Tempo fa ho letto che i somali sono una delle etnie in via di estinzione. Era un articolo sul National Geographic di alcuni anni fa.
Quella volta mi stupii molto, ma, a pensarci bene, era il periodo della guerra civile e forse non c'era da sorprendersi: i somali scappavano a frotte dalla Somalia, in cerca di asilo politico, verso varie parti del mondo.
Ora mi rendo conto che non era del tutto errato quell'articolo, se non altro in riferimento alla perdita della vera Somalia, ora terra frammentata in tanti piccoli stati indipendenti, in lotta tra loro per ricevere soldi ed aiuti dai vari governi occidentali e dalle ONG, per primeggiare nello sviluppo del proprio territorio.
Siamo un popolo in estinzione anche e soprattutto perche abbiamo perso la nostra cultura, le nostre usanze ( forse alcune è un bene), in favore di un'assimilazione integralista del credo islamico.
Come ho scritto in un racconto abbiamo perso i nostri colori vivaci legati al tipico costume somalo, alle nostre fute, ai nostri garbasar, sostituendoli con il grigio, il nero della divisa islamica che usano ora le donne.
Qui a Nairobi le donne somalo-keniote indossano con leggerezza quel vestito, con una naturalezza che
però stento a vedere in Somalia. In Somalia mi dà la sensazione di obbligo, di costrizione; mentre qui no. Queste donne, queste ragazze sono di un'eleganza unica, le vedi camminare con un portamento regale, fiere, con i tacchi che spuntano da quel nero.
Per me che ho solo e sempre indossato i nostri "Dirac" come abito da casa in estate e mai indossato il garbasar, i tre giorni passati a Mogadiscio sono stati una bella prova. Non mi è dispiaciuto indossare il nostro costume tipico insieme al foulard in testa, ma è stata una fatica perché mi rendeva i movimenti pesanti ed era una costrizione con le stampelle. Lo scialle mi cadeva da una parte all'altra e stavo sempre a rimetterlo a posto, non sia mai si vedeva un pezzetto di pelle in più! Il foulard, con quel caldo torrido, mi faceva sudare come se indossassi una coperta di lana. Poi, in casa, dove potevo essere libera di non indossare tali veli, invece era un continuo mettere e levare ogni volta che arrivava un uomo che non fosse mio fratello! Una vera tortura! Ma mi sono rifiutata categoricamente di farmi comprare il velo che indossano tutte! Anche se mia madre avrebbe voluto e avrebbe desiderato che lo portassi con me qui a Nairobi! Succube anche lei di questo imperialismo maschilista-islamista.
Ricordo quando invece si era libere di indossare solo il nostro foulard alla presenza degli uomini: la meravigliosa modestia colorata della nostra giovinezza ( per me adolescenza)!