Ho guardato con stupore le lanterne prendere quota verso un cielo terso e pieno di stelle, in lontananza qualcuno già sparava i suoi botti di fine d'anno, quel pezzo di cielo si riempiva di luci colorate e fumo; altre lanterne si univano alle nostre che lentamente sparivano nell'oscurità, portando via le tristezze di questo vecchio anno che grava ancora sulle nostre spalle.
La tavola era imbandita, piena di cibarie varie che riempivano già gli occhi facendoci sentire pieni; le chiacchiere passavano di bocca in bocca, la saggezza delle persone più in là negli anni attraversava le mie orecchie per giungere al cuore di tenera comprensione e gratitudine; la speranza mai spenta in queste riflessioni per un futuro così incerto: non era la preoccupazione per se stessi ma per i giovani: ce la faranno? Ho risposto che pensavo di si, che se in passato, con difficoltà maggiori, i giovani ce l'avevano fatta, ce la faranno anche questi, sperando senza dover fare una rivoluzione...
Sono grata ai miei amici per aver condiviso con noi cibo e affetto, per aver salutato insieme un anno vecchio, duro e triste e aver accolto con abbracci e brindisi questo fresco e nuovo 2013 che però... sa anche molto di polvere e naftalina... da dove viene?
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