Questi ultimi giorni sono stati alquanto impegnati e questo è solo l'inizio! Nonostante io sia in ferie ( eh già, i fatidici 3 mesi di vacanza di cui tutti parlano quando sanno che sono un'insegnante e per di più delle elementari!!) o meglio, "A DISPOSIZIONE", fino a metà luglio, quando inizieranno le vere ferie; abbiamo un gran da fare in casa e fuori casa. Innanzitutto devo intrattenere la mia nipotina e all'inizio è stato un po' faticoso... riprendere una quotidianità sconosciuta ad entrambe non è stato facile. Lei vive negli Stati Uniti, parla solo inglese e ha abitudini diverse e in più, erano quattro anni che non ci vedevamo! Ma è bello averla qui e so che pian piano, riprenderemo il nostro legame che si interrompe ogni volta che riparte. Oggi va già un po' meglio, è più sciolta, si sente a casa propria e cerca di fare da sola tutto, anche se non sa come funzionano le cose.
Ieri è venuto mio padre, suo nonno, quindi siamo stati a casa e abbiamo mangiato, chiacchierato del più e del meno in tre lingue diverse e cercato di essere affabili e pazienti tra di noi. Ormai ho capito che devo mantenere una facciata di "disponibile affabile ipocrisia", una cosa che ho sempre odiato fin da ragazzina e che mi mandava in bestia. Si vede che sono cresciuta; ho sempre pensato che è proprio brutto CRESCERE se si deve sottostare a tali compromessi!
Sabato abbiamo avuto l'ultimo incontro con il GIL; è stato molto emozionante e quasi quasi, mi dispiaceva terminare questi incontri... L'assistente sociale, prima di concludere, ci ha chiesto come immaginavamo questo/a bambino/a.... un brivido mi è salito lungo la schiena. E ora cosa dico? Quali parole uso? Per fortuna non ho dovuto iniziare io a parlare e così ho avuto modo di riflettere. In fondo, non avevo un' immagine nella mia testa, non vedo questo bambino o questa bambina. Vedo solo questo lungo e faticoso percorso; questa altissima montagna da scalare e non so se riusciremo a vederne la cima; ho detto questo e aggiunto che l'unica cosa che vorrei, se avremo l'idoneità e qualora ci sarà una creatura da accogliere, di qualsiasi età, di potergli dare SICUREZZA, quella che io non ho mai avuto da bambina. La sicurezza che solo un padre ed una madre ti possono trasmettere che trasforma in adulti equilibrati e sicuri di se stessi.
Con alcuni delle altre coppie ci siamo scambiati i numeri di telefono e proprio poco fa mi è arrivato un messaggio per incontrarci per una pizza... vedremo. Però abbiamo messo così tanto di noi stessi in questi incontri, ci siamo così aperti e abbiamo condiviso così tanto che forse un legame lo abbiamo lasciato, chissà!
Donna nera, moglie, insegnante, (dis)ABILE e attempata NEO-mamma; black woman, wife, teacher, (dis)ABLE and almost middle-aged, new-mommy. La mia vita, le mie riflessioni; my life and my thoughts.
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lunedì 27 giugno 2011
Quotidianità
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