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venerdì 5 aprile 2013

Ricordo: 5 Aprile 2008

Quel giorno non mi ero alzata molto felice: le settimane precedenti erano state tese, nervose, il mio stomaco era accartocciato, non dormivo e in casa c'erano continue tensioni e discussioni. Ma quando mai, quando uno si sposa c'è così nervosismo e rabbia? Infatti non era il matrimonio tanto desiderato della mia vita e non perchè non amassi il mio futuro marito: lo amo e lo amavo immensamente e non vedevo l'ora di iniziare la mia vita con lui! Ma si sa com'è quando ci si ritrova catapultati in due mondi diversi, in due culture diverse e in una religione che non è mai stata tua... alla fine, per non creare altri attriti in famiglia, per non deludere mia madre ( immaginate: il matrimonio di una figlia è un desiderio che si avvera anche per lei) e poter finalmente iniziare la nostra vita insieme. Il mio futuro maritino era sceso a compromessi anche lui per quieto vivere. Siamo arrivati al luogo dell'appuntamento vestiti abbastanza normalmente, io mi ero solo portata uno scialle bianco, per il resto indossavo un pantalone nero e un maglia scura anch'essa: questo colore era anche quello del mio animo, ero particolarmente nervosa e arrabbiata, soprattutto con mio padre che aveva organizzato questa messinscena e in quel periodo eravamo proprio in lite, ci parlavamo da pochissimo dopo due anni di silenzio assoluto. Due anni di pace per me, finalmente libera da quel legame ipocrita... invece rieccoci lì, fintamente in pace e padre e figlia. Il celebrante ci aveva accolto in casa sua, in una stanza piena di tappeti e cuscini: era una persona colta e preparata e, di fronte a persone del genere, mio padre si sente piccolo e ignorante e si comporta nel modo peggiore, da gradasso. Mi vergognavo e vedevo mia madre imbarazzata ed infelice, non avrebbe mai pensato che il matrimonio di sua figlia sarebbe stata una cosa così meschina e arrangiata... Il celebrante cercava di metterci a nostro agio, ci spiegò cosa sarebbe accaduto, ci spiegò cosa dovevamo dire e la cosa finì in poco tempo; le parole del celebrante furono molto belle ed intense, fu lui a salvare quella situazione di disagio, dando senso alla promessa che ci facevamo, dandole la giusta importanza. Tutto il resto era sbagliato, ma le parole furono le più belle e giuste.
Ora, se vado a rivedere le foto, anch'esse scure come il mio animo, per mancanza di una giusta dose di luce, vedo una persona piccola e arrabbiata, lì in quel salotto pieno di tappeti e cuscini e quadri ed una piccola tv appesa in alto che proiettava il video di un classico matrimonio somalo con balli e canti delle donne: tutto ciò che non ho avuto io in quello che doveva essere il giorno più bello della mia vita!
Per fortuna, qualche mese dopo, abbiamo avuto il nostro vero matrimonio, organizzato come volevamo, semplice ma pieno delle persone più care per noi!

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