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venerdì 31 dicembre 2010

Fine di un anno inglorioso!

Non so proprio cosa ci attende nel 2011, ma se il 2010 è stato un anno triste, problematico e pieno di crisi  non credo che il 2011 sarà meglio. Ma mi auguro di vedere un barlume di speranza, una luce che ci conduca fuori da questo tunnel di tristezza e ristrettezze economiche, sociali, morali...
L'augurio che mi faccio e faccio a tutti è quello di ritrovare il sorriso, il coraggio, l'ottimismo, la speranza, la forza di cambiare nel nostro piccolo e di aiutare chi ci sta intorno.
Concludo questo piccolo e breve post con il grande Gianni Rodari che esprime meglio di me quello che sento!










Filastrocca di capodanno
Gianni Rodari

 









Filastrocca di capodanno:
fammi gli auguri per tutto l'anno:
voglio un gennaio col sole d'aprile,
un luglio fresco, un marzo gentile;
voglio un giorno senza sera,
voglio un mare senza bufera;
voglio un pane sempre fresco,
sul cipresso il fiore del pesco;
che siano amici il gatto e il cane,
che diano latte le fontane.
Se voglio troppo, non darmi niente,
dammi una faccia allegra solamente.




mercoledì 29 dicembre 2010

Pensare troppo, agire poco o agire troppo e pensare poco?


Solo da ieri realizzo che sono ancora in vacanza... questi giorni, tra la febbre, il mal di gola, il corri corri generale ( ma davvero è passato Natale?) non ho avuto tempo di capire e gustare il Natale con i suoi annessi e connessi. P. poi ha avuto solo sabato e domenica di riposo: ma tenendo conto che sabato, quindi Natale, eravamo dai suoi, che domenica abbiamo accompagnato mia madre da un'amica in lutto e l' abbiamo trascorsa in auto quasi tutto il giorno e lunedì siamo andati al festival Gospel... beh, è solo da ieri che sono davvero libera e tranquilla quindi... ecco perchè non mi sono sentita in vacanza e che questo Natale è passato davvero sotto tono.
Da qualche tempo c'è un'idea che mi ronza in testa ZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZ. Non è un'idea fissa e fastidiosa, ma è un pensiero che ho da molto tempo, ne ho parlato con P. e oggi l'ho accennato anche a mia madre. Forse non avrei dovuto farlo, ma ormai! Insomma, pensavo che potremmo renderci disponibili per l'adozione e provare a fare la richiesta, anche se so che i tempi sono tremendamente lunghi e non è detto che ci reputino idonei,poi. Però, è un tentativo che potremmo fare.
La vita è strana, ma prima di incontrare P., ho sempre pensato che se mi avessero dato la possibilità, avrei adottato anche da single, o preso in affidamento. 
Mia madre, comunque non mi è sembrata al settimo cielo: invece di mostrarmi entusiasmo e partecipazione, mi ha semplicemente detto " Se è quello che desiderate"... Quindi la delusione è viva e palpitante in lei. Cosa dovrei sentire io, allora? Del resto sono io che non posso avere figli e cerco di accettare con coraggio e sopportazione questo NO della natura. Le mie amiche e colleghe non sanno nulla e io vado avanti come se non fosse successo niente dentro di me, mentre mi sono sentita il mondo crollare addosso e avrei pianto tutti i giorni e mi sarei chiusa in casa e avrei staccato il telefono e mi sarei nascosta al mondo lasciata andare lasciata a non far nulla senza alcun nutrimento morale fisico e biologico. Invece sono qui, col mio dolore silenzioso e pacato, a vivere i giorni con calma, a parlare di tutto e di niente, a cercare di superare tutto con l'amore di P., con la sua vicinanza e presenza, col coraggio e le nostre risate, con i dispetti di bambini grandi, con le nostre mani che si cercano, i nostri cuori che battono vicini, con la forza reciproca che ci sostiene. C'è lui con me, non sono sola, non sono abbandonata a me stessa, sono amata e riamo, sono salda e ferma nel suo abbraccio, non cado anche se a volte vacillo. E sono grata di questo perchè è molto più di quello che avrei mai sperato di avere! 

