Silenzio, ho bisogno di silenzio, al massimo di sussurri, di parole accennate, di sguardi silenziosi e facili da comprendere.
Le parole sono troppe e spesso rumorose, incomprensibili, distorte e indigeribili.
Non sprechiamole parlando di altro, solo per sfuggire da noi stessi, da ciò che ci preme davvero esprimere.
Non parliamo ma guardiamoci, osserviamoci: siamo realmente noi?
Senza le parole, chi siamo? Riusciamo a comprenderci, a toccare le nostre anime, a raccontarci senza di esse?
Vorrei provare, una volta, a non parlare, ma solo a guardare, in silenzio. Guardare e capire davvero cosa vogliamo, cosa ci facciamo qui, perché siamo qui… a non-parlare a non- toccare a non-guardare a non- aprire il cuore a non-lasciarci andare… in silenzio…
Vorrei provare, una volta, a usare solo le mie mani, solo i miei occhi, per farti capire… ma le parole sono più facili per spegnere, per bloccarci e rimanere statici e non superare i limiti, i confini.
Allora chiudo gli occhi: quelli che vedi dietro i miei occhiali sono solo gli occhi fisici, quelli del cuore sono spenti.
Allora blocco le mie mani: esse servono solo a prendere il vento, a raccogliere aria, a rimanere indissolubilmente vuote…
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