"Luce" è il nome che ha scelto mia madre, ma non è registrato da nessuna parte. E' scritto nella nostra memoria, nella nostra storia "orale", così come "Mondo" è il nome che lei usa per chiamarmi, per dirmi "Ti voglio bene", ti ho voluta, desiderata e conti, sei importante. Ma anche questo nome non è registrato da nessuna parte, non risulta nel mio certificato di nascita nè in nessun documento.
Poi c'è "Grazia", il nome non scelto ma imposto, che segna la mia vita, che è scritto dappertutto, che è storpiato, balbettato, pronunciato e mispronunciato, odiato e amato, accettato come un destino che non si può cancellare, ma che segna, che identifica, che rende "persona" (poi che si sia graditi o no...) perchè risulta in tutti i documenti, le carte, le lettere, le cartoline, i quaderni, le pagelle, ecc, ecc.
Infine c'è di nuovo "Luce", scelto per definire, per chiamare una sorella che non ci ama più, che non ci vuole più, che è fuggita in un mondo tutto suo, opposto al mio, lontano, distante. Una sorella desiderata, amata, pianta, vezzeggiata, coccolata, consolata, sostenuta, ammirata, stimata... Una sorella sconosciuta, ormai persa. E la "Luce" è divenuta buio, oscurità, smarrimento, solitudine, desolazione.
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