Tornando a Torino e alla bellissima esperienza del concorso ho tralasciato davvero molte cose.
Torino, innanzitutto, è una città bellissima ( ovviamente se si va in periferia, non tutto è bello), ho amato tantissimo i suoi bellissimi viali umbertini, con alberi alti e frondosi che la abbellivano. Uno degli autisti che il salone del Libro ci ha messo a disposizione, era un "angelo" di nome e di fatto: ci ha raccontato della sua città, dei suoi pregi e difetti e l'ultimo giorno, ci ha portato un pochino in giro per farcela ammirare meglio! E' stato di una gentilezza unica! Probabilmente dovremo tornare in futuro, così ci faremo un bel giro, spero anche nei dintorni della città per vedere le sue belle colline!
Purtroppo, riguardo al concorso, è stato tutto così veloce che non ho potuto parlare molto con le altre partecipanti, mi sarebbe molto piaciuto scambiare qualche chiacchiera con loro ma è stato impossibile. Ci siamo incontrate il giorno stesso della premiazione e poi basta. Ma ora sono in contatto con la vincitrice dello scorso anno che mi ha cercata; è una persona deliziosa e disponibile, mi ha dato molte informazioni e links a cui collegarmi. Ogni tanto ci scriviamo e la ringrazio per questa sua amicizia.
Per quanto riguarda il resto, mi sono accorta che sono stata davvero fortunata ( o davvero brava!) a vincere questo premio speciale, perchè molte delle autrici che mi è capitato di vedere in questo concorso e in altri, sono sempre le stesse! E si conoscono tutte tra di loro, bazzicano gli stessi luoghi. Insomma, mi sembra molto un circolo chiuso e questo è molto deludente davvero. Ma cosa ci possiamo aspettare? Siamo in Italia e ci sono caste e caste! Anche nel mondo letterario quindi.
Donna nera, moglie, insegnante, (dis)ABILE e attempata NEO-mamma; black woman, wife, teacher, (dis)ABLE and almost middle-aged, new-mommy. La mia vita, le mie riflessioni; my life and my thoughts.
Translate
mercoledì 23 maggio 2012
Sembra non finire mai...
Sembra non finire mai questo lungo iter... Due settimane fa sono venuti finalmente per la visita domiciliare; in ritardo, di corsa; hanno guardato le stanze, la cucina, le foto ( ancora troppe foto di me e mio fratello, mia madre e poche di noi due, invece! e questa cosa mi stava sul gozzo da tempo, da tempo volevo togliere tutto per dare spazio e visibilità a noi... ma come facevo con mamma?) i quadri di Pao, ecc. La casa è piaciuta; lo psicologo avrebbe voluto sedersi a chiacchierare un po', ma lei lo ha bloccato, troppe cose ancora da fare. Così ci siamo lasciati con l'appuntamento alla settimana dopo:" mi raccomando, portate tutta la documentazione, le foto, il questionario!" hanno detto prima di andare; noi sollevati, allora siamo alla fine? Ultimo incontro?!
Poi abbiamo avuto una settimana frenetica: la partenza per Torino per il salone del Libro, l'eccitazione per il premio letterario, gli incontri, l'emozione, e tutto il corollario. Due giorni e mezzo frenetici; sono stata anche intervistata dalla tv dell'università di Torino ( chissà però se andrà in onda, dubito, del resto non ero tra le prime tre classificate!), complimenti da tutti, ed emozioni intense alla premiazione, dove ho fatto un brevissimo discorso e fatto commuovere tutti, io per prima!
Tornata dal vortice di Torino, tutto bello, intenso, persone meravigliose ecc, andiamo di nuovo a quello che credevamo l'ultimo incontro! Portiamo tutto; la mattina prima di andare controlliamo le bio scritte, rileggiamo il questionario e via! Andiamo all'ufficio; attendiamo fuori, finchè lui, il dottore non ci fa entrare; dentro c'è anche l' a.s. e una giovane ragazza, che non viene nemmeno presentata, ma rimane una presenza inquietante, ascolta tutto quello che diciamo, ci guarda, sorride se la guardiamo, ma non favella mai! Penso allora che sia la nuova a.s. precaria, quella che mi aveva chiamato per prendere l'appuntamento per la domiciliare.... suppongo.
L'incontro è strano, noi siamo ancora stanchi (eravamo tornati da Torino la sera prima, avevamo anche avuto un piccolo battibecco), avevo anche un forte mal di testa, non ero molto lucida e rileggere il questionario con loro non è stato affatto piacevole, mi sembrava di essere analizzata al microscopio, il dottore che osservava ogni nostro movimento, postura e balbettio... che tortura!
Insomma, siamo andati via da lì nervosi e tesi, disturbati perchè non era l'ultimo incontro, ce ne sarà un altro venerdì ed io mi sento davvero stanca di tutto questo. A volte sembra che ci stanno facendo un favore! Mi sento anche una cavia, analizzata da tutti i lati! E pensare che questo è solo l'inizio! Ho come l'impressione che vogliano vedere quanta resistenza e pazienza abbiamo!
Chi la dura la vince cari miei!
Poi abbiamo avuto una settimana frenetica: la partenza per Torino per il salone del Libro, l'eccitazione per il premio letterario, gli incontri, l'emozione, e tutto il corollario. Due giorni e mezzo frenetici; sono stata anche intervistata dalla tv dell'università di Torino ( chissà però se andrà in onda, dubito, del resto non ero tra le prime tre classificate!), complimenti da tutti, ed emozioni intense alla premiazione, dove ho fatto un brevissimo discorso e fatto commuovere tutti, io per prima!
Tornata dal vortice di Torino, tutto bello, intenso, persone meravigliose ecc, andiamo di nuovo a quello che credevamo l'ultimo incontro! Portiamo tutto; la mattina prima di andare controlliamo le bio scritte, rileggiamo il questionario e via! Andiamo all'ufficio; attendiamo fuori, finchè lui, il dottore non ci fa entrare; dentro c'è anche l' a.s. e una giovane ragazza, che non viene nemmeno presentata, ma rimane una presenza inquietante, ascolta tutto quello che diciamo, ci guarda, sorride se la guardiamo, ma non favella mai! Penso allora che sia la nuova a.s. precaria, quella che mi aveva chiamato per prendere l'appuntamento per la domiciliare.... suppongo.
L'incontro è strano, noi siamo ancora stanchi (eravamo tornati da Torino la sera prima, avevamo anche avuto un piccolo battibecco), avevo anche un forte mal di testa, non ero molto lucida e rileggere il questionario con loro non è stato affatto piacevole, mi sembrava di essere analizzata al microscopio, il dottore che osservava ogni nostro movimento, postura e balbettio... che tortura!
Insomma, siamo andati via da lì nervosi e tesi, disturbati perchè non era l'ultimo incontro, ce ne sarà un altro venerdì ed io mi sento davvero stanca di tutto questo. A volte sembra che ci stanno facendo un favore! Mi sento anche una cavia, analizzata da tutti i lati! E pensare che questo è solo l'inizio! Ho come l'impressione che vogliano vedere quanta resistenza e pazienza abbiamo!
Chi la dura la vince cari miei!
Iscriviti a:
Post (Atom)