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martedì 11 marzo 2014

Seconda casa

Anche oggi di nuovo qui, al consolato italiano di Nairobi: " lasciate ogni speranza, voi che entrate"! ci sta bene questa frase all'entrata di questo antro purgatoriale... questa volta siamo qui per mia mamma. Poichè non bastavano i problemi che abbiamo, se n'è aggiunto un altro, il passaporto scaduto da cinque mesi di mamma!! Non voglio raccontare quello che ci hanno detto al consolato, dove i cittadini dovrebbero essere trattati con imparzialità, rispetto e uguaglianza... Basta che dica che esistono cittadini di serie A e di serie B: indovinate a quella categoria appartiene mia madre o io stessa?
Pensavamo di non dover andare in Somalia, ma visto il problema di mamma, saremo costretti ad andarci, una volta avuto ( si spera) il visto keniota per Duniya.
Forse è proprio destino che io torni nella mia terra natia: devo rivederla, devo fare i conti con il mio passato, nonostante i pericoli, le difficoltà che ci sono, gli "uomini grigi" ( i barbalunga come nel mio racconto), gli scarafaggi umani e non.
Forse è anche un bene perchè così io e la mia piccola partiremo dallo stesso posto, dalla stessa terra ferita, dallo stesso caldo insopportabile, dallo stesso sole, dallo stesso oceano che bagna spiagge bianche ma impure, la loro bellezza sacrificata ai veleni occidentali, dalla stessa città che ha subito umiliazioni e ferite inguaribili; dallo stesso mondo pieno di contraddizioni, pregiudizi, tradizioni, suoni e musica, parole e storie che non saprò cantarle, che non saprò raccontarle.
E allora dovrò insegnarle un altro mondo fatto di nuovi canti, di nuove storie, di nuove idee e costruire la nostra storia di FAMIGLIA!

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