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giovedì 6 marzo 2014

Pomeriggio

Qui, nel mio angolo, osservo un piccolissimo frammento di vita kenyota.È il momento del rientro, come in ogni parte del mondo, si ritorna a casa dopo una giornata di lavoro, per chi ha lavorato, per altri si continua a cercare qualche guadagno. Il traffico lento aiuta i vari venditori ambulanti nell'ultima occasione di vendere qualche banana, qualche giornale a quell'impiegato che non ha avuto tempo di comprarlo, qualche pezzo di canna da zucchero... Ma pochissimi hanno pietà di questi venditori, miti, umili, discreti e dignitosi,perché non insistono mai. Passano tra le macchine discreti e muti, parlano con i gesti, con gli sguardi.
L'Africa non è per i deboli di cuore come noi, per i sensibili occidentali. Perché a Roma ci facciamo intenerire dai lavavetri, dai "beggars" dell'Est, con la gamba amputata o la stampella? 
Però ho sempre comprato il giornale dai venditori ai semafori, li ritengo utili e comunque lavorano...

Questa settimana siamo usciti ogni giorno. Ormai il consolato  è diventata la nostra meta settimanale. Lunedì è stato alquanto tragico: siamo andati per avere novità, ma il signor "attaché"' all'inizio non ci voleva ricevere... Beh, ho ceduto al nervosismo e alla debolezza e sono scoppiata a piangere. L'impiegata si è commossa ed è andata dal tipaccio che, dopo un quarto d'ora ci ha ricevuto. È un burocrate senza spina dorsale, vile anche perché fa finta di essere solidale e comprensivo, ma non lo è affatto. Anzi, perde tempo, mente,  e non si espone, non  è chiaro. Ripete all'infinito le stesse cose, a voce e per iscritto.
Gli abbiamo chiesto qual è il problema, gli abbiamo dato tutta la nostra  disponibilità per ulteriori chiarimenti. Ma non gli interessa. Quello che disturba ( anche se comprensibile e legittimo)è che ci sentiamo accusati di qualcosa di poco pulito, come se fossimo dei trafficanti di bambini, quando c' è un tribunale che ci ha affidato la bimba! Il problema è proprio questo... Che per loro il tribunale somalo non è credibile, non è affidabile. Questo è davvero triste...
Se l'Italia riconoscesse la kafala, ora saremmo già con nostra figlia; il CAI ci avrebbe rilasciato il visto d'ingresso e saremmo già nello stato di pre adozione...  Se, se, se....

 


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