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lunedì 16 settembre 2013

CHIT-CHAT

Questo week end non è stato male affatto: impegni di famiglia e di amici. Anche se non mi sono riposata, sono stata molto contenta di avere a cena i nostri amici, di sentirli a loro agio, di ascoltarli parlare di politica, di costume, pure di futilità. Nonostante ad una certa ora non riuscissi a stare sveglia, sono stata davvero felice di averli qui, di cucinare per loro e di vederli assaporare i miei semplici piatti. Amo dividermi la preparazione della cena con Paolo, a lui è toccato il primo e a me il secondo.
Sabato siamo andati dalla sua famiglia per il compleanno di mia suocera, la miglior suocera che ogni nuora possa desiderare! Abbiamo festeggiato il suo compleanno semplicemente e la piccola Irene è voluta venire anche lei, così siamo passati a prenderla. Irene grande e Irene piccola, nonna e nipote che si vogliono un bene dell'anima. Appena entrati, nonna Irene ci ha chiesto : " E allora questo bimbetto arriva o no?" Beh, mi sono un po' emozionata e commossa ed ho capito che, anche se non ci chiedono nulla, non ci tartassano di domande, anche loro stanno aspettando con ansia che il nostro sogno si realizzi.
Ora più che mai desidererei che si avverasse, ora che sono ancora lucidi e forti e possono godersi un/a nipotino/a; ora che potrebbero insegnargli tante cose, raccontargli tante cose come fanno come me e gli altri nipoti. Ora che potrebbero trasmettergli conoscenze e detti. Tutto ciò che può rendere un bimbo sicuro della sua storia e della sua famiglia. Mi piacerebbe molto che imparasse a conoscere i suoi mondi, attraverso i suoi nonni paterni e materni... Mi piacerebbe moltissimo!
Ma chissà quanto dovremo attendere!
Intanto la scuola è iniziata, i bimbi sono gli stessi, con le loro distrazioni, le loro capacità e difficoltà; più grandi di qualche mese, ma in fondo ancora piccoli ed immaturi. Stesse dinamiche di sempre, ma ancora poco entusiasti di affrontare questo nuovo anno: non sarà mica che sentono la mia "distrazione di cuore"? Mi sento così poco coinvolta: in fondo speravo di non tornare e quindi mi sento poco entusiasta anche io! Quest'anno poi, che rimango sempre e solo in classe mia e potrei fare mille cose! Uffà! 
Oggi poi è venuta la mamma di N. a parlare con noi: il figlio non vuole venire a scuola e ha iniziato a mostrare insofferenza e rifiuto. Anche se lei dice che è per le sue difficoltà di disgrafia e disortografia ( che solo ora lei ha chiesto di verificare in suo figlio! e noi glielo dicemmo già l'anno scorso quando decise di iscriverlo da noi, ma si è fidata del suo amico neuropsichiatra) e si sente inadeguato. Mentre noi pensiamo che il problema principale sia il grande bisogno di questo bimbo di avere la sua mamma vicino ( lei stessa ci ha confidato che lui le ha detto " mamma tu pensi solo ai tuoi bimbi del lavoro e a me non pensi mai e non ti preoccupi dei miei problemi"). Non lo so, ma devo essere sincera, a me questa donna non è mai piaciuta molto, per tre anni ci ha fatto tira e molla per segnare suo figlio da noi, prima si, poi no, e lo scorso gennaio, a scuola iniziata e in terza (!!!) si è decisa a cambiargli scuola e a portarlo da noi. Oramai, le sue difficoltà sono profonde sull'ambito disgrafico e disortografico, cosa possiamo fare noi con altri sei bambini che hanno più o meno le stesse difficoltà? Ma perchè??
Va beh, lasciamo perdere va, mi dispiace solo che non veniamo mai ascoltate per tempo!

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