Donna nera, moglie, insegnante, (dis)ABILE e attempata NEO-mamma; black woman, wife, teacher, (dis)ABLE and almost middle-aged, new-mommy. La mia vita, le mie riflessioni; my life and my thoughts.
Translate
giovedì 29 settembre 2011
Cosa succede adesso?
mercoledì 28 settembre 2011
"DONNA" no, donna si?
Queste domande me le pongo quando vedo, al lavoro, tra amiche o conoscenti, un atteggiamento differente a seconda di chi c'è davanti...
Prima di sposarmi, da single o meglio "zitella", ero considerata una ragazzina anche se ero una giovane quasi quarantenne; ora che sono sposata, sono una donna sposata ma ancora ragazzina perchè non ho figli... BOH! Forse sto delirando, ma non mi sembra che sia cambiato molto e mi sento sempre sottovalutata o presa per scontato, anche se il matrimonio mi ha cambiata tanto e sono più posata, rilassata e quindi meno lunatica.
A parte questi pensieri pseudofilosofici, giornata tranquilla al lavoro: mentre ieri è stato faticoso e poco producente, oggi abbiamo fatto tante cose e siamo riusciti a comporre due poesie collettive sull'autunno anche se, i 30 gradi giornalieri, il caldo soffocante dell'aula soleggiata e i vestiti ancora estivi, tutto fanno pensare, meno che siamo entrati nell'autunno da qualche giorno! E' stato difficile far ricordare ai bambini che cos'è l'autunno quando la natura è ancora ingannata dal caldo e dal sole. Ma alla fine ci siamo riusciti e ne sono contenta perchè ho lavorato da sola con loro, senza interruzioni o chiacchiericci delle colleghe di classe ( sono tanto care ma a volte ho bisogno di raccoglimento e di stare sola con i bambini per fargli uscire pensieri e considerazioni, sono più concentrati se siamo da soli!).
Dopo la scuola ho mangiato un'insalata veloce e sono corsa in piscina! Questa cosa mi rende gioiosa, perchè mi sento normale, perchè posso fare quasi tutto quello che fanno gli altri, perchè sto nel mio elemento, perchè faccio tanta ginnastica senza accorgermi del peso del mio lento corpo, perchè dopo sono stanca ma soddisfatta e spero di riuscire a sentirmi così per taaaaaanto tempo ancora!
Nonostante tutto questo brulicare di attività e di soddisfazioni, se stringo gli occhi dell'anima, vedo in un angolo buio del mio cuore un piccolo scrigno, quasi nascosto, poco visibile se si guarda l'insieme, ma è lì in quell'angolo lontano dove nascondiamo i segreti più reconditi, i silenzi dell'anima... è la paura sottile che tutto quello che abbiamo fatto per presentare la domanda d'adozione risulterà inutile perchè nessuno mai ci dirà che siamo idonei ad accogliere un bimbo/a...
martedì 27 settembre 2011
Per ridere un po'... CHEER UP!
Pensando ad una coppia di amici che hanno adottato due bellissimi bimbi di origine keniota e alle nostre avventure quando mi è capitato di trovarmi con loro e i due bimbi...
BARZELLETTE ( dal sito "adozioni + giuste")
Una bambina di colore, poco dopo l'arrivo in famiglia adottiva, si scotta col caffè sul viso. Qualche giorno dopo si riforma la pelle nuova, in un primo momento rosea. Una signora incontra mamma e bambina a passeggio, guarda incuriosita e dice: "Signora, ha visto? Con l'aria di qua, si sta già schiarendo!"
Un signore ad una bambina di colore adottata: "Mi ca-pi-sci - se - par-lo - len-ta-men-te?". Immediata risposta spontanea della bimba: "Sì, ma La capisco molto meglio se Lei parla normalmente!!".
