Solo da ieri realizzo che sono ancora in vacanza... questi giorni, tra la febbre, il mal di gola, il corri corri generale ( ma davvero è passato Natale?) non ho avuto tempo di capire e gustare il Natale con i suoi annessi e connessi. P. poi ha avuto solo sabato e domenica di riposo: ma tenendo conto che sabato, quindi Natale, eravamo dai suoi, che domenica abbiamo accompagnato mia madre da un'amica in lutto e l' abbiamo trascorsa in auto quasi tutto il giorno e lunedì siamo andati al festival Gospel... beh, è solo da ieri che sono davvero libera e tranquilla quindi... ecco perchè non mi sono sentita in vacanza e che questo Natale è passato davvero sotto tono.
Da qualche tempo c'è un'idea che mi ronza in testa ZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZ. Non è un'idea fissa e fastidiosa, ma è un pensiero che ho da molto tempo, ne ho parlato con P. e oggi l'ho accennato anche a mia madre. Forse non avrei dovuto farlo, ma ormai! Insomma, pensavo che potremmo renderci disponibili per l'adozione e provare a fare la richiesta, anche se so che i tempi sono tremendamente lunghi e non è detto che ci reputino idonei,poi. Però, è un tentativo che potremmo fare.
La vita è strana, ma prima di incontrare P., ho sempre pensato che se mi avessero dato la possibilità, avrei adottato anche da single, o preso in affidamento.
Mia madre, comunque non mi è sembrata al settimo cielo: invece di mostrarmi entusiasmo e partecipazione, mi ha semplicemente detto " Se è quello che desiderate"... Quindi la delusione è viva e palpitante in lei. Cosa dovrei sentire io, allora? Del resto sono io che non posso avere figli e cerco di accettare con coraggio e sopportazione questo NO della natura. Le mie amiche e colleghe non sanno nulla e io vado avanti come se non fosse successo niente dentro di me, mentre mi sono sentita il mondo crollare addosso e avrei pianto tutti i giorni e mi sarei chiusa in casa e avrei staccato il telefono e mi sarei nascosta al mondo lasciata andare lasciata a non far nulla senza alcun nutrimento morale fisico e biologico. Invece sono qui, col mio dolore silenzioso e pacato, a vivere i giorni con calma, a parlare di tutto e di niente, a cercare di superare tutto con l'amore di P., con la sua vicinanza e presenza, col coraggio e le nostre risate, con i dispetti di bambini grandi, con le nostre mani che si cercano, i nostri cuori che battono vicini, con la forza reciproca che ci sostiene. C'è lui con me, non sono sola, non sono abbandonata a me stessa, sono amata e riamo, sono salda e ferma nel suo abbraccio, non cado anche se a volte vacillo. E sono grata di questo perchè è molto più di quello che avrei mai sperato di avere!
Donna nera, moglie, insegnante, (dis)ABILE e attempata NEO-mamma; black woman, wife, teacher, (dis)ABLE and almost middle-aged, new-mommy. La mia vita, le mie riflessioni; my life and my thoughts.
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mercoledì 29 dicembre 2010
Pensare troppo, agire poco o agire troppo e pensare poco?
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