martedì 21 dicembre 2010

Martedì

Sono due giorni che non riesco a dormire, non capisco perchè. Oggi, risultato di questa insonnia è stato un notevole nervosismo che è esploso tutto d'un tratto a metà mattina. Eppure stavo bene: mi sono alzata tranquilla, sono andata al lavoro ancora più tranquilla. Arrivata davanti scuola, nello stesso momento parcheggiava lo scuolabus di "cicciobello di papà", il mio alunno "speciale" sorridente e pestifero come sempre. Appena entrati, per distrarlo un po', in attesa dei compagni, l'ho portato con me nell'aula computer, speravo di avere qualche momentino per farlo divertire con qualche gioco didattico, ma ho avuto solo il tempo di scaricare una bellissima poesia di Ada Negri sulla neve da proporre ai cucciolotti. Sapevo che era un lavoro difficile per loro, ma amo la poesia e vorrei trasmettergli questa passione, questa voglia di conoscenza che mi era tanto riuscito con gli altri. Ma le generazioni cambiano repentinamente e su 20 bambini, solo 2 o 3 avevano la giusta dose di curiosità e attenzione. Comunque è andata, qualcosa ho combinato; la prossima volta abbasserò il tiro e ci andrò piano. Ma questo mi ha deluso un poco e poi il nervosismo mi ha attaccato come una iena affamata ed è stata dura mantenere il controllo con il "duchino" che non ha nessuna voglia di lavorare da solo e pretende l'assoluta dedizione e devozione da parte mia o della mia collega! Stavo letteralmente uscendo fuori dai gangheri, ma alla fine l'ha avuta vinta lui e, seduto vicino a me, ha eseguito il lavoro mentre davo retta agli altri 19!
Beh, ora mi merito un poco di riposo dopo 3 mesi di tour de force! Non vedo l'ora che sia venerdì!


Neve



 



Sui campi e sulle strade



silenziosa e lieve



volteggiando, la neve cade.



 



Danza la falda bianca



nell'ampio ciel scherzosa,



poi sul terren si posa, stanca.



 



In mille immote forme



sui tetti e sui camini,



sui cippi e sui giardini dorme.

domenica 19 dicembre 2010

Domenica

Il mio compleanno è passato con tanti auguri e qualche bel pensiero da chi mi sta vicino. Purtroppo è capitato in un giorno in cui l'Italia era col fiato sospeso per il voto di fiducia al "berlu" e io l'ho trascorso al lavoro in riunione con i genitori fino alle 7.30 (doveva finire alle 6.15) ma tanto, le ore extra vanno in gloria. Sarebbe stato un insulto ai genitori, chiudere ed andarsene  solo perchè l'orario era trascorso... Venerdì però ho potuto festeggiare con i miei amici e my love: cena da noi e serata finita a giocare al trivial pursuit! My love and me saremmo andati al letto molto prima, ma ci sono persone che non sanno perdere e continuano a chiedere altre occasioni di rivincita, abbiamo fatto le 2 solo per testardaggine! Non ci potevo credere! Certo, perdere non piace a nessuno, ma farlo dignitosamente non è poi così male.
A scuola abbiamo quasi terminato i lavoretti e sono riuscita ad addobbare la classe come volevo, con la partecipazione dei bambini e la gioiosa atmosfera che accompagna questi giorni prefestivi, almeno quando si sta in mezzo ai bambini. Si attende sempre una sorpresa, un miracolo, si spera in qualcosa di indefinito e si desidera tanto: non parlo di cose materiali, nelle loro letterine c'erano giochi e bambole, ma qualcuno mi ha sorpresa chiedendo la salute per i genitori, la gioia di stare insieme e il desiderio di stare sempre vicini.
A volte i bambini ci riservano sorprese inaspettate e una profondità che manca a molti adulti!
Io non ricordo se ho mai scritto la letterina a Babbo Natale, o meglio, ai miei tempi si scriveva a Gesù bambino. Non me lo ricordo ma suppongo di si, ma sono sicura di non avergli mai chiesto una bambola, perchè puntualmente era quella che mi attendeva ai piedi del letto, e io puntualmente, dopo pochi giorni non ci giocavo più o la regalavo.
"Caro Babbo Natale,
saranno milioni o miliardi le richieste che ti arrivano e io non voglio disturbarti più di tanto, ma una piccola cosa te la chiedo lo stesso. Non voglio giochi, nè vestiti nuovi, nè un viaggio, vorrei solo un piccolo bebè, un bambino vero per me e il mio amore, e so che questa non è una richiesta da fare a te, ma ho chiesto a Iddio nei cieli, a Gesù, ho chiesto a Maria e ai Santi ma nessuno di loro ha risposto. Tu potresti esaudirmi? Se non puoi non fa niente, ma potresti portare un po' di pace nel mio cuore così da rendere più accettabile questo NO perentorio del mio orologio biologico? Grazie Babbo Natale"
Io

