Non mi sento affatto euforica o energica, frizzante o eccitata. Forse tutto l'opposto. Non do la colpa a queste giornate freddine, piovose e tuonanti. Mi è sempre più faticoso ricominciare in questi ultimi anni, sarà l'età, sarà che ogni nuovo anno scolastico ha mille incertezze, caos, problematiche...
Stamattina quindi non ero l'essere più felice di questo mondo arrivata davanti alla scuola. Ma non sono una che si tira indietro e fa finta di lavorare: ripeto amo il mio lavoro e non vedo l'ora di poter inventare cose, progettare le mie lezioni, organizzare tutto ciò che concerne la mia attività con i miei pupils. Comunque arrivata a scuola ho cercato l'aula dove si riunivano le mie colleghe di disciplina e quelle delle medie erano già sedute ad organizzarsi i loro progetti e orari; una volta arrivate anche le altre colleghe della primaria abbiamo iniziato ad organizzare la giornata. All'inizio hanno detto che dovevano organizzare le loro programmazioni, ma quando hanno capito che non era il caso ( il preside vuole che si lavori insieme per il curricolo) hanno fatto buon viso a cattivo gioco. Io ho chiesto se potevamo leggere insieme le indicazioni nazionali per farci un'idea di quello che dobbiamo scrivere nel curricolo ( anche se le nostre progettazioni sono prese dalle indicazioni nazionali, quindi sono a posto dal punto di vista di un curricolo didattico!!) ma loro hanno cominciato a lamentarsi degli alunni che escono dalla scuola primaria, che non sanno l'inglese, non riconoscono un verbo da un nome e così via. Beh, francamente mi sono sentita proprio offesa, perchè, insegnando anche italiano, sto molto attenta che i miei studenti siano preparati in grammatica e non trascuro il collegamento tra le due lingue. Mi sono sentita punta sul vivo e non credo che sia giusto generalizzare così!
Insomma, non è stata affatto una giornata fruttuosa. Alla fine, dopo il break caffè si sono ritirate nel loro gruppo e noi nel nostro. E' vero anche che non noi non avevamo abbastanza materiale con il quale lavorare, ma questo non giustifica il loro comportamento.
L'unica cosa positiva è che ho conosciuto una collega con la quale potrò confrontarmi e programmare sia in italiano che in inglese!
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