Domenica, 18 Marzo 2007
A volte, la mattina, quando non devo correre al lavoro, quando posso prendermela comoda e assaporare il tempo e la sua disponibilità, mi capita di fare due chiacchiere sul passato con mia madre. Forse è l’età, ma lei sembra molto legata agli eventi del passato e ora come non mai, me ne fa partecipe e i racconti vengono snocciolati senza remore, senza paura di poter recare dolore o rimpianto. Segue ciò che le detta il cuore ed io divento spettatrice involontaria di cose che ho vissuto anche io, ma che da bimba di 3, 4 anni, non potevo assolutamente capire.
Stamani è stato il ricordo di quando mi ha dovuta lasciare dalla nonna, ad appena 3 anni per partire e venire qui. Era così fragile e tenera nel ricordare, nel raccontare come i bambini non possono capire davvero cosa gli si dice, almeno non in un’età così piccola: “ mamma deve andare, ma quando torna ti porterà un bel vestito!” “si, un bel vestito” risposi. Passarono quasi tre anni prima che ci potessimo rivedere e fui io a raggiungerla….
Mi lasciò dai nonni e da mio padre ed io ho immagini di quel periodo, come di istantanee, senza sentimento né coinvolgimento, immagini di una bimba magrissima, incapace di correre e camminare, alla mercè di altri bambini, fratelli, vicini di casa, amici che scappavano da tutte le parti, correvano e giocavano, mentre io gattonavo vicino casa e li osservavo. Non ricordo molto di allora e forse è meglio così perché credo che sarebbe doloroso e lacerante e un po’ lo è il solo “osservare” quelle istantanee mentali.
Certo che anche per mia madre è stato lacerante lasciarci così ed affrontare un mondo sconosciuto alla sua giovanissima età, ingenua e speranzosa come solo i giovani possono esserlo. Ma ora, possiamo dire di essercela cavata tutti e tre, mia madre, io e mio fratello, in modo egregio nonostante la durezza e l’asprezza della vita e delle situazioni che abbiamo affrontato. E’ stato come camminare contro il vento tutto il tempo, con queste spinte a trascinarci indietro: si faceva un passo ed ecco che si tornava indietro di due, di tre…
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