mercoledì 8 dicembre 2010

A come Abete


8 dicembre, giorno dell'albero di Natale e del presepe. Nella nostra famigliola di varia religiosità o non religiosità, la nostra scelta è caduta da qualche tempo sull'albero di Natale. Io e my love è da tempo che abbiamo assunto questa "tradizione" famigliare e la cosa mi rende felice. Mi fa sentire più "famiglia". Così, anche se è stata una giornata alquanto strana, un po' uggiosa anche nell'animo mio, addobbare il nostro alberello mi ha risollevata un po'.
C'è un senso di pesantezza nel mio cuore dato anche dal fatto che, alla fine. da figlia responsabile, ho richiamato il mio vecchio che non sta molto bene. Avrei tanto voluto non farlo, passare da  figlia cattiva ed egoista non mi dispiaceva poi molto, ma non volevo assolutamente che ci andasse di mezzo mia madre. La porta si è riaperta, non del tutto, ma sarò costretta a risentirlo e forse a rivederlo. Quando starà meglio sicuramente scapperà da lei per rifugiarsi qualche ora nella tranquillità di casa nostra. Sono davvero stanca di questa ipocrisia, ma certe gente non ne può fare a meno e giocoforza ne siamo tutti vittime.
Quello che mi amareggia da qualche giorno è la visione che ha della mia vita: se non ho figli è perchè non li voglio secondo lui, perchè sono presa dal mio lavoro neanche fossi una manager d'assalto! Prima se non mi sposavo era per la stessa ragione. Insomma, siccome non mi comporto come la classica donna che ha in testa ( marito e figli e basta), sono da criticare sempre. Le altre, la "sorellina" strega in testa, siccome è sposata e ha una figlia, è più degna di me! Poi se è una egoista, invidiosa, meschina ecc. non ha importanza, perchè è più DONNA di me!
ANDATE A FARVI BENEDIRE!

 

venerdì 3 dicembre 2010

Venerdi!


Stamattina mi sono svegliata presto, P. è uscito come al solito alle 6.10 e io ho pensato bene di stare ancora un poco sotto le coperte e godermi quel tepore. Mi sono riaddormentata e alle 8 mi sono alzata, ma di andare al centro cliniche per le analisi non me la sentivo proprio! Le farò un altro giorno, che fretta c'è per sapere che il proprio orologio biologico è ormai fermo?

Ho saputo che il "vecchio" è tornato con la sua degna mogliettina; stanno poco bene entrambi ed io, per pura umanità, ho provato a chiamarli ma non rispondono e il cellulare è chiuso. Probabilmente non hanno voglia di parlare con me, come se io ne avessi voglia. Vorrei davvero non chiamarlo, non sentirlo e cancellarlo dalla mia vita una volta per sempre, ed essere davvero una figlia indegna! Perchè non posso vivere in pace? Perchè bisogna sottostare a queste ipocrisie? Sono davvero stanca, stavo bene all'idea che erano in un altro continente, lontani miglia da noi.
Vedremo se sarò ancora in grado di riprendere la cornetta in mano, se sarò in grado di parlare senza che la rabbia e la delusione prendano il sopravvento.

