Poco fa ascoltavo un'amica-cantante, tra le sue canzoni c'è una ninna nanna somala che ho sempre sentito cantare da mia madre: voglio impararla bene per poi poterla cantare anche io. Non conosco ninne nanne, a parte quella somala che è davvero un classico, ancestrale, non conosco altre ninne nanne: anche in italiano, so qualcosa ma a pezzi, niente di ben definito. Anche questo fa parte del mio passato, della mia assenza quasi di radici salde. Non è bello non sapere dove aggrapparsi... o forse si, perchè posso trovare appigli dovunque: in Italia, in Somalia, in America; perchè la mia mente è piena, inframezzata da canti diversi; un potpourri di varie cantilene; posso iniziare in una lingua e finire in un'altra dopo averne attraversata una terza!
Abbiamo molto da dare credo: soprattutto tanta libertà di pensiero, di riflessione, di sentirsi parte di un unico mondo e non di un unico paese.
Ma non voglio correre con i sogni, non voglio avventurarmi in illusioni perchè sono pericolose.
Per qualche giorno sono stata inebetita, non sapevo cosa fare, cosa pensare; passavo dalla voglia di chiamare dappertutto allo spavento totale, paralizzante; dalla calma all'agitazione sotterranea; tutti a chiedere: "E ora? cosa succede? cosa dovete fare?" Difficile spiegare, non lo sappiamo bene nemmeno noi...
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