Intanto il clima qui a Nairobi è tesissimo, ieri ci sono stati due esplosioni, morti e tantissimi feriti; sabato era stato il turno di Mombasa. I turisti stanno abbandonando la città, ma noi, che non siamo turisti? Dobbiamo rimanere bloccati qui?
Mi dispiace essere così bloccata in questo pensiero fisso nel desiderio, ora che Duni è con noi, di poter essere a casa nostra.
Non riesco a pensare ad altro. Chiusi come siamo sempre in casa. Non abbiamo contatti col mondo esterno, non conosciamo nessuno, non frequentiamo nessuno. Siamo sempre e solo noi.
Non riesco nemmeno a raccontare di noi, dei progressi della piccola, delle sue risate improvvise per un gesto ed un suono che faccio; del suo sgranare gli occhi quando le canto una melodia dal canale baby tv di cui è appassionata; dei miei dubbi se sia bene o male farle vedere la tv a soli sei mesi; se sia un bene o un male sentir parlare lingue diverse; delle mie difficoltà fisiche per occuparmi di lei( ad esempio un giorno che eravamo al mall e dovevamo cambiarla, al bagno degli uomini non c'era l'angolo per il cambio pannolini, quindi siamo dovuti entrare entrambi, mio marito ed io, in quello delle donne per poterla cambiare...): il fatto che non posso prenderla in braccio se sto in piedi, il fatto che per farle il bagno ho bisogno dell'aiuto di mio marito e... Tante altre cose che mi spaventano se ci penso e che questa situazione di stallo mi aiuta a tenere da parte. Ma guarda un po', ho trovato una cosa positiva in questa nostra assurda situazione!
Che dire, non ci sono parole. La magia che avreste dovuto vivere con l'avvento della vostra piccolina si è trasformata in un incubo. Però Duni c'è, è lì con voi, si addormenta accanto a voi e si sveglia con voi. E forse, provando a lasciare fuori i brutti pensieri, le difficoltà e la rabbia, anche se non è facile, puoi provare a concentrarti solo su tua figlia e sull'immensa gioia che ti dà. Sei una grande donna Rahma, non dimenticarlo!
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