Translate

venerdì 26 aprile 2013

Piove

Piove, stamattina sembrava che il sole volesse rimanere fulgido e caldo nel cielo, invece, all'improvviso nuvole pesanti e gravide lo hanno ricoperto e hanno iniziato a oscurare sempre più il cielo... ora piove e i tuoni si richiamano nel cielo come un'eco; brontolano l'uno contro l'altro nervosi ed arrabbiati: chissà cosa hanno da dirsi?

Fuori piove, ma qui, in casa, sola e in silenzio, mi sento al sicuro e tranquilla. Erano giorni che non stavo tutta sola da quando mia madre è tornata. Mi piace questo silenzio, questo tempo per me, anche se fuori è buio e il cielo brontola.

 Qui permane il silenzio, anche quello dell'anima, che non parla, non si esprime, non vuole congetturare nè aprire varchi al fiume di dolore e di tacita rabbia che si nascondono dentro di me. Amo questo momento, questa pioggia, questo cielo scuro: tutto esprime, senza parole, quello che provo!

sabato 13 aprile 2013

VUOTO

Ecco, si, sensazione di vuoto. E' quello che provo in questi giorni. Pensavo davvero che sarebbe stato bello riavere mamma con me dopo quasi un anno lontane. 
L'idillio è durato meno di una settimana! In pochi giorni la gioia di essere di nuovo insieme si è dissolto con i suoi mutamenti di umore, i suoi nervosismi, la sua scontentezza e insoddisfazione, la sua rabbia nei confronti di tutti. Ieri, appena tornata dal lavoro, stanca, depressa anche io per cavoli miei, mi ha presentato subito il conto. E' molto arrabbiata con mio fratello e ce l'aveva molto con lui ( ma io che c'entro?), poi ha cominciato a lamentarsi del fatto che ho tolto un paio di foto dalle pareti, che ho cambiato il posto ad un paio quadri... che ho dato via le due piantane che raccoglievano solo polvere poichè non le usavamo da anni... che lei non ha un posto dove stare (????) che non ha una casa sua (????), che dopo quarant'anni di lavoro e sacrifici non ha NIENTE!!! Non riuscivo a credere alle mie orecchie... sono rimasta senza parole, non riuscivo a dire una parola. Ma tanto, a cosa sarebbe servito? Tanto non ascolta!
La mia delusione è stata davvero profonda...
Finora ho fatto il possibile per accontentarla in tutto, per fare tutto come desiderava, non ho modificato nulla in questa casa se non la camera che divido con mio marito: tutto il resto non l'ho toccato e si che avrei voluto cambiare un sacco di cose! Le tende, qualche mobile, ridipingere le pareti, togliere dei quadri e sostituirli, togliere delle foto che non hanno nulla a che fare con la mia vita matrimoniale... Non ho fatto nulla di ciò per non farla sentire esclusa, di troppo. E questo è il risultato?
Sono davvero molto triste per tutto questo, mi sento inutile, come figlia, come donna...

domenica 7 aprile 2013

SOLE!

Ah, che bello il sole! Questo è uno dei momenti più belli per me: domenica mattina di sole, il mio balcone pieno di piante e tulipani colorati, il sole che mi riscalda le gambe e le braccia, la luce che invade il salone, il silenzio e l'assenza di persone nel giardino di fronte, solo l'eco di voci lontane e pacate, il giardino libero dalle orde di ragazzini, gli alberi pieni di uccelli canterini che gioiscono finalmente del tepore del sole e volano liberi e felici, ad avvertire il mondo che la primavera è finalmente arrivata!