Per ora siamo a venerdì pomeriggio e voglio godermi questo week end di tranquillità. E' stata una settimana abbastanza positiva dal punto di vista lavorativo: i miei pupilli stanno facendo grandi progressi, leggono e scrivono, ognuno secondo le proprie capacità, ma stanno imparando. Ho fatto bene a non arrendermi, a tenere duro e a cercare di spronarli ed entusiasmarli. Ieri abbiamo fatto un lavoro divertentissimo, dovevamo trovare parole con la Z e ne sono uscita con la parola "zerbino", della quale nessuno conosceva il significato. Allora gli ho fatto scrivere una frase, immaginate cosa potrebbe fare questo zerbino? Ne è venuta fuori una lista di cose esilaranti: lo zerbino vola; lo zerbino va in bicicletta; lo zerbino solleva un albero; lo zerbino pesca e così via! Quando ho detto loro cos'era uno zerbino, sono scoppiati a ridere! Poi ognuno di loro ha fatto un disegno sulla propria frase e abbiamo creato il cartellone delle "frasi matte"!

 

giovedì 2 dicembre 2010

Vorrei, ma non posso


Avevo ripreso a scrivere nel mio diario cartaceo, ero così entusiasta in quei giorni, euforica e piena di positività che passavo le giornate al lavoro pensando al rientro a casa e alla voglia di scrivere che sentivo. Per dare più senso a questa voglia di scrivere e seguire il consiglio del mio "maritozzo", avevo anche iniziato a scrivere qualcos'altro. Riprendere il passato non è stato facile, soprattutto perchè la memoria della mia infanzia è molto labile. Per fortuna la mia mami mi è stata di aiuto e anche lei si è fatta prendere dall'entusiasmo e mi ha raccontato di quando sono nata e dei miei primi anni. Sono venute fuori anche molte cose tristi che abbiamo vissuto, io con la mia inconsapevolezza di bambina e lei con la sua ingenuità di giovanissima donna. Questo riprendere le trame del nostro passato ci ha avvicinate di più. Alla fine non si capiva più se dovevamo approfondire le sue vicissitudini o le mie; ma ero io che dovevo ricostruire il mio passato ora e non lei. Ognuna può farlo per conto proprio e poi possiamo confrontarci.


In tutto questo però, all'improvviso mi è quasi crollato il mondo in testa, o meglio una tegola, altrimenti non sarei qui a scrivere. Sono spesso al computer e così il diario cartaceo l'ho accantonato e rieccomi qui. La tegola è la notizia che il mio orologio biologico che faceva un tic-tac sempre più lento, ora si è fermato. Farò le dovute analisi per avere una conferma certa, ma i segnali sono piuttosto seri. Non è facile accettare questo, semplicemente perchè non ho figli e ho sempre desiderato averne, fin da ragazza. Finalmente, dopo anni e anni di solitudine, avevo ed ho trovato l'uomo della mia vita 5 anni fa e speravamo tantissimo di allargarci, di avere almeno un bebè, ma il destino è stato duro e irremovibile.
Mi è capitato spesso in questi anni di immaginarci con un bambino, di sognare ad occhi aperti e già vedevo P. mano nella mano con nostro/a figlio/a andare al parco di fronte casa e giocare sullo scivolo o l'altalena. Oppure noi tre sul divano a leggere per lui/lei qualche favola; a tavola a mangiare insieme o in giro a far spese... Sogni, ecco, solo sogni ad occhi aperti. Nulla di più.
La nostra vita ora è più chiara. Non ci sarà più l'assillo del mese, le preoccupazioni, le visite, i controlli; l'entusiasmo e la delusione subitanei.
Ci siamo noi e la vita continua con noi. Ci abbiamo provato ma l'importante è che siamo ancora qui, uniti e innamorati e questo è davvero quello che conta. Avremmo potuto perderci, avremmo potuto perdere quello che ci lega, ma siamo stati forti. La famiglia nasce da chi si è scelto per vivere e condividere la propria vita e i figli possono completarla se arrivano, ma se non arrivano non vuol dire che la famiglia non c'è più!