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venerdì 9 dicembre 2011

9 Dicembre

Giornata uggiosa: è nuvoloso, cupo e buio e mi sento così anche io. Non sono in piena forma ma va beh, non posso lamentarmi ogni santo giorno, passerà e ci sono giorni su, giorni giù, basta andare oltre e non pensarci poi tanto.

Ieri poi siamo riusciti ad andare alla fiera del libro: super affollata tenendo conto che era anche festa. E' stato impossibile girare tra i banchi che esponevano libri, una folla lenta, egocentrica e distratta. Io, come sempre in questi casi, ero in carrozzina e, anche se i libri stavano proprio a portata di naso e occhio, davanti a me c'era un muro invalicabile di persone, che non vedono e non sentono, pensano solo a muoversi come enormi bradipi, o a fermarsi in mezzo al corridoio a parlare, crendo muri su muri. Ero snervata e confusa, mi girava la testa come una trottola.

Ad un certo punto, mentre arrancavamo verso l'ascensore per andare al piano superiore, vedo una vecchia conoscenza... Michi, una collega di un corso d'inglese di anni fa, con la quale ero diventata amica e con la quale avevamo anche passato delle vacanze insieme, quando ero "zitellina". Non ci siamo più sentite, circa cinque anni fa ho interrotto i rapporti dopo che mi aveva risposto in malo modo diverse volte, all'ultima non ho retto e non l'ho cercata più ( anche lei del resto).  Beh, avrei potuto fare a meno di fermarla, perchè non mi aveva vista, ma io non riesco a fare finta di niente. Ci siamo salutate, scambiato i soliti convenevoli e poi le ho presentato mio marito. Ci siamo congedate e lei mi ha detto di chiamarla se avevo ancora il suo numero che le faceva piacere avermi rivista. Mah, non so se lo farò...

Comunque dopo siamo andati al piano superiore a sentire una conferenza alla quale partecipava una mia amica scrittrice: "Figli di due patrie", alla quale erano presenti altri scrittori ( una francoalgerina, un italosiriano e un altro scrittore giornalista mi pare algerino) che parlavano della loro esperienza, appunto, di figli di due patrie e della loro vita. La mia amica ha parlato di un paio di episodi, al confine di due mondi e di due tradizioni così diverse. Un po' la mia esperienza di vita, sempre in bilico tra due mondi; quello italiano e quello somalo. Pur avendo una mia identità, una mia personalità frutto di queste mie origini e radici, le persone tendono sempre a darti una loro etichetta, sia da una parte che dall'altra ed entrambi i mondi vogliono sottolineare la mia appartenenza al loro: "Ehi, ma dai, ormai sei italiana tu, hai sempre vissuto qui, parli italiano meglio di me! ( non ci crederete ma queste parole le ho sentite anche da una collega insegnante!)" mentre l'altro mio mondo mi dice: " Tu sei somala e devi comportarti da tale, parlare la tua lingua madre!" Eccetera... Ed io? Qualcuno di loro mi ha mai chiesto chi sono davvero? Mi ha mai chiesto: "Ma come ti senti tu?"

Ebbene, io mi sento Rookia, una donna con mondi meravigliosi dentro, con una propria identità, frutto di due meravigliose patrie, ricca e soddisfatta di quello che ha potuto raccogliere da questa esistenza, tra due mondi, che alla fine è sempre uno!

 

 

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