venerdì 5 aprile 2013

Ricordo: 5 Aprile 2008

Quel giorno non mi ero alzata molto felice: le settimane precedenti erano state tese, nervose, il mio stomaco era accartocciato, non dormivo e in casa c'erano continue tensioni e discussioni. Ma quando mai, quando uno si sposa c'è così nervosismo e rabbia? Infatti non era il matrimonio tanto desiderato della mia vita e non perchè non amassi il mio futuro marito: lo amo e lo amavo immensamente e non vedevo l'ora di iniziare la mia vita con lui! Ma si sa com'è quando ci si ritrova catapultati in due mondi diversi, in due culture diverse e in una religione che non è mai stata tua... alla fine, per non creare altri attriti in famiglia, per non deludere mia madre ( immaginate: il matrimonio di una figlia è un desiderio che si avvera anche per lei) e poter finalmente iniziare la nostra vita insieme. Il mio futuro maritino era sceso a compromessi anche lui per quieto vivere. Siamo arrivati al luogo dell'appuntamento vestiti abbastanza normalmente, io mi ero solo portata uno scialle bianco, per il resto indossavo un pantalone nero e un maglia scura anch'essa: questo colore era anche quello del mio animo, ero particolarmente nervosa e arrabbiata, soprattutto con mio padre che aveva organizzato questa messinscena e in quel periodo eravamo proprio in lite, ci parlavamo da pochissimo dopo due anni di silenzio assoluto. Due anni di pace per me, finalmente libera da quel legame ipocrita... invece rieccoci lì, fintamente in pace e padre e figlia. Il celebrante ci aveva accolto in casa sua, in una stanza piena di tappeti e cuscini: era una persona colta e preparata e, di fronte a persone del genere, mio padre si sente piccolo e ignorante e si comporta nel modo peggiore, da gradasso. Mi vergognavo e vedevo mia madre imbarazzata ed infelice, non avrebbe mai pensato che il matrimonio di sua figlia sarebbe stata una cosa così meschina e arrangiata... Il celebrante cercava di metterci a nostro agio, ci spiegò cosa sarebbe accaduto, ci spiegò cosa dovevamo dire e la cosa finì in poco tempo; le parole del celebrante furono molto belle ed intense, fu lui a salvare quella situazione di disagio, dando senso alla promessa che ci facevamo, dandole la giusta importanza. Tutto il resto era sbagliato, ma le parole furono le più belle e giuste.
Ora, se vado a rivedere le foto, anch'esse scure come il mio animo, per mancanza di una giusta dose di luce, vedo una persona piccola e arrabbiata, lì in quel salotto pieno di tappeti e cuscini e quadri ed una piccola tv appesa in alto che proiettava il video di un classico matrimonio somalo con balli e canti delle donne: tutto ciò che non ho avuto io in quello che doveva essere il giorno più bello della mia vita!
Per fortuna, qualche mese dopo, abbiamo avuto il nostro vero matrimonio, organizzato come volevamo, semplice ma pieno delle persone più care per noi!

martedì 2 aprile 2013

Riassunto...

Vacanze al termine... giorni un po' movimentati, ospiti che vanno e vengono, stanchezza, confusione, apatia, disillusione, pensieri,compiti da correggere, compiti da preparare, storie da scrivere, ma tanto il tempo è scaduto e domani si ricomincia il tran tran!
Domenica di Pasqua siamo andati al battesimo del nostro "figlioccio" D. sono stata scelta come madrina dai nostri amici: quando me lo hanno detto mi sono commossa ed emozionata! Pur non essendo una praticante, pur essendo molto confusa dal punto di vista religioso, pur essendo contenta di questa mia confusione che mi fa stare a debita distanza da idee rigide e a volte integraliste di entrambe le religioni che hanno attraversato la mia vita, regalandomi un'apertura mentale molto ecumenica, insomma "pur tutto ciò",,mi sono sentita addosso un ruolo molto importante. Forse nella vita ci perderemo con questi amici e il mio figlioccio non lo vedrò crescere, ma comunque, finchè saremo in contatto, spero di potergli essere di sostegno, di stargli abbastanza vicino e di poterlo guidare nel mio piccolo!


Il battesimo si è tenuto in una parrocchia di periferia, una parrocchia che i nostri amici non conoscono e non frequentano ma si sono uniti al battesimo di due loro amici e così, parenti e amici, ci siamo avventurati verso una zona lontana e difficile da raggiungere. Il battesimo era per immersione, pensavamo che i bambini avrebbero indossato una tutina, una mutandina, insomma qualcosa! Invece, nudi nudi, come mamma li ha fatti... questa cosa mi ha un po' sconvolta: tutti nudi, immersi nella medesima acqua e presi dalle mani di un prete che non è nè il loro papà nè un parente più prossimo... Pao è scappato fuori, disgustato e impressionato, io non potevo, ero la madrina! E' stato abbastanza brutto vedere queste scene, questi bimbi senza dignità, presi e immersi nell'acqua, piangenti e sconvolti. Mah, perchè si deve fare tutto questo? Per conformismo, per dimostrare cosa? Posso capire se uno è davvero credente, praticante e quindi lo fa per un suo credo, ma quando non lo si è? Non lo so, non voglio giudicare, non so come avrei reagito io se avessi avuto un figlio, ma ora so che non farei nulla di tutto questo, lo lascerei crescere libero da stereotipi religiosi e libero di scegliere da grande.