Donna nera, moglie, insegnante, (dis)ABILE e attempata NEO-mamma; black woman, wife, teacher, (dis)ABLE and almost middle-aged, new-mommy. La mia vita, le mie riflessioni; my life and my thoughts.
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mercoledì 30 novembre 2011
Welcome!
sabato 26 novembre 2011
Cambio Blog
Ora non so come continuerà questa avventura virtualblog, spero solo di poter salvare quello che in questi anni ho raccolto qui.
Splinder, ti prego fai in modo che non si perdano inutilmente questi anni e queste mie pagine!
giovedì 3 novembre 2011
Mannaggia a me!
Settimana corta, cortissima tenendo conto del ponte che abbiamo avuto. Al lavoro ho programmato delle attività di poesie e filastrocche e, mai come quest'anno, l'ho trovato difficile! Questi bambini tecnologici, poveri lessicalmente, deconcentrati, disattenti e divoratori di tempo e di cose, non hanno ancora capito quanto è bella la lingua scritta, quanto è bello riuscire ad esprimersi attraverso la poesia o una semplice e corta filastrocca. O molto probabilmente sono io che non sono riuscita a trasmettergli questa gioia! Ma come si fa se è un continuo distrarsi, se anche la mia collega di sostegno ha le sue proposte ed io non so come dirle "no, guarda, io avrei pensato a questo lavoro e ho preparato questa filastrocca"? Mannaggia a me e alla mia paura di dire no, di deludere o offendere! Diventa così arduo lavorare quando c'è lei in classe, mentre quando c'è l'assistente riesco a fare tutto e senza tanta fatica.... Uffa! Io lo so che lo fa per aiutarmi, lo so che mi è di enorme aiuto, soprattutto con quei bimbi in difficoltà, ma devo imparare a gestire la situazione in sua presenza e ad essere più sicura di me. Gli altri anni non ho mai avuto problemi del genere e riuscivo a FAR NASCERE PAROLE DI POESIA anche ai più duri e turbolenti... Prima o poi riuscirò anche con questi miei pupilli, sono ancora così piccoli!
Tornata dal lavoro, mentre aprivo il portone del mio palazzo mi è venuta alla mente un'immagine: " Entravo con lui/lei e parlavamo della giornata a scuola e dicevo " Poi lo diciamo anche a papà!" e sembrava tutto così vero, così reale e tangibile... Ma perchè cavolo mi faccio del male da sola?
mercoledì 2 novembre 2011
E adesso?2
Ebbene, abbiamo ricevuto la telefonata dei Carabinieri e la richiesta di un appuntamento qui a casa. Venerdì torno trafelata dal lavoro, non ho nemmeno il tempo di bere un bicchiere d'acqua che suonano al citofono: erano loro. Dopo pochi minuti si presentano alla porta un giovane e distinto carabiniere in uniforme ed un altro in tuta, dimesso e cupo nello sguardo ( ma cosa pensava, di fare il duro? O forse era solo giù di corda, infatti zoppicava leggermente, forse era infortunato). Ci sediamo e il giovane distinto inizia a fare le domande di rito; di chi è la casa, di quanti vani è composta, che lavoro facciamo, quanto guadagniamo e così via. Tutto nella normalità, del resto il tribunale lo vuole sapere e a domanda rispondo. Poi il giovane carabiniere ( secondo me troppo giovane!) mi chiede dei miei suoceri e il loro recapito e lì rimango un po' sconcertata perchè nella domanda mio marito ha scritto che per ora non li abbiamo informati della nostra decisione e non vorrei dargli queste informazioni, ma non ci riesco e gliele do anche se lui mi assicura che non verranno chiamati... Devo essere sincera, sono entrata un po' nel panico, perchè non voglio che lo vengano a sapere in questo modo, vorrei che fosse Pao a dirglielo... Ma per ora non se la sente. Il percorso è così lungo che c'è ancora molto tempo per informarli.
Poi il carabiniere mi chiede del mio stato fisico, vede le stampelle, la carrozzina vicino al divano e domanda come avrei fatto ad accudire un bambino nelle mie condizioni ( avrei potuto anche risentirmi di questa domanda, ma tanto, la gente non vede oltre il proprio naso) e gli ho risposto " e se lo avessi partorito? Che facevo non lo tenevo per paura di non farcela?" e poi ho solo le gambe che non funzionano ed ho mio marito, mia madre, i miei suoceri, non sono sola... Ma guarda che domanda! Non deve essere il giudice o i servizi sociali a dire se sono idonea o no? e aggiungo che non sono sola in questo, c'è mio marito, mia madre, i miei suoceri, mia cognata ecc.... E aggiungo che sono 18 anni che lavoro con i bambini e se non fossi stata in grado di fare il mio lavoro non avrei avuto nemmeno l'idoneità fisica per seguire 20/25 bambini!!
E così finisce l'incontro, una specie di interrogatorio freddo e distaccato a parte quest'ultima inopportuna domanda...
Però, è giusto essere trattati così, come porcellini d'india da esaminare e controllare, come delle persone poco pulite moralmente? Abbiamo solo messo la nostra disponibilità di coppia ad accogliere un bambino sfortunato, per potergli dare il meglio che possiamo: Amore, Sicurezza, Comprensione, una Casa, un'Educazione e la possibilità di crescere il più serenamente possibile. A volte è davvero dura e questo, lo so, è solo l'inizio. Mi spaventa tutto il resto!
martedì 1 novembre 2011
Dedicato ad una terra meravigliosa, a chi è rimasto e a chi l'ha vissuta...
Sera di Liguria
Lenta e rosata sale su dal mare
la sera di Liguria, perdizione
di cuori amanti e di cose lontane.
Indugiano le coppie nei giardini,
s'accendon le finestre ad una ad una
come tanti teatri.
Sepolto nella bruma il mare odora.
Le chiese sulla riva paion navi
che stanno per salpare.
Vincenzo Cardarelli