Una delle cose che in questi due mesi mi rende intollerabile andare avanti con la mia vita è il fatto che questi tizi del consolato pensino che stiamo cercando di aggirare le leggi sull'adozione internazionale!!
Se fosse così non avremmo intrapreso il lungo e faticoso iter adottivo, non avremmo atteso tre anni dal nostro matrimonio come recita la legge, non ci saremmo sottoposti ad indagini fisiche (controlli medici), psicologiche e sociali. Non avremmo passato notti insonni a chiederci " ma ce la faremo? Ci valuteranno idonei?"
Abbiamo accettato tutto solo per il bene ultimo, accogliere nella nostra vita e nella nostra casa un bimbo od una bimba. Non ci siamo nemmeno tirati indietro davanti all'adozione nazionale, eravamo consapevoli di tutto: delle difficoltà che questo iter ha, delle mie difficoltà fisiche, so benissimo che non è facile crescere un figlio, figuriamoci poi se l'eta' e la propria condizione fisica rendono il tutto ancora più arduo. Sono una persona con problemi di deambulazione, so quali sono i miei limiti fisici ma so anche quali sono le mie capacità e le mie doti.
L'iter adottivo è stato difficile ma ci sono stati tanti momenti che ci hanno arricchito, soprattutto gli incontri con lo psicologo, il suo ascoltarci, la sua stima alla fine del percorso, l'incontro al convegno di Ciampino e l'interesse genuino di molte persone del "mestiere". Abbiamo capito quanto è importante intraprendere questo cammino con cuore e con mente, con consapevolezza e a volte a cuor leggero e moltissima pazienza!
Non lo hanno capito certi burocrati di questo mondo, più interessati alle norme, alla politica, agli stereotipi e al loro tornaconto. Troppi interessi economici e il governo dovrebbe vigilare e ridurre gli enti e renderli semistatali, con un listino prezzi per le pratiche burocratiche.
So che viviamo in un mondo imperfetto e l'Italia lo è ancora di più su certi fronti. So che si ha paura del diverso in fatto di etnia e di religione e quindi, ancora di più si ha paura di ratificare la Convenzione dell'Aja in merito alla Kafala. È dal 1996 che l'Italia non emana una legge per regolamentare la Kafala secondo le norme dell'adozione internazionale e ci sono migliaia di bambini in attesa di vedersi accolti in una famiglia; ci sono centinaia di genitori che attendono di accogliere i loro bambini in affido- kafala. In questi venti anni si sono succedute troppe legislature e questa ratifica attende di vedere luce da allora! Come tante altre leggi, del resto. Ma non avrei mai pensato di trovarmi anche io in questa tempesta!
La mia bambina, la mia Duniya è qui accanto a me, ma anche a noi, come tante altre famiglie è stato negato il visto d'ingresso per lei in Italia. Cosa dovremmo fare ora secondo loro, rispedirla in Somalia e tanti saluti?Perché sono così duri e infimi? Bastava rispettare la sentenza della Cassazione di settembre e avrebbero avuto la coscienza pulita!
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