Una bambina adottata (di origine etiope) ed i suoi genitori sono in spiaggia al mare. Un bimbo li scruta, prima da lontano, ... poi a distanza ravvicinata. Alla fine si decide ad avvicinarsi e chiede alla bimba: "Ehi tu, bambina, ... ma quella è tua madre? ". E lei, avendole indicato sua madre, risponde: "Sì, è la mia mamma". Replica lui: "Ma lei è bianca!!!". E la bimba, spontaneamente: "Per forza, siamo appena arrivati, ... ma poi si abbronza!!!"
domenica 25 settembre 2011
Ieri sera sono andata a letto pensando di andare a nuotare il giorno dopo. Così ho fatto, sono andata in piscina e mi sono ritrovata con la mia amica/collega/vicina di casa che ci va da un anno ormai. Lei faceva acquagym, io nella corsia vicina ho nuotato tutto il tempo, senza fermarmi, con la musica assordante dell'istruttrice di acquagym e i suoi comandi al suo gruppo!
La struttura dove vado quest'anno è bellissima non c'è che dire, ma perchè devono riempire ogni angolo del centro sportivo con la musica a tutto volume? Non riesco nemmeno a sentire i miei pensieri!! Anche nello spogliatoio la musica va di continuo: è davvero snervante! Se almeno mettessero qualcosa di soft e rilassante....
Comunque sono molto contenta: posso andare a nuotare spesso nella settimana senza paura di scivolare o cadere perchè finalmente ho una carrozzina da piscina e trovo sempre chi mi aiuta! Questo mi rende davvero contenta! Finalmente qualcosa di positivo, oggi, perchè ieri non è stato granchè....
IERI:
Ieri sono andata a fare spese con mia madre e al supermercato, mentre attendevo fuori, ho incontrato una mia collega, G, ( la collega di sostegno che lavora con me) con il suo piccolo di tre anni. Abbiamo parlato un poco e poi mi ha raggiunto mia madre, saluti e baci e ognuno per la sua strada... Perchè racconto questo episodio? Perchè dopo un po' che eravamo in macchina, mia madre è tornata all'attacco: "Tesoro, perchè non chiamiamo quel dottore di Firenze, magari lui puoi aiutarvi ad avere un bimbo vostro"... Mi ci è voluta tutta la pazienza di questo mondo e tutto l'amore per lei per non urlare la mia rabbia, delusione, tristezza .... Con pazienza le ho spiegato per l'ennesima volta le nostre ragioni, le difficoltà che ci sono quando si intraprendono certe strade, i costi, i dolori, le sofferenze. Alla fine si è lasciata convincere, ma sono sicura che tra qualche tempo, mi farà la stessa richiesta. PERCHE' PERCHE' NON ACCETTA LE COSE COME SONO? NON CAPISCE CHE MI ADDOLORA TREMENDAMENTE QUANDO MI PARLA COSI'? NON CAPISCE CHE ABBIAMO LAVORATO TANTO SU DI NOI PER ACCETTARE QUESTA NOSTRA SITUAZIONE? CHE HO PIANTO TANTO IN SOLITUDINE E CON PAO, CHE HO SOFFERTO E A VOLTE ANCORA SOFFRO ALL'IDEA CHE NOI NON AVREMO MAI UN NOSTRO CUCCIOLO?
Ma questo era IERI, OGGI sono contenta....
venerdì 23 settembre 2011
Finalmente è venerdì! Queste due settimane non abbiamo avuto i turni, quindi abbiamo lavorato t"utti insieme appassionatamente": la mia colleghina ha avuto da fare per organizzare gli orari, parlare con la vicepreside per l'organizzazione e le mille beghe che venivano fuori da un momento all'altro; l'altra mia collega invece era sempre fuori classe per altre beghe gestionali riguardo il sostegno e le assistenti educatrici... insomma, il più delle volte me la sono cantata e suonata da sola, o quasi! Per fortuna ogni tanto avevo le assistenti con me, ma a volte è meglio stare da sola perchè c'è meno confusione e i bambini riescono a concentrarsi un pochino di più!
Lunedì inizia il tempo pieno e quindi avremo gli orari definitivi e speriamo di riuscire ad iniziare gli obiettivi programmati...
In questi ultimi giorni ho anche risentito mio padre, in giro per l'Europa, tra una visita e l'altra a questo figlio o a quell'altro... Nella sua vita di uomo superficiale ed egoista, ora cerca di pagare i suoi debiti di padre.
Anni fa, scoprimmo che aveva un'altra figlia, ora adolescente e che, abbiamo scoperto, malata di leucemia... Povera piccola!
