Ultimo giorno di vacanza in Francia, domani si parte per la Liguria. La vacanza si conclude con il SOLE, un cielo di un LIMPIDO BLU, come quello dei quadri di Cèzanne e dei suoi amici impressionisti, il CALDO del sud della Francia, uguale a quello soffocante nostro e la visita ad una deliziosa cittadina: BRIGNOLES, sede dei Conti di Provenza (la famiglia D’Angiò, se non erro).
Pensare che avevamo scelto questa cittadina come tappa solo per avvicinarsi un po’ di più all’Italia e alla nostra meta in Liguria, ma è stata una scelta davvero ottima! E’ una cittadina medievale, si inerpica anch’essa un po’, ma le stradine sono talmente ben pavimentate che siamo riusciti ad arrivare fino in cima. Inoltre siamo capitati nel weekend della Festa Medievale ed è pieno di personaggi vestiti in costume d’epoca, che vendono oggetti legati al Medio Evo, musici, giocolieri, artigiani; sembra davvero di aver fatto un salto nel tempo. Credo che se avessimo voluto pianificare davvero tutto, non saremmo riusciti a sorprenderci con tanto piacere e gioia.
Da Avignone siamo scappati nonostante sia davvero bella, con il bel Rodano che la attraversa, i battelli e le mura che la circondano completamente! Il palazzo dei Papi è stupefacente e possente, sovrasta la città, ma mentre cammini per le viuzze non ti aspetti certo di trovartelo davanti, imponente e brillante e sembra dirti “ Sono potente ed inespugnabile”, non fa altro che esprimere la paura del Papa di allora in fuga da Roma, la paura dei nemici e il desiderio di un rifugio sicuro. Avignone, come dicevo, è attraversata dal Rodano ( Rhone), il terzo fiume che abbiamo incontrato nell’attraversare questo sorprendente paese; c’è una bellissima passeggiata lungo il fiume e il famoso Ponte d’Avignone che non raggiunge l’altra riva, distrutto da un’ inondazione.
Purtroppo la città è stupenda ma c’è troppo caos, troppa gente e siamo scappati quasi subito. L’albergo era centrale, anche troppo, la stazione era attaccata all’hotel e parcheggiare era costoso. Non c’era altro modo che andare via e mentre raggiungevamo Brignoles, siamo passati per Aix en Provence, città simbolo di Paul Cèzanne. Vale la pensa attraversare la via Mirabeau, un po’ come la nostra via del Corso, ma più suggestiva: solo che mi dava l’aria di essere in una via di Rimini o Milano Marittima… peccato, perché è una bella cittadina.
Dopo un bel giro ad Aix, abbiamo fatto tappa a St Maximin de la Sainte Baume, dove c’è la chiesa che ospita la cripta di Maria Maddalena… la cittadina è famosa proprio per questo e, anch’essa, è meta di pellegrinaggi, considerata il terzo simbolo della cristianità. Da vedere, solo che la basilica era piena di operai che preparavano un palco per un Festival musicale… non c’era possibilità di un momento di raccoglimento o di tranquillità.
Insomma, la nostra vacanza francese volge al termine, siamo partiti dalla bella Aosta e non ho avuto modo di raccontare quei pochi giorni trascorsi in Val d’Aosta. Attraversare parte dell’Italia è bello perché vedi le differenze organizzative di ogni regione. Purtroppo raccontare a ritroso non è così facile ma non posso dimenticare quelle montagne così immense, niente paragonato al Terminillo. Lì ti senti davvero un microbo davanti al Gran Paradiso, siamo arrivati fino a Valnontey, dove abbiamo pranzato con una deliziosa polenta ai funghi porcini (si va bene eravamo in agosto ma lì in alto era freddino). Per fortuna, sapendo che avremmo attraversato latitudini diverse, eravamo coperti abbastanza. Ma la sorpresa l’abbiamo avuta quando, invece di prendere il Tunnel del Monte Bianco per entrare in Francia, abbiamo pensato di attraversare il valico del Piccolo San Bernardo… ragazzi! Sarà suggestivo, bello, fantastico, ma ho avuto una paura tremenda!!! Dalla parte francese non c’è nemmeno il guard-rail, quindi io, che ero al lato passeggero, vedevo solo gli strapiombi… è stato spaventoso ed eravamo entrambi tesi come due corde di violino. Ma quando abbiamo cominciato a scendere e a vedere il panorama alpino francese, ci siamo sentiti molto meglio. Diciamo che il brutto tempo ci ha seguiti per buona parte del viaggio al Nord; da quando siamo arrivati in Provenza c’è un caldo bestiale.
Ma è stata una vacanza meravigliosa, sorprendente e irripetibile, proprio perché nata sull’idea di un momento e, anche se pensavamo di raggiungere Londra ( visto quello che stava succedendo abbiamo rinunciato), è stata unica! Ci portiamo dietro tanti ricordi, situazioni buffe ( come quella volta che ho confuso” les pommes (mele)” con “pommes des terres (patate) e stavo ordinando due fette di torta alle mele per cena!), sorprese, nervosismi ( non trovare l’indicazione di una località, quando per tot chilometri te la indicava; girare a vuoto per un raccordo cittadino senza riuscire ad uscire dalla città) oppure non essere sicuri di quello che ordinavamo nei locali e poi, possibile che per ogni cosa che ordini ti rifilino l'insalata e ci mettano sempre un uovo sodo o il pollo? Non ne posso più di mangiare insalata, e si che mi piace tantissimo!
Insomma, torniamo a casa con tantissime cose da raccontare e mostrare ad amici e parenti. Ma non è finita perché ora ci aspetta una settimana di sole e di mare in Liguria e, siccome so che non sarà facile come qui trovare una connessione wifi, concludo qui questo diario vacanziero.
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