Da “ Leggere Lolita a Teheran” di Azar Nafisi:
“Una volta le chiesi come mai avesse abbandonato il realismo per l’astrazione.<La realtà è diventata così insopportabile,> rispose <così deprimente che ormai so dipingere soltanto i colori dei miei sogni>
<I colori dei miei sogni> ripetevo tra me. Mi piaceva. Quanti possono dipingere i colori dei propri sogni? “
Già, davvero, quanti? Tu ci riesci? Io ci riesco? Forse a volte si, quando riesco a far sognare qualcuno attraverso un racconto, una poesia o un pensiero espresso senza tante barriere e impedimenti logici.
Oggi sono andata in centro, una specie di mattinata di libertà. In fondo mi piace andare in posti che conosco da tempo e amo molto andare in libreria: gironzolare tra gli scaffali e leggere i frontespizi dei libri in vendita. Compro secondo l’ispirazione e a volte mi ritrovo in mano libri che ho già toccato e osservato ma che, lì per lì, non mi hanno “dato la scossa”. Oggi invece ne ho comprati due: “Leggere Lolita a Teheran” della Nafisi ( a proposito Nabokov mi perseguita da un po’, forse è il caso che legga qualcosa scritto da lui) e “Mille splendidi soli” di Hosseini. Così per un po’ di tempo sono “coperta”…
Ho letto moltissimo questa estate, indubbiamente non ho sofferto di astinenza e ho attinto anche alla mini biblioteca delle mie nipoti che ho anche arricchito con altri libri tra i quali l’ultimo di Harry Potter: non dovrò aspettare mesi per sapere ciò che succede al maghetto e ai suoi amici! Ma non dirò nulla di più per non deludere chi aspetta l’edizione in italiano.
Il libro della Nafisi mi ha già catturato, un po’ come “L’ombra del vento” di Zafon che non riuscivo a smettere di leggere, con i suoi innumerevoli colpi di scena e la maestria dell’esposizione scritta e la caratterizzazione di alcuni personaggi così reali e indimenticabili. Anche se il romanzo della Nafisi parla di altro (unico tema in comune: i libri e due periodi storici completamente diversi ma come denominatore comune il controllo delle menti e dei comportamenti, quindi il totalitarismo e la violenza).
Sono contenta, contenta di aprire ancora la mia mente a nuove scoperte, a comprendere nuove cose; contenta di sentire i miei pensieri ricaricarsi e le mie parole riprendere a correre dai loro angusti spazi!
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