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giovedì 2 dicembre 2010

Vorrei, ma non posso


Avevo ripreso a scrivere nel mio diario cartaceo, ero così entusiasta in quei giorni, euforica e piena di positività che passavo le giornate al lavoro pensando al rientro a casa e alla voglia di scrivere che sentivo. Per dare più senso a questa voglia di scrivere e seguire il consiglio del mio "maritozzo", avevo anche iniziato a scrivere qualcos'altro. Riprendere il passato non è stato facile, soprattutto perchè la memoria della mia infanzia è molto labile. Per fortuna la mia mami mi è stata di aiuto e anche lei si è fatta prendere dall'entusiasmo e mi ha raccontato di quando sono nata e dei miei primi anni. Sono venute fuori anche molte cose tristi che abbiamo vissuto, io con la mia inconsapevolezza di bambina e lei con la sua ingenuità di giovanissima donna. Questo riprendere le trame del nostro passato ci ha avvicinate di più. Alla fine non si capiva più se dovevamo approfondire le sue vicissitudini o le mie; ma ero io che dovevo ricostruire il mio passato ora e non lei. Ognuna può farlo per conto proprio e poi possiamo confrontarci.


In tutto questo però, all'improvviso mi è quasi crollato il mondo in testa, o meglio una tegola, altrimenti non sarei qui a scrivere. Sono spesso al computer e così il diario cartaceo l'ho accantonato e rieccomi qui. La tegola è la notizia che il mio orologio biologico che faceva un tic-tac sempre più lento, ora si è fermato. Farò le dovute analisi per avere una conferma certa, ma i segnali sono piuttosto seri. Non è facile accettare questo, semplicemente perchè non ho figli e ho sempre desiderato averne, fin da ragazza. Finalmente, dopo anni e anni di solitudine, avevo ed ho trovato l'uomo della mia vita 5 anni fa e speravamo tantissimo di allargarci, di avere almeno un bebè, ma il destino è stato duro e irremovibile.
Mi è capitato spesso in questi anni di immaginarci con un bambino, di sognare ad occhi aperti e già vedevo P. mano nella mano con nostro/a figlio/a andare al parco di fronte casa e giocare sullo scivolo o l'altalena. Oppure noi tre sul divano a leggere per lui/lei qualche favola; a tavola a mangiare insieme o in giro a far spese... Sogni, ecco, solo sogni ad occhi aperti. Nulla di più.
La nostra vita ora è più chiara. Non ci sarà più l'assillo del mese, le preoccupazioni, le visite, i controlli; l'entusiasmo e la delusione subitanei.
Ci siamo noi e la vita continua con noi. Ci abbiamo provato ma l'importante è che siamo ancora qui, uniti e innamorati e questo è davvero quello che conta. Avremmo potuto perderci, avremmo potuto perdere quello che ci lega, ma siamo stati forti. La famiglia nasce da chi si è scelto per vivere e condividere la propria vita e i figli possono completarla se arrivano, ma se non arrivano non vuol dire che la famiglia non c'è più!

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