Purtroppo in tutti questi anni non è stato possibile contattarla perchè anche la madre era stufa di mio padre e ha cercato di seminarlo a tutti costi. Ora però non si può stare indifferenti e l'abbiamo cercata un po' tutti e finalmente ho potuto parlarle. Sta meglio, si sta curando e pare che il peggio sia passato, meno male! Ma mi dispiace molto per lei, avere una famiglia così grande e non conoscerla.. non che siamo un bel guadagno, ma quando ci si può sostenere a vicenda!
Accidenti, certo che siamo una famiglia ben strana, lingue e culture diverse: chi parla olandese, inglese, italiano ecc... Mah! Ma come possiamo pretendere di capirci qualcosa? Uno ci prova, ma se ogni volta spunta fuori un nuovo fratello/sorella??? Io sono un po' stanca di ricominciare ogni volta un nuovo rapporto, tenendo conto che con quelli con cui ho trascorso quasi tutta la vita, ci siamo allontanati e ora cerchiamo di ricucire dei rapporti incerti e fragili: tranne con la "streghetta" con la quale ho proprio chiuso a causa della sua estrema cattiveria e invidia!
giovedì 22 settembre 2011
Breve riassunto...
Ancora non so bene se quest'anno sarò graziata e potrò rimanere solo nella mia classe o andare in un' altra a fare inglese... Boh! Lo scoprirò nei prossimi giorni.
Tutta questa confusione, questa disorganizzazione, mi ha fatto trascorrere delle settimane frenetiche, piene di nervosismo e insonnia. Non riesco a dormire bene la notte; fatico ad addormentarmi e quando ho dormito un paio di ore, mi sveglio all'improvviso ed è uno stress fino al mattinoe, quando sto quasi per crollare, la sveglia mi trilla nelle orecchie come lo scampanio di cento chiese!
Il nervosismo è latente e si presenta più vivo che mai a scuola, ma faccio training autogeno per non dare in escandescenze, ma non ne posso davvero più di avere il mio team ( la mia collega, le due assistenti meravigliose e la collega di sostegno) creare caos mentre sto lavorando con i bimbi: come posso pretendere che si concentrino, se fanno confusione proprio loro? Ne va anche della mia di concentrazione; mi preparo tutto il lavoro delle mie ore, poi perdo la bussola e non so più che fare. Vedremo se la prossima settimana tutto sarà a regime e ci sarà meno dispersione di persone e attività. Forse tutti questi cambiamenti mi stanno destabilizzando... Ho bisogno delle mie sicurezze per rendere al meglio: mi manca Patti e vorrei che le cose tornassero come prima.
Ogni giorno andiamo al lavoro e ogni giorno c'è una brutta notizia, una cosa da risolvere o da aggiustare a livello organizzativo. Poi ci si mettono anche genitori pazzi che pretendono che tutto sia loro dovuto perchè hanno agganci e soldi! Insomma, sta venendo fuori il peggio di tante persone e a volte mi sembra che quello che succede nel nostro piccolo, sia solo un esempio degli avvenimenti sociali e politici e giudiziari della nostra povera Italia... che amarezza!
Unica consolazione: finalmente ho preso il coraggio a due mani e mi sono iscritta in piscina. Ho cambiato centro sportivo e in questo mi hanno assicurato assistenza per accedere in acqua e per andare dallo spogliatoio alla piscina e viceversa. Oggi sono andata con M. ad iscrivermi e insieme siamo andate a lezione di acquakickboxing ( ma quante ne inventano!) per provare ( ma io amo il nuoto libero). La lezione è durata 50 minuti pieni ed io avevo una fame da lupo! Dalla colazione del mattino avevo mangiato solo una banana! Comunque niente male come lezione. Non mi sono fermata nemmeno un minuto e, anche se non potevo fare tutti i movimenti dell'istruttore, ho fatto tanta ginnastica in acqua e mi sento meravigliosamente stanca!
martedì 20 settembre 2011
The pursuing of... nothingness!
Ci sono, sono qui
ma la mia testa e il mio cuore dove sono?
Non sono cosa cerco e quindi non trovo nulla.
Ho mille pensieri, ho voglia di raccontare, parlo con me stessa,
mi intrattengo con mille discorsi,
ma poi, davanti allo schermo del pc,
la mia mente è ferma,
il mio cuore tace,
i mille discorsi si infrangono nel muro del nulla:
è una continua ricerca...
del niente.
venerdì 16 settembre 2011
Una donna che diventa madre
d'un bambino nato da un'altra donna
è come acqua che evapora e si fa nube,
volando in cielo per portare acqua
a un albero nel deserto
Madre Teresa
mercoledì 14 settembre 2011
Sospesa
Sono sospesa,
non sono in me
e trascorro questi giorni senza anima,
senza condimento,
assente
e pur presente con chi mi è accanto.
Tutto questo avviene soprattutto al lavoro dove l'incertezza, la confusione e i cambiamenti mi lasciano inebetita. Per fortuna
divento me stessa
solo con i bambini
che sono tornati pieni di sonno,
abbronzati,
cresciuti,
bellissimi,
lenti ma esuberanti nelle loro corse sfrenate per il cortile,
gioiosi nei loro giochi,
felici di essersi ritrovati,
ridanciani alle mie battute,
tesi ma anche assenti durante le attività...
Se non ci fossero loro, forse non sarei semplicemente sospesa, ma depressa!
mercoledì 7 settembre 2011
Il pensiero nascosto
Il pensiero nascosto è questa lunga e snervante attesa perchè il percorso burocratico dell'adozione inizi davvero e, soprattutto termini nel migliore dei modi. Il pensiero nascosto è anche la paura di questo nuovo iter che inizierà: gli incontri con lo psicologo e l'assistente sociale, le visite mediche, l'analisi minuziosa della nostra vita, del lavoro, della nostra famiglia ecc... So che ci attende un lungo e tortuoso cammino; ne ho affrontate di ostacoli e difficoltà nella mia vita, ma questa ennesima montagna da scalare mi spaventa moltissimo! Una cosa è contare sulle proprie forze e le proprie capacità e limiti, un'altra è dover DIPENDERE da persone che non sempre sono obiettive e giuste e "open-mind"...
Per chi segue il mio percorso o è quasi al termine, accludo un interessante articolo sull'ATTESA nel processo di adozione.
PSICOLOGIA E ADOZIONE
Da due a … tre
Un’attesa da riempire
Di Monica Arcadu
“Le ore in cui si aspetta non hanno la durata del tempo quotidiano. La loro misura non è quella di un pendolo che oscilla regolare, ma quella di un cuore che batte, a spasmi e inciampi. (…) Il tempo dell’attesa ti circonda, ti avvolge interminabile.
È come navigare in un mare di cui non si vede la fine.
Chi sto aspettando? Che importanza ha…
L’importante è che io ora vivo in questa parte dell’universo, nel pianeta dell’attesa, separato e diverso dal pianeta di chi non aspetta nulla e nessuno. E la mia ansia, il mio cuore, i miei pensieri impazziti non si calmeranno…
Si può aspettare qualcuno che ha bisogno di noi o che noi crediamo abbia bisogno di noi, oppure di cui in fondo abbiamo bisogno.
È tempo perso questo aspettare? O è il tempo più necessario e prezioso, il prezzo che dobbiamo pagare all’affetto, alla cura, alla fratellanza?
Chi aspetta davvero è vivo, aspetta sempre con amore… “
(Stefano Benni)
Sembra che il tempo dell’attesa sia immobile, vuoto, sospeso.
In realtà l’attesa è uno stato dinamico, di movimento, di tensione verso qualcosa e per questo pieno di energia da utilizzare.
Attendere fa parte della vita in molte situazioni: l’attesa di una casa, di un lavoro, del risultato di un esame. Tutti abbiamo sperimentato l’attesa, è una condizione della vita. Passiamo in continuazione da uno stato di attesa ad un altro. La vita stessa è fatta di un’attesa dopo l’altra e sono proprio questi momenti a darci l’opportunità per crescere e migliorare. Penso alle parole della canzone di Niccolò Fabi che dice: “…ma tra la partenza e il traguardo/ nel mezzo c’è tutto il resto/ e tutto il resto è giorno dopo giorno/ e giorno dopo giorno è silenziosamente costruire…”. La vita non è solo fatta di grandi momenti, di scoppiettanti occasioni. La vita sta anche nell’attesa, ed è proprio in essa che c’è la possibilità di costruire quello che servirà domani.
Nell’universo adozione l’attesa comincia all’alba, nel momento in cui la coppia decide di voler formare una famiglia adottiva. Spesso questa attesa è stata preceduta da altre attese: quella di avere un figlio biologico che poi non è arrivato e quella legata ai successivi tentativi di procreazione assistita non andati a buon fine.
Il tempo dell’attesa riguarda la coppia che aspira all’adozione, ma riguarda soprattutto i bambini che aspettano di essere adottati, attesa di cui non sono nemmeno consapevoli, attesa di qualcosa di sconosciuto.
Ogni fase del percorso adottivo è permeato da essa, ma il momento più difficile è quello che va dal conferimento del mandato all’arrivo del bambino. Spesso le coppie, in questa fase, vivono un vissuto di abbandono speculare a quello del bambino.
Questa attesa non è uno spazio solo temporale, si tratta di uno stato emotivo ed affettivo, caratterizzato da aspettative e progetti ma anche da paure e dubbi.
Fatica, ansia, rabbia, ma anche desiderio, speranza sono le emozioni più comuni e significative del tempo dell’attesa. C’è l’entusiasmo per quello che arriverà, ma a volte la speranza può vacillare per il tempo che passa. C’è chi si nasconde dietro un apparente disinvestimento, accantonando il pensiero adottivo fino al momento dell’abbinamento, e chi si trova in uno stato di trepidazione continua che paralizza, e in cui le coppie sospendono tutte le altre attività.
Con il dilatarsi dell’attesa si corre il rischio di percepire una sensazione di vuoto che inevitabilmente comporta rabbia e frustrazione e anche quelle coppie, consapevoli dal punto di vista cognitivo, potrebbero chiudersi nei loro bisogni e perdere di vista quelli del bambino, che dovrebbero essere sempre al centro. A questo proposito la funzione principale che può assolvere questo tempo è proprio quella di approfondire, ampliare le competenze e sintonizzarsi maggiormente con la realtà dei bambini. Può aiutare a coltivare e rafforzare il desiderio del figlio per prepararsi all’incontro. É un periodo di trasformazione dove il tempo offre l’opportunità di cominciare un percorso per entrare in contatto con i propri sentimenti e questo può avere effetti maturativi e rappresentare un tempo di vera crescita e fertilità psicologica finalizzato ad una migliore e più profonda preparazione della vita in comune.
Diventare genitori non è un evento, ma è un processo che si sviluppa nel tempo e nella relazione. Il primo passo da fare in questo lungo cammino è costruire uno spazio mentale che possa accogliere il bambino reale con le sue risorse, le sue difficoltà, i suoi bisogni. Questo spazio mentale non deve essere invaso dai propri bisogni e dalle proprie aspettative, affinché sia possibile entrare in contatto con i bisogni del figlio. Il bambino non può e non deve essere chiamato a colmare i bisogni ed i desideri degli adulti.
Il tempo dell’attesa serve come un allenamento emotivo: una coppia che riesce a tollerare in modo sano ed equilibrato l’attesa, riuscirà a non avere fretta con il figlio e sarà in grado di darsi il tempo per conoscerlo e nello stesso tempo di dargli il tempo di fidarsi ed affidarsi.
“L’attesa è una ginnastica del cuore quando fa da palestra ad un grande amore.”
martedì 6 settembre 2011
Entusiasmo, dove sei?
Dunque… il lavoro è ripreso e, quest’anno, l’entusiasmo e la voglia di fare ancora non si mostrano … Mi sento un robot, mi alzo, mi preparo, faccio colazione, mi vesto e scappo al lavoro per arrivare in orario alle riunioni caotiche e piene di parole inutili; parlo con le colleghe, ma mi sento spaesata e inconcludente… Le cose sono ancora poco chiare, non abbiamo insegnanti a sufficienza per coprire le classi e ci manca un’insegnante per coprire l’inglese. La mia unica certezza è che dovrò fare lezione in un’altra classe e forse anche in una seconda classe, ma tutto sarà più chiaro nei prossimi giorni.
Di solito, nonostante le difficoltà e i problemi iniziavo sempre con tanto entusiasmo e tante idee e progetti, ma a tutt’oggi mi sento apatica e passiva. Ma non voglio fare la lamentosa e ingrata; amo il mio lavoro, amo stare con i bambini e scoprire nuove cose con loro; forse ho solo bisogno di un po’ più di tempo.