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venerdì 9 marzo 2012

Forse, forse

In questi giorni sono molto stanca: ho fatto davvero tante cose al lavoro, a volte con soddisfazione e fatica, altre con fatica e sudore. Sono successe anche tante cose intorno a me. Le visite mediche sono finite riguardo all'Ad, anche quella con lo psicologo; mancano un paio di incontri e dopo, tutto sarà pronto e rimarrà l'angosciosa e lunghissima attesa della chiamata del giudice per incontrarci.

Sono successe anche altre cose intorno a me; la collega che sta poco bene, sta peggiorando a vista d'occhio, ma non si sa cosa ha; fatica a camminare, trascina le gambe e si sta indebolendo anche alle braccia; sta facendo accertamenti ma non ha ancora risposte certe... mi domando io, ma come si fa? che razza di medici la stanno visitando?

Un'altra collega, neosposina, finalmente ha scoperto di essere incinta, ma dopo una settimana ha scoperto che è una gravidanza extrauterina ed è... in attesa di un aborto spontaneo... E' piena di rabbia, ce l'ha con gli uomini ( in senso generale) e Dio... Non è facile per me consolarla, ma l'ho abbracciata e consigliata, tutte ci siamo prodigate ad aiutarla, con numeri di ginecologi vari, ecc; ognuna ha detto la sua ed io... mi sono sentita all'improvviso, triste, vuota ed inutile. Lei ora farà tutto il possibile per avere un figlio ( ma è giovane, giovanissima!) e mi sono chiesta: Io, ho fatto davvero tutto il possibile? Per un momento mi è venuto questo pensiero che forse non ho fatto abbastanza, che forse anche io potevo andare da quella luminare ginecologa che ha aiutato casi disperati, senza arrivare all'eccesso ( vedi inseminazione ecc). Ma forse, il mio destino era un altro, il mio destino è la strada che abbiamo scelto io e il mio amore. Si, la nostra strada è questa e devo essere orgogliosa di questo, perchè l'essere madre è quello di accogliere un bambino, di pancia o di cuore che sia. Con serenità e coraggio e pazienza. Non sempre si può essere pronti.

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