che non va in me? Cos’è che mi fa sempre guardare “oltre”, al di là del momento e dello spazio? Che mi fa desiderare altri momenti, altri posti, luoghi… sarà la mia anima nomade, questo richiamo ancestrale che grida dentro me nonostante questa sedentarietà che mi sono costruita, volente o nolente.

Sono qui, vivo, lavoro, mi arrovello, penso, desidero, progetto, incontro, mi scontro, discuto, mi rattristo, godo, mi diverto, scrivo, parlo, osservo, amo, piango, rido, mi incavolo, e… ricomincio, giorno dopo giorno, ma… nello stesso tempo SOGNO e desidero partire, cambiare e fare le stesse cose in altri posti. Scoprire mondi e paesaggi non necessariamente così lontani. Ho bisogno di ritemprarmi fuggendo in un altro luogo, staccando la spina da certa vita sempre uguale e monotona, per un momento, solo un momento.

Assaggiare un colore, un odore,un paesaggio, un sapore diverso, per un istante, e aspirarlo, incantandomi, inebriandomi, “assentandomi”…

Forse voglio solo fuggire da me stessa e dimenticarmi… forse

giovedì 1 marzo 2007

 

Bene, eccomi qui di nuovo, dopo tanto tempo trascorso.

 Ma questa volta il tempo non è passato con me “inerme”, corrucciata o crucciata, chiusa in me e sorda ai richiami della vita: vita interiore, vita privata, vita intima, vita mia! No, questa volta il tempo ha continuato il suo cammino cadenzato, silenzioso ma con il suo sottile ritmo ed io l’ho seguito, in silenzio e con il mio ritmo claudicante.

L’ho seguito aspettando che le settimane si succedessero, in attesa del “nostro giorno, dei nostri momenti, dei nostri attimi da condividere” sia essi belli o bui… ma nostri!

Oggi scrivo per me e per te: oggi il tempo è fermo nonostante le ore passino lente, è fermo perché sono ferma io. Malessere di stagione che rende tutto lento e ciò che devo fare è solo rilassarmi, non pensare a niente e godermi il riposo. Ma la testa non si ferma mai: è un turbinio di pensieri, di considerazioni che lascio attraversino la mia mente senza fermarli. A che pro, in fondo? 

Cambiano di momento in momento e non voglio affaticarmi a ponderarli e approfondirli. Essi passano da te (P.) alla mia sconquassata e disastrata famiglia… e in tutto questo c’è il malessere stagionale che mi rende apatica e leggermente sofferente… quindi chiudo qui o il mio mal di testa mi sconquasserà il cervello!

Buona salute